giovedì 26 settembre 2013

La fiamma aperta a qualsiasi soluzione



Intervista aa Davide Conti
Voce Repubblicana, 26 settembre 2013
di Lanfranco Palazzolo
 
Il Msi non fu chiuso alle dinamiche della Prima Repubblica e riuscì anche ad incidere nel quadro politico italiano. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Davide Conti, autore de “L'anima nera della Repubblica” (Laterza), libro in cui vengono ripercorse le tappe della storia del Movimento sociale italiano e di come questo soggetto politico è riuscito ad incidere sulla scena politica del nostro paese. Davide Conti è consulente dell'Archivio storico del Senato.
Davide Conti, come ha identificato il Msi nel suo libro?
“Nel mio libro ho evidenziato come il Movimento sociale ha agito nel sistema dei partiti democratici nati dalle ceneri del fascismo e del ventennio mussoliniano. L'estrema destra non ha rappresentato solo un elemento marginale o un'anomalia della società politica, economica e civile, quanto piuttosto un'area molto più estesa di quello stretto perimetro elettorale in cui venne confinato il Msi durante gli anni della 'guerra fredda'”.
Questo soggetto politico ebbe un ruolo?
“Questo partito ebbe una sua influenza socio-culturale che gli permise di essere presente nel sistema della Repubblica antifascista. Il Msi mise in mostra una certa capacità di saper incidere negli equilibri politici della Prima Repubblica”.
Il Msi era chiuso al “nuovo” che si era determinato dalla rinascita della democrazia italiana o guardava solo al passato?
“Il Msi, pur nascendo come elemento organizzativo di stampo reducistico di una comunità politica scompaginata dalla sconfitta bellica, appare come un partito nato dalle ceneri del passato, ma allo stesso tempo dimostra anche di essere pronto all'inserimento di una nuova dinamica politica nazionale scaturita dallo scontro della “guerra fredda” tra i due blocchi di potere legati alla Dc e al Partito comunista”.
Cosa ha rappresentato Giorgio Almirante nella storia di questo partito?
“Almirante riusci a rappresentare la sintesi tra caratterizzazione identitaria del partito e desiderio di legittimazione politica. Questi due elementi si prestavano a più di una contraddizione, che il leader missino riuscì sempre a tenere insieme. Almirante cerco di trasformare la discriminante storica antifascista in quella anticomunista, cercando di portare il suo partito in stabilmente in questo secondo blocco filoatlantico. Ma il successo politico del Msi, manifestatosi tra la fine degli '60 e l'inizio degli anni '70 non produsse mai la fine della marginalizzazione politica del Msi”.
Negli anni '80, prima della svolta di Fiuggi è cambiato qualcosa?
“In quel periodo i missini stabilizzano la loro presenza nella scena politica italiana e la loro messa 'fuorilegge' viene derubricata. Tuttavia, questo partito non riesce a svolgere nessuna funzione in grado di incidere sugli equilibri politici italiani”.  

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