mercoledì 25 settembre 2013

Nessuno resti indifferente a quel dramma



Intervista a Giulio Terzi
Voce Repubblicana, 25 settembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

La Comunità internazionale e l'Onu non possono restare indifferenti di fronte alla sorte che corrono i 3000 iraniani che si trovano a Camp Liberty e che rischiano di essere massacrati nel silenzio di tutti i mezzi di informazione mondiale. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l'ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata.

Ministro Terzi, all'inizio di settembre il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), che si batte contro l'attuale regime teocratico iraniano, è stato duramente colpito da un massacro perpetrato da  militari iracheni con la complicità degli iraniani a Campo Ashraf. E molti Mujaheddin del popolo iraniano sono attualmente tenuti sotto ostaggio dagli iracheni. La scorsa settimana si è tenuta un'importante riunione del CNRI a Ginevra, al quale lei ha partecipato. Cosa si è detto?

“Ho partecipato a questa importane riunione indetta dal Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana, la governance degli ex Mujaheddin che si oppongono al regime iraniano. In passato, questa organizzazione è stata accusata di essere coinvolta in atti di terrorismo. Ma da oltre 10 anni questa organizzazione ha solo una caratterizzazione politica. L'Unione europea e gli Stati Uniti hanno tolto questa organizzazione dalla lista nera delle organizzazioni terroristiche. Quindi si tratta di un'organizzazione che ha una sua marcata caratterizzazione di opposizione forte al regime teocratico iraniano”.

Quali sono stati i recenti sviluppi politici del CNRI? 

“In un convegno che si è svolto tre mesi fa vicino a Parigi, questo movimento ha presentato una carta politica, costituente, nella quale è riaffermata la perfetta uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge fra uomini e donne, la laicità dello Stato, i principi della democrazia elettiva  e i principi che dovrebbero essere il punto di riferimento dell'Iran, qualora il paese si aprisse ad un sistema interamente democratico. Questo è lo sfondo nel quale si muove in CNRI”.

Perché il CNRI è ignorato da tutti?

“La riunione che si è svolta la scorsa settimana a Ginevra aveva proprio questo obiettivo. Si è cercato di mobilitare l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale di fronte al dramma accaduto lo scorso 1° settembre, quando dei gruppi militari o paramilitari di forze speciali sono entrati a campo Ashraf, situato a pochi chilometri da Baghdad che dal 2003 rappresenta una zona dove risiedono persone protette dalle Nazioni Unite, e hanno ucciso a bruciapelo 52 residenti su 100. Questo campo è stato evacuato. E gli iraniani rimasti sono stati portati vicino all'aeroporto di Baghdad, a Campo Liberty. Il massacro di Campo Ashraf ha destato una grande impressione. Adesso la preoccupazione si sposta sulla sorte degli altri 3000 iraniani che si trovano a Camp Liberty”.   

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