mercoledì 2 ottobre 2013

Il Pd punta ad abbattere Silvio



Intervista ad Arturo Diaconale
Voce Repubblicana, 2 ottobre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Il Partito democratico ha puntato all'abbattimento del leader di Forza Italia. La crisi di governo nasce da qui. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il direttore de “L'Opinione” Arturo Diaconale.
Direttore Diaconale, cosa pensa della crisi di governo, i cui sviluppi hanno davvero sorpreso tutti?
“Per quanto riguarda le vicende interne del Pdl o di Forza Italia è chiaro a tutti che si sta svolgendo un dibattito molto forte al suo interno su posizioni che sono diversificate da tempo. Mi pare prematuro parlare di fratture e rotture interne al partito oppure palrare di operazioni di sganciamento volte a sostenere un nuovo esecutivo, magari guidato dallo stesso Letta. Mi pare che non ci siano le condizioni per questi sviluppi. In merito alla destabilizzazione causata da questa crisi posso dire che siamo abituati a situazioni come queste. Se dovessimo paventare disastri alla vigilia di ogni crisi di governo, resterebbe in carica sempre lo stesso governo. Si arriverebbe al commissariamento della politica e del governo. Il problema è politico ed è di fondo”.
Qual è il problema politico che ha portato alla crisi?
“Il Partito democratico ha puntato sulla via giudiziaria cercando di abbattere Silvio Berlusconi per andare al più presto al voto. Di fronte a questo atteggiamento il Pdl ha reagito duramente. Questa situazione si è verificata in un contesto imbarazzante. Il Pd e il Pdl, che dovevano essere quei partiti in grado di dare l'esempio di buon governo, non sono stati capaci di dare l'esempio di responsabilità. Credo che sia molto difficile trovare una soluzione a questa situazione. L'unico rimedio sarebbe quello delle elezioni politiche”.
In quale percentuale dividerebbe le responsabilità della crisi del Governo Letta? Agli occhi dell'opinione pubblica Berlusconi appare il responsabile della crisi. E' così?
“L'accusa contro Berlusconi è una sciocchezza. Queste sono le accuse che hanno facile presa sull'elettorato di centrosinistra. Il problema che io vedo è il profondo squilibrio tra politica e giustizia. Da vent'anni a questa parte ci troviamo di fronte ad una situazione politica caratterizzata dalle esondazioni della magistratura. Questo stato di cose provoca uno squilibrio costante”.
Lei si aspettava la mini-rivolta dei ministri del Pdl?
“Mi sembra una 'rivolta' abbastanza contenuta. Il problema è che loro vogliono essere seguiti e gestiti diversamente”.
Qualcuno di questi ministri sta lavorando per trovare una nuova maggioranza a Letta?
“Questo non possiamo saperlo. Di fronte a loro c'è lo spettro di Gianfranco Fini. Tutti coloro che hanno assunto una posizione di rottura interna a Berlusconi hanno pagata politicamente cara. Tutti questi tradimenti sono stati puniti. Tutti gli artefici di queste operazioni sono stati cancellati dalla scena politica”.    

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