mercoledì 2 ottobre 2013

Ecco come sono andate le elezioni politiche in Australia

Il 7 settembre scorso si sono svolte in Australia le elezioni politiche per il rinnovo delle due Camere che costituiscono il Parlamento australiano (Parliament of the Commonwealth of Australia). Le elezioni riguardavano tutti i 150 membri della House of Representatives (il cui mandato è triennale e che sono eletti in collegi uninominali), e di 40 dei 76 membri del Senato, ossia la metà dei senatori statali e i quattro senatori territoriali.
Le elezioni hanno visto la vittoria della coalizione conservatrice guidata da Tony Abbott. II risultati finali del Senato richiedono ancora qualche giorno, a causa del complicato sistema di attribuzione dalle preferenze.
Si rammenta in proposito che i 72 senatori statali vengono eletti - in ragione di 12 per ciascuno - dai sei Stati del Commonwealth of Australia, mentre i 4 senatori "territoriali"(territory senators) sono invece eletti – 2 ciascuno – dal Northern Territory e dal Territorio della capitale (Australian Capital Territory, ACT). Il mandato dei senatori statali è di sei anni con rinnovo ogni tre anni della metà dei senatori di ciascuno Stato; il mandato dei senatori territoriali è invece triennale.
Nel complesso sistema elettorale australiano è previsto il voto obbligatorio e pertanto l'affluenza alle urne è costantemente superiore al 90%.
Il sistema elettorale della Camera dei rappresentanti è quello del voto singolo trasferibile in base al quale gli elettori assegnano un ordine di preferenza ai candidati inseriti nella liste del partito prescelto. Se gli elettori non indicano l'ordine di preferenza dei candidati il loro voto è considerato non valido
Il sistema del voto singolo trasferibile prevede che l'elettore riceva una lista in cui compaiono tutti i candidati, e possa esprimere tutte le preferenze che desidera scrivendo un numero di fianco a ogni nome (1,2,3,4, e così via). Le preferenze così espresse seguono una gerarchia numerica. Lo spoglio inizia con il calcolo della "quota elettorale" (metodo Hagenbach-Biscoff), ossia il numero minimo di voti che un candidato deve ottenere per conquistare il seggio. La quota si calcola dividendo il numero di voti per il numero di seggi disponibili. Il conteggio dei voti inizia tenendo conto delle preferenze contrassegnate con il numero "1". Quando un candidato raggiunge la quota elettorale risulta eletto, e tutti i voti che eccedono la quota vengono trasferiti al candidato contrassegnato come seconda preferenza, e così via finché tutti i seggi sono stati assegnati.

I Risultati della Camera dei rappresentanti (150 seggi)

  • Australian Labor Party. 33,4% dei voti, 55 seggi: i laburisti perdono 4,6 punti percentuali e 17 seggi rispetto alle precedenti elezioni (21 agosto 2010) quando ottennero il 38% e 72 seggi;
  • Coalizione Liberal Party-National Party: 45,7% dei voti, 90 seggi (58 ai Liberal, 22 al Liberal National Party, 9 ai Nationals e 1 ai Country Liberals (NT);la coalizione guadagna il 2,4% e 17 seggi rispetto al 2010;
  • Australian Greens: 8,5%, 1 seggio, mantiene il seggio, ma perde 3,2 punti;
  • Katter's Australian Party (il partito conservatore di Bob Katter) guadagna 1 seggio, con l'1% dei voti;
  • Palmer United Party (il nuovo partito del magnate Clive Palmer), guadagna 1 seggio, con il 5,5% dei voti;
  • Candidati indipendenti, 2 seggi.
Il leader dell'opposizione conservatrice Tony Abbott ha vinto mettendo fine ai sei anni di governo del Partito laburista di Kevin Rudd.
La vittoria conservatrice era ampiamente prevista ed è dovuta soprattutto alla frustrazione degli elettori laburisti a causa delle lotte interne al vertice del partito. Rudd è stato premier dal 2007 al 2010 quando è stato silurato dal gruppo parlamentare laburista, che ha imposto al comando la sua vice, Julia Gillard. Lo scorso giugno, dopo una serie di sondaggi disastrosi, Rudd è stato nuovamente chiamato alla guida del paese ed il suo ritorno al timone era stato accompagnato da un miglioramento nei sondaggi, che sono poi di nuovo precipitati inesorabilmente durante la campagna elettorale, malgrado la strenua difesa di Rudd dei risultati, indubbiamente positivi, ottenuti in economia dai governi suo e della Gillard.
Abbott, ex seminarista ed ex pugile dilettante, ha promesso in campagna elettorale di ripristinare la stabilità politica, di tagliare le tasse e di imporre controlli più duri ai confini nazionali, cioè di impedire l'arrivo quasi quotidiano di profughi nelle "carrette del mare", anche ricorrendo ai respingimenti. Negli ultimi mesi aveva accumulato forti consensi promettendo di frenare la spesa pubblica, di abolire la controversa tassa sulle emissioni di gas serra e di fermare il flusso dei richiedenti asilo. Un forte aiuto gli è venuto dalla stampa del gruppo News Limited di Rupert Murdoch, che controlla oltre il 70% dei quotidiani del suo Paese d'origine, e gli ha fornito un costante, aperto sostegno.

I risultati del Senato (40 seggi)

Presso il Senato (dove i risultati non sono ancora definitivi a causa delle complesse operazioni di scrutinio dei voti) la coalizione di Abbott dovrà probabilmente chiedere l'appoggio dei partiti minori.
  • Australian Labor Party: 30,2% dei voti (-4,9 punti percentuali);
  • Coalizione Liberal Party-National Party: 37,8% dei voti (-0,9punti);
  • Australian Greens: 8,5% ( 4,6 punti);
  • Palmer United Party: con il 4,9% dei voti;
In base ai risultati (non definitivi) del rinnovo di 36 senatori statali e di quattro senatori territoriali del 7 settembre scorso, il Senato australiano risulta così composto:

Partito
Eletti 2010
Nuovi eletti 2013
Totale
Liberal Party/-National Party
16
17
33
Australian Labor Party
13
12
25
Australian Greens
6
4
10
Democratic Labour Party
1
0
1
Altri
0
7
7
Totale
36
40
76

Fra i candidati, con il partito di Wikileaks, c'era anche il giornalista australiano Julian Assange, esule nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, che sperava di stabilizzare la propria condizione entrando nel parlamento di Camberra. Il suo partito, formatosi all'inizio dell'anno e registrato in luglio, aveva presentato sette candidati al Senato, in tre stati della federazione, ed ha ottenuto circa 72.000 voti, ma nessun seggio.

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