venerdì 13 settembre 2013

Occhio a quelle autorità



Intervista Vincenzo Pepe
Voce Repubblicana, 13 settembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Le autorità di bacino devono redigere un piano per evitare il dissesto idrogeologico e altri rischi per il territorio. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il Presidente di FareAmbiente Vincenzo Pepe.
Presidente Pepe, l'inizio dell'autunno è un momento particolarmente difficile dal punto di vista ambientale. Gli scorsi anni abbiamo tutti assistito ad autentici disastri perché non si è fatta prevenzione per evitare il dissesto idrogeologico. Cosa è necessario fare soprattutto nelle grandi città?
“Come  organizzazione ambientale abbiamo sempre puntato alla gestione ordinaria delle acque e al sistema ordinario di manutenzione per evitare disastri. Nelle grandi città è necessario fare questo per evitare rischi. Il danno ambientale provoca morti e danni ingenti che mettono in ginocchio la nostra economia. Dobbiamo fare di tutto per evitare questo. I cittadini devono essere parte attiva di questa gestione del territorio e non devono girarsi dall'altra parte. Questo discorso riguarda soprattutto le grandi città. Ecco perché abbiamo sempre pensato di introdurre nelle scuole i corsi di educazione ambientale come materia obbligatoria”. 
Il problema si risolve solo in questa attenzione?
“No, è necessario vigilare sul lavoro delle cosiddette Autorità di bacino. Questi enti devono redigere il cosiddetto piano di bacino. Ma nessuno conosce questo piano, nessuno vede questo piano. Poi ci sono anche molte autorità che non lo redigono nemmeno. Il piano di bacino è superiore a qualsiasi altro piano, anche al piano urbanistico che fa qualsiasi altro comune. Il comune non può redigere un suo piano urbanistico se questo è contro il piano di bacino o è in contrasto con esso. Se l'autorità di bacino ritiene che un territorio sia a rischio R4, il livello più alto di rischio, in quella zona non può essere svolta alcuna attività umana o di altro genere”.
Con quali altri enti potrebbe essere in contrasto il piano di bacino?
Il piano di bacino deve essere rispettato anche da coloro che redigono il piano dei singoli parchi. Se il piano di un parco in area protetta è in contrasto con un piano di bacino, la giurisprudenza ha stabilito che il piano di bacino deve essere sempre rispettato. Ed è giusto che sia così. E' assurdo costruire ai margini di un letto di un fiume o insediare accampamenti, come è accaduto qualche tempo fa a Soverato. Lei ricorderà bene quel caso. Il fiume si è portato via un accampamento. Anche il caso di Sarno è emblematico dell'abbandono del territorio”.
I cittadini conoscono questi piani, ne sono informati?
“Sono davvero in pochi a conoscere queste cose. Il problema è anche questo. L'autorità di bacino dovrebbe fare educazione ambientale oltre a redigere questi piani. Dobbiamo cambiare certe abitudini per evitare di piangere sul prossimo disastro”.  

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