giovedì 5 settembre 2013

Ecco come gli Usa favoriscono l'estremismo arabo



Intervista a Carlo Fidanza
Voce Repubblicana, 5  settembre 2013 
di Lanfranco Palazzolo

Il rischio di un intervento americano in Siria è quello di favorire gli elementi più estremisti del mondo arabo. Lo ha detto alla “Voce” il deputato europeo di Fratelli d'Italia Carlo Fidanza, iscritto al gruppo parlamentare del Partito popolare europeo.
Onorevole Fidanza, cosa pensa della posizione assunta dall'Italia nella crisi siriana?
“L'atteggiamento del governo italiano mi sembra di buon senso. Questo comportamento è figlio di una pressione relativa esercitata dai nostri alleati, a partire dagli Stati Uniti, per un coinvolgimento più ampio da parte dell'Italia. Fino ad ora, oltre ad un preciso appoggio politico, nessuno ha chiesto al nostro paese ulteriori impegni. Questa posizione di buon senso assunta in questi giorni dal governo si sposa facilmente con i fatti. Bisogna vedere se questa posizione rimarrà tale nel momento in cui ci dovesse essere l'attacco franco-americano in Siria. Per ora il governo ha fatto la sua parte”.
Come ha valutato l'atteggiamento degli Usa sull'uso delle armi chimiche? Non è la prima volta che gli Usa denunciano l'utilizzo di queste armi. Tuttavia, la guerra è in corso da due anni e nessuno si mai è mosso.
“Naturalmente l'uso delle armi chimiche deve essere condannato fermamente. Non si può permettere che siano utilizzate e ci deve essere un'ampia condanna della Comunità internazionale. Noi dobbiamo inquadrare questa vicenda nel quadro più complesso della situazione in Medio Oriente e delle situazioni militari che gli Usa e i suoi alleati hanno messo in atto dal 2001 in poi e dall'esito che hanno avuto. Inoltre, è necessario anche fare una valutazione sulle crisi politiche che ci sono state in Libia e in Egitto. La politica che è stata seguita da George W. Bush e da Barack Obama, prima di questa fase, ha portato alla crescita e allo sviluppo dei gruppi più fondamentalisti. Siamo giunti al paradosso che un intervento occidentale in Siria finirebbe per ribaltare le sorti del conflitto siriano a favore di un'opposizione che è ostaggio dei gruppi più fondamentalisti legati ad al-quaeda. Di questo dobbiamo tenere conto di questo perché si corre il rischio di finanziare i gruppi più fondamentalisti del mondo arabo”.
E' d'accordo con quanto sostiene il ministro degli Esteri Emma Bonino che vede il rischio dell'esplosione di un conflitto mondiale? Inoltre vede l'esplosione di questo conflitto nel resto del MO?
“Il principale candidato all'allargamento è il Libano, paese che è tornato alla ribalta della cronaca per gli attentati che sono stati messi in atto. In quel paese si consuma uno scontro durissimo che potrebbe anche estendersi ad Israele. Questo è un grosso rischio. Ecco perché è necessario riflettere su un'azione militare che potrebbe favorire un regime più fondamentalista e meno affidabile”.

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