sabato 21 settembre 2013

Io ci credo, ma non ho deciso



Intervista a Giorgio Zanin
Voce Repubblicana, 21 settembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Credo nello strumento referendario, ma sui singoli quesiti non ho ancora preso una posizione definitiva. Lo farò al momento più opportuno. Lo ha detto alla “Voce” l'onorevole Giorgio Zanin del Partito democratico.
Onorevole Zanin, perchè ha firmato tutti i referendum radicali mentre tutti gli esponenti del suo partito si sono ben guardati dal farlo? Li condivide tutti?
“Li ho firmati tutti perchè ho sempre creduto alla partecipazione popolare dei cittadini. E ho sempre pensato che il referendum sia uno degli strumenti fondamentali per modificare e modellare la legge. In linea generale, le proposte referendarie mi hanno sempre visto – a prescindere dalle mie posizioni a favore o contro – sempre tra i firmatari e come sostenitore. Per quanto mi riguarda, la mia priorità era di accreditare i referendum affinchè i riferendum si svolgessero. Questa è la mia priorità”.
Di questi referendum cosa condivide? C'è un referendum che pensa di sostenere politicamente oltre ad apporre la firma per permetterne la presentazione?
“Ancora non ho messo a fuoco i singoli quesiti referendari. Ritengo giustoi farlo all'interno di un dibattito politico costruttivo. La natura stessa del referendum porta – per metodo – la capacità dei cittadini di ascoltare le argomentazioni. Ed io intendo fare questo quando arriverà il momento del dibattito. Al momento opportuno manifesterò la mia posizione quesito per quesito”.
Ha sempre votato tutti i referendum?
“Sì, certo”.
Si ricorda cosa aveva votato per i referendum del 1993 sul finanziamento pubblico ai partiti politici e sull'abolizione del ministero dell'Agricoltura?
“Sono ormai passati 20 anni da quella consultazione referendaria del 18 aprile. Credo di aver votato a favore dell'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Ritengo che oggi si debba riflettere sul finanziamento pubblico dei partiti. Anche se non ho preso una decisione definitiva ed esiste un ddl del governo, ritengo che la politica debba interrogarsi sulle forme di finanziamento dei partiti politici”.
Si ricorda se nel 1987 aveva votato a favore del referendum sulla responsabilità civile dei magistrati?
“Non ricordo bene quel referendum. Ricordo bene la battaglia per l'abolizione delle centrali nucleari. Ero contro l'utilizzo dell'energia nucleare. Ho ribadito questa mia posizione due anni fa quando questo referendum è stato riproposto e la battaglia è stata vinta di nuovo”. 
Crede che l'astensionismo faciliti il voto referendario?
“L'elettorato italiano ci abituato ad ogni sorpresa. Quindi non mi sorprendo di nulla. Il risultato sul referendum sull'acqua fu una lezione per tutti. Fui tra quelli – nel Pd – che prese una posizione netta a sostegno dell'ala ecologista del partito. Direi che quella fu indubbiamente una bella pagina di politica”.   

Nessun commento: