sabato 28 settembre 2013

Contro i manutengoli del potere finanziario

Voce Repubblicana, 28 settembre 2013
Intervista ad Elio Lannutti 
di Lanfranco Palazzolo

Con il mio ultimo libro ho voluto attaccare i manutengoli del potere economico. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Elio Lannutti, autore di “Cleptocrazia. Ladri di futuro” (Imprimatur editore).
Elio Lannutti, di cosa parla “Cleptocrazia”?
“Il mio ultimo libro, che ho pubblicato con la casa editrice Aliberti, parla degli sconquassi e i disastri provocati dai manutengoli del potere economico e da una cricca finanziaria, come banche di affari, agenzie di rating, fondi speculativi e banchieri centrali – che dovrebbero essere considerati criminali seriali, ai quali i governi democratici hanno delegato poteri enormi senza responsabilità e doverose sanzioni – hanno impoverito milioni di famiglie nel mondo globalizzato, distrutto 40 milioni di posti di lavoro dal 7 luglio 2007 (data dello scoppio della bolla dei sub prime), messo a rischio i debiti sovrani di alcuni Stati, che si sono dissanguati per salvare le banche in crisi dalla bancarotta. Questo libro intende tracciare la sospensione della democrazia avvenuta in Italia per due anni con l’incarico dato a uno degli uomini della Goldman Sachs, e il governo del presidente scelto dalla cancellerie europee”.
Da cosa è stata scatenata la crisi economica e finanziaria degli ultimi anni?
“Molti sono i fattori che hanno scatenato questa crisi che è più grave per intensità e durata della grande depressione del 1929, ma la principale responsabilità è certamente da attribuirsi a una cupola para-mafiosa, alla quale sono stati conferiti poteri enormi non bilanciati da pari responsabilità, poteri che non sono assegnati neppure ai governi legittimati dalla volontà popolare. Questa oligarchia finanziaria composta da banchieri centrali, banche di affari e agenzie di rating”.
Perché ce l’ha tanto con le agenzie di rating? Quali sono le loro responsabilità?
Le “sorelle del rating” hanno contribuito a intossicare con swap e derivati l’economia globalizzata e gli enti locali, a causare fallimenti a catena, con l’unica finalità di conseguire enormi profitti, a scapito dei risparmiatori, delle famiglie e delle piccole e medie imprese, vessati da quelle stesse banche che, con i loro dolosi e avidi comportamenti, hanno determinato la crisi sistemica e messo a repentaglio la solidità dell’euro e dell’Europa”.
Cosa dovrebbe fare l’Ue?
“La priorità dell’Europa è imporre a oligarchi senza scrupoli e tecnocrati bancocentrici una stagione di regole che possa sottrarre ai banchieri la potestà di battere moneta falsa con gli strumenti derivati; una riforma della vigilanza con adeguate sanzioni; la costituzione di un’agenzia europea di rating che possa impedire a entità private come Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch di dare giudizi prezzolati sugli Stati sovrani seguendo le regole della speculazione ad orologeria”.

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