venerdì 25 ottobre 2013

Pd e Pdl non hanno perso voti con l'indulto

Intervista a Luigi Crespi
Voce Repubblicana, 25 ottobre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Nel 2008 Pd e Pdl non hanno perso voti dopo l'indulto del 2007. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Luigi Crespi di Datamedia.
Luigi Crespi, in questi giorni sono stati pubblicati molti sondaggi che riguardano l'amnistia e l'indulto, che indicano un'opinione pubblica contro l'argomento. Che tipo di valutazione possiamo fare?
“Il mesaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alle Camere è un punto di rottura sull'agenda politica e sulle rilevazioni fatte nelle settimane precedenti da parte degli istituti di ricerche. Ci sono agenzie come Ipsos e altri che hanno dato un risultato che va dal 27 per cento dei favorevoli ad un 44 per cento di favorevoli (Ipr). C'è stata un grande scarto tra i risultati dei diversi sondaggi. Datamedia ricerche ha dato il 40 per cento. Questo dipende anche dalla domanda che viene posta. Ad esempio, molti hanno posto delle domande composite, ponendo al centro la questione se l'amnistia riguardasse o meno Silvio Berlusconi. L'atteggiamento degli elettori del centrodestra di fronte all'amnistia riguarda anche se la vicenda tocca Berlusconi. Se Berlusconi non entra nel calcolo sulle pene e sui reati da cancellare nell'amnistia, il giudizio degli elettori del Pdl e del Pd cambia. Alcuni sondaggi che mettono in relazione l'amnistia e la questione del Presidente del Pdl o non lo fanno danno risultati diversissimi. A quel punto, il giudizio degli elettori non è più una valutazione sull'amnistia, ma sulla situazione di Silvio Berlusconi. Credo che l'approccio corretto sia quello di confrontare il giudizio dell'opinione pubblica nel 2006 di fronte all'indulto. In quel caso gli italiani favorevoli all'indulto erano il 25 per cento. Non mi sembra che nella campagna elettorale del 2008 il voto dei partiti a favore dell'indulto abbia provocato dei cambiamenti di opinione nei confronti dei partiti. Il Pd e il Pdl non persero voti per quello che ricordiamo come l'indulto di Clemente Mastella”.
Esiste un sondaggio che ha dato la percentuale degli elettori favorevoli all'amnistia?
“No, questo non è mai accaduto. Può essere accaduto al termina di periodi particolari come la guerra o la fine della guerra civile. In quel caso potrebbe esserci stato un consenso di massa. Naturalmente questo dipende molto anche dai reati inclusi nel provvedimento di amnistia”.
L'influenza sul voto del 2008 non c'è stata perché l'opinione pubblica dimentica facilmente?
“Questo succede perché l'opinione pubblica è facilmente infiammabile e perché le parole sono d'ordine: 'devono morire in carcere' e 'certezza della pena'. Per i nostri politici è più facile esprimere questi concetti piuttosto che parlare a favore dell'amnistia e sostenerla e dire che nel nostro paese esiste un'amnistia sotterranea che si chiama prescrizione”.

Nessun commento: