giovedì 12 settembre 2013

Che fine ha fatto l'Occidente?



Voce Repubblicana, 12 settembre 2013
Intervista a Corradino Mineo
di Lanfranco Palazzolo

Di fronte alla crisi siriana è mancata la politica dell'Occidente. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Corradino Mineo del Partito democratico.

Senatore Mineo, trova saggia la posizione assunta dalla nostra politica estera e dal ministro Bonino sulla Siria?

“L'analisi che abbiamo ascoltato dal ministro degli Esteri Emma Bonino in questi giorni è stata completa e positiva. La proposta italiana ed Europea è debole perchè è debole l'Italia ed è debole l'Europa. Dire che il nostro paese è contro la guerra è giusto, ma dire che parteciperemo solo con il via libera dell'Onu quando sappiamo che l'Onu non funziona più e il Consiglio di sicurezza è largamente paralizzato significa che, di fatto, non possiamo fare nulla. D'altra parte, dire oggi che è necessario mettersi d'accordo quando la situazione è degenerata in un massacro mi sembra una posizione debole”.

Che posizione avrebbe dovuto assumere il governo?

“Forse il mio governo avrebbe dovuto – nel momento in cui dice 'no' ad un intervento militare – mettesse con maggior forza nell'agenda internazionale l'assenza di una politica dell'Occidente rispetto all'assenza della politica delle organizzazioni internazionali”.

La posizione dei paesi confinanti con la Siria rende più difficile un negoziato. Abbiamo visto che Israele vuole l'intervento, la Turchia preme per intervenire, anche l'Iraq è interessato alla questione e gli Hezbollah sono contro Assad. La collaborazione di questi paesi è necessaria?

“Assad è un 'macellaio'. Anche suo padre non era da meno. La responsabilità della Comunità internazionale è stata di non averlo bloccato in tempo all'inizio di questa assurda repressione e di questa strage della società civile siriana. Il mondo arabo è diviso. Emma Bonino ha fatto bene a sottolineare più volte che lo scontro al quale stiamo assistendo in Egitto è uno scontro tra sunniti, mentre quello in Siria vede contrapposti gli Sciiti dai sunniti. In Siria ci sono molti spettatori interessati ad alimentare il caos. In Siria stiamo assistendo allo stesso 'spettacolo' che abbiamo visto in Libano, dove una banda accusa l'altra delle peggiori nefandezze. Ma qui non ci troviamo di fronte ad una guerra tra bande, ma oggi ci troviamo di fronte al massacro di un'intera società. Ecco perchè credo che, di fronte ad una situazione come questa, non ci siano soluzioni. La politica dell'Occidente non può essere gestita in maniera prudente e suicida. L'erroe della nostra politica estera è quello di sostenere le risoluzioni dell'Onu senza dire che questa organizzazione internazionale deve essere cambiata e riformata. Oggi l'Onu si limita a riflettere una situazione superata che è quella dell'equilibrio uscito al termine della Seconda guerra mondiale. Ed è un errore mantenere questo equilibrio”.   

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