sabato 5 ottobre 2013

Psicopatologia dell'Italia quotidiana



Intervista a Mauro Cosmai
Voce Repubblicana, 5 ottobre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Nel mio libro ho cercato di analizzare la schizofrenia del caso italiano. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Mauro Cosmai, autore di “Stato di dissociazione” (Solfanelli), libro che intende formulare una diagnosi della psicopatologia italiana.
Mauro Cosmai, cosa ha inteso fare con questo libro?
“Il primo intento di questo libro è senz'altro quello di non ripetere le solite cose sull'Italia anche perché esistono già decine se non centinaia di libri sull'argomento, e già questo fa pensare in quanto molti libri di denuncia sono ben documentati e circostanziati e il fatto che abbiano sortito ben pochi effetti malgrado clamorose affermazioni mai smentite la dice lunga sulle patologie mentali di questo paese che è riuscito sia pure per un breve periodo a diventare la quinta potenza industriale del mondo pur conservando una mentalità medioevale che impregnava pressoché tutto il tessuto sociale”.
Si tratta di un libro di denuncia della psicopatologia italiana?
Parlo della psicopatia italiana, ma questo non è il solito libro di denuncia con dati e descrizioni circostanziati ed esaurienti (in ogni caso chi scrive non sarebbe in grado di farlo) dato che, come già accennato, esistono (purtroppo per noi) numerosissimi e validi libri sull'argomento ma un tentativo di interpretazione a livello psicologico e psicopatologico di una continua e pervicace dissociazione, per arrivare a termini sin troppo abusati anche nella letteratura non tecnica quali ‘schizoidismo’ e ‘schizofrenia’ (tra l'altro spesso impiegati senza conoscerne l'esatto significato), tra pensieri espressi e reali comportamenti su pressoché tutto il territorio nazionale”.
In cosa consiste la schizofrenia italiana?
“Il primo elemento schizoide da prendere in considerazione, e sotto gli occhi di tutti (anche stranieri) è la divisione tra Nord e Sud dell'Italia che malgrado le fisiologiche infiltrazioni e commistioni resta netta e marcata come in nessun altro paese al mondo, una profonda e radicata differenziazione che resiste ancora oggi alla velocità dei trasporti, alle tecnologie più avanzate all'esplosione totale dei mezzi di comunicazione di massa”.
Lei è preoccupato di questa situazione?
“Non è più sufficiente descrivere e disprezzare, occorre capire perché tutto questo continua a esistere e in così alta intensità e nel nostro caso la (vera) psicologia può essere d'aiuto, a patto di non perdersi in masturbazioni mentali sterili o accademiche di rivolgersi all'evidenza, allo studio approfondito di quello che in pratica c'è soltanto in Italia e non in altri paesi”.
Se dovesse descrivere l’Italia che termini userebbe?
“Le caratteristiche italiane, uniche e singolari nel loro genere, tanto per ripeterci, improntate ormai alla più netta dicotomia, alla dissociazione mentale”.

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