martedì 6 agosto 2013

Adesso tocca a noi con le quote...



Intervista a Tiziano Treu
Voce Repubblicana, 6 agosto 2013
di Lanfranco Palazzolo

Dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale sull’articolo 19 dello Statuto  dei lavoratori adesso tocca al legislatore fare la sua parte. Lo ha detto alla “Voce” l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu.
Senatore Treu, cosa pensa della sentenza della Corte Costituzionale sull’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori che ha legittimato la rappresentanza sindacale di quelle associazioni che non hanno firmato accordi sindacali con l’azienda?
“Quello della Corte costituzionale è stato un intervento necessario. E’ vero che la Corte è intervenuta in altre circostanze per dire l’opposto. Ma lo ha fatto quando i sindacati approvavano gli accordi unitariamente. E lo aveva fatto solo per dire che un sindacato, per essere rappresentativo, non bastava che aderisse ad un contratto qualunque. Ma era necessario che fosse un contraente. Adesso, in un contesto nuovo, la Corte ha detto che è necessario ripensare ad una situazione più adatta alla nuova situazione. La Corte ha rilevato che non si può punire il dissenso della FIOM che non firma gli accordi sindacali. La Corte ha ritenuto che non si può punire il dissenso. Si tratta di una sentenza correttiva-additiva. Ecco perché la FIOM ha diritto alla rappresentatività. La Corte non può risolvere il problema. Ma questo intervento dovrebbe indurre il legislatore a farlo”.
Adesso si porrà la questione delle soglie?
“Come tutti sanno, c’erano stati dei tentativi di risolvere la questione della rappresentatività dei sindacati nelle aziende. Io stesso avevo presentato un ddl nel quale avevamo proposto che la rappresentatività fosse anche misurata, come avviene nel Pubblico impiego, con un certo numero di voti e di iscritti. Questa è anche stata la regola finalmente stabilita dalle confederazioni sindacali dallo scorso 31 maggio. Anche i sindacati stanno seguendo questa strada.  Mi auguro che questi esempi stimolino il legislatore. Dovrebbe funzionare così. Con il Governo Prodi fu possibile un accordo per i dipendenti pubblici sulle soglie. La soglia del 5 per cento sarebbe ideale”.  
L’articolo 19, così come è rimasto in piedi dopo il 1995, ha rischiato di provocare la proliferazione dei cosiddetti sindacati gialli?
“L’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori è rimasto in piedi così com’è perché allora si riteneva che la rappresentatività potesse coincidere con i grandi sindacati che certo non avevano problemi a firmare gli accordi nelle grandi aziende. Quando la situazione si è complicata ed è aumentata la frammentazione sindacale, si è proposto di integrare gli accordi con una soglia di rappresentatività nel Pubblico impiego. Adesso a questo metodo si sta arrivando anche per le imprese private. Credo che la strada sia già segnata per seguire questa nuova strutturazione del quadro sindacale in Italia".

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