giovedì 24 ottobre 2013

Mario Monti e il popolarismo europeo

Intervista a Potito Salatto
Voce Repubblicana, 24 ottobre 2013 
di Lanfranco Palazzolo

Mario Monti si è dimesso dai vertici di Scelta civica perchè aveva capito che il suo movimento sta guardando verso una nuova prospettiva politica: il popolarismo europeo. Lo ha detto alla “Voce” l'europarlamentare dei Popolari per l'Europa Potito Salatto.
Onorevole Salatto, cosa pensa delle polemiche che riguardano le dimissioni di Mario Monti dai vertici di Scelta Civica? Una decisione che era nell'aria da settimane. Cosa sta accadendo?
“Io faccio parte di una componente politica dei popolari europei nata dalla sintesi dell'Udc e da Fli e Svp. La giustificazione politica che ha dato l'ex Presidente del Consiglio Mario Monti è strumentale. La reazione scomposta e l'acredine che abbiamo ascoltato in questi giorni sottendono un timore del senatore Monti. La preoccupazione che ben presto possa realizzarsi in Italia un Partito popolare europeo che si richiami alla tradizione del popolarismo Ue. In questa prima fase Monti pensava di essere il leader di questo schieramento. Purtroppo, in questo paese non ci si rende conto che esiste una nuova generazione che ha preso le redini della politica del paese. Mi riferisco a Matteo Renzi e a Enrico Letta, Lorenzo Cesa, Angelino Alfano. Questa nuova generazione si affaccia alla politica con uno spirito nuovo e con gli ideali di riferimento europei. Questo accade perchè il paese ha bisogno di disegni di sviluppo che non esistono ancora in tutta Europa. La classe dirigente europea è quella che ha una visione migliore dello sviluppo della società. Mario Monti ha preso questa decisione dopo che ha visto una parte del suo movimento è entrato in questa prospettiva di rinnovamento. Le liste civiche, i movimenti civici sono comete di passaggio che stanno per scomparire”.
Pensa che Angelino Alfano faccia parte di quello schieramento di centro in grado di poter sostituire il vecchio bipolarismo?
“Quello che abbiamo visto nel Pdl all'inizio di ottobre è la conferma della fine di quello che viene chiamato come leaderismo. I leader come Silvio Berlusconi non hanno mai accettato il contraddittorio e decidevano la linea come e quando volevano loro. Questa legge elettorale ha appoggiato e sostenuto questa forma di leaderismo. Il procellum ha consentito ai partiti politici di sostenere il leaderismo. Quello che abbiamo visto è il primo atto di ribellione al leaderismo. Noi vogliamo costituire il nuovo Partito popolare europeo che non sarà mai un partito antiberlusconiano. Ecco perchè aspettiamo dagli esponenti del Pdl una nuova risposta”.
Cosa farete in vista delle prossime elezioni europee?
“Lo scontro per la prossima campagna elettorale per le elezioni europee sarà caratterizzata dallo scontro tra chi sostiene l'Europa e chi è antieuropeista, che nasce dalla crisi economica dell'Unione europea”.

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