domenica 22 settembre 2013

Alcune precisazioni sul mio libro per "Affaritaliani", Pietro Mancini ed Eugenio Scalfari


Qualche giorno fa è apparso un articolo sul libro che ho pubblicato lo scorso anno: "E io non pago!". Pubblico l'articolo e la mia replica.  

 Scalfari e la onorevole: voi non sapete chi siamo noi!

11 - 09 - 2013 Pietro Mancini

Premiata per il suo salto della quaglia, da sinistra a destra, con la nomina e lo stipendione di delegata della Regione Calabria all’Infanzia, Marilina Intrieri ha rispedito al mittente una lettera della Prefettura di Crotone, in cui non le era stato attribuito il titolo di onorevole, nella sua qualità di silenziosa deputata prodiana nella mini-legislatura 2006-2008.
Quello della signora calabrese non è un caso isolato di furibondi rappresentanti della Casta.
Alla fine dello scorso anno, il parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello, si rivolse alla prefetta di Caserta, donna Carmela Pagano, chiamandola “Signora” e non “Signora prefetta”. A quel punto, l’allora prefetto di Napoli, il sussiegoso don Andrea De Martino, perse le staffe, bacchettando il sacerdote ed esigendo il “giusto rispetto” per la rappresentante del governo.
«Lei non sa chi sono io !  Ecco gli onorevoli che ci hanno provato». E’ questo il titolo di un volume, curato da Lanfranco Palazzolo, redattore di Radio Radicale. Il libro, che si rifà soprattutto alle decisioni assunte nella giunta per le autorizzazioni a procedere,  in merito a sanzioni per violazioni del codice della strada (dopo il ’93 la legislazione è cambiata), ha un piacevole sottotitolo, riecheggiante il principe Antonio de Curtis, in arte Totò: “E io non pago!
Elencati i casi di  alcuni politici, da Giorgio Almirante a Vittorio Sgarbi, fino a Claudio Burlando, Governatore della Liguria.
LANFRANCO PALAZZOLO; AUTORE DI "E IO NON PAGO!"
Peccato che non venga ricordato un illustre sbeffeggiatore di vigili urbani, appunto con il tradizionale «Lei non sa chi sono io!». Si tratta di Eugenio Scalfari.  Proprio lui, il Fondatore di “Repubblica”, l’austero Moralizzatore e il Grande Nemico di Silvio Berlusconi.
Quando Scalfari era, grazie a Giacomo Mancini, deputato socialista, nel 1972, parcheggiò vicino alla Stazione Centrale di Milano, in uno dei due posti lì riservati ai carabinieri. Un vigile lo invitò a spostare l’auto.
L’allora parlamentare riferì che, a discussione in corso, arrivò un’autovettura, col questore di Milano, che occupò l’altro posto riservato: a memoria, ci si ricorda della successiva, secca smentita della questura. In ogni modo, finì che, dopo il classico «Lei non sa chi sono io!», il deputato lasciò l’automobile in sosta vietata e venne ovviamente sanzionato dal vigile, anche perché risultò che la patente era scaduta («Non me ne ero accorto», si giustificò Scalfari).
L’episodio contribuì alla trombatura di Scalfari  perchè, essendone venuto a conoscenza, Bettino Craxi, tutt’altro che simpatizzante di don Eugenio, lo spiattellò a un amico cronista, che lo pubblicò, con risalto, l’indomani, sul “Corriere della sera”.
Pietro Mancini

LA MIA RISPOSTA
EUGENIO SCALFARI
"E io non pago!"

Martedì, 17 settembre 2013 - 12:32:00

Caro Direttore,

lo scorso 11 settembre è uscito su Affaritaliani.it un articolo su un mio libro nel quale compaiono numerose imprecisioni. Il titolo del libro è questo "E io non pago!" e non "Lei non sa chi sono io. Gli
onorevoli che ci hanno provato". L'autore di questo articolo, Pietro Mancini, non ha evidentemente letto il mio libro visto che il caso di Eugenio Scalfari è stato pubblicato in bella vista a pagina 132 e ss. Devo aggiungere che nel mio libro non è assolutamente stato inserito alcun provvedimento sull'attuale presidente della Regione Liguria Burlando. In merito alla segnalazione fatta su Craxi non credo sia vera. La vicenda venne alla luce perchè Scalfari era popolarissimo e lo stesso Scalfari non si preoccupò di nasconderla pubblicando una lettera di fuoco al sindaco di Milano. Aggiungo anche un altro elemento. Scalfari riteneva che il beneficiario per parcheggio per privilegiati fosse appannaggio del questore Guida, ma in realtà si trattava di un medico di guardia al pronto soccorso ferroviario. Per questa ragione le chiedo di pubblicare queste mie precisazioni nel suo quotidiano online.
Con amicizia, la ringrazio.

Nessun commento: