giovedì 31 ottobre 2013

Quante singolarità contro Berlusconi!

Intervista a Antonio Leo Tarasco
Voce Repubblicana, 31 ottobre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Nella vicenda che ha riguardato la condanna e la possibile decadenza di Silvio Berlusconi c'è stata più di una singolarità. Lo ha detto alla “Voce” il professor Antonio Leo Tarasco, docente di diritto amministrativo all'università Gregoriana di Roma.
Prof. Tarasco, cosa pensa della vicenda relativa alla decadenza di Silvio Berlusconi? Quali anomalie intravede?
“La considerazione di tipo politico, ma anche di tipo giuridico, è l'impossibilità di applicare retroattivamente le norme della legge Severino, che ha un contenuto afflittivo. I magistrati della Corte di appello di Milano, nel rendere note le motivazioni della condanna all'interdizione dai pubblici uffici, ridotta a due anni, hanno detto che si tratterebbe di una sanzione avente un carattere amministrativo e non un carattere penale. Queste ragioni sono facilmente criticabili in punto di diritto. Si tratta chiaramente di una sanzione penale che fa riferimento ad una interdizione dai pubblici uffici. E quindi – di conseguenza – irretroattiva. E anche se fosse solo di carattere amministrativo sarebbe irretroattiva perché le sanzioni amministrative risalenti agli anni '80 prevedono proprio la irretroattività anche delle sanzioni amministrative rispetto ai fatti commessi. Ad ogni modo, la Corte europea dei Diritti dell'Uomo prevede una nozione più ampia di irretroattività che abbraccia le sanzioni di carattere penale e quelle afflittive latu sensu. Dobbiamo ricordare che qui stiamo mettendo in discussione un punto molto importante della nostra democrazia: il diritto all'elettorato passivo che riguarda tutto il corpo elettorale. La distinzione tra sanzione penale e amministrativa è un falso problema. Qui è in gioco il diritto all'elettorato passivo e quini il diritto dei cittadini a scegliersi il proprio rappresentante”.
Lei pensa che ci siano stati intenti persecutori contro Silvio Berlusconi?
“Voglio evitare qualsiasi valutazione di tipo politico perché io non sono un politico. Mi limito ad alcune valutazioni da studioso e docente di diritto. Io credo che nella vicenda relativa al caso di Silvio Berlusconi ci sia stata più di una singolarità”.
Quali sono gli aspetti che ha trovato anomali?
“Innanzitutto la clamorosa accelerazione dei tempi processuali, quella del diffuso errore della condanna penale all'interdizione ai pubblici uffici per cinque anni, che non era prevista dalla legge speciale sui reati fiscali. E' bene ricordare che questa legge prevede l'interdizione dai pubblici uffici da uno a tre anni. Non ho capito perché la Corte di appello abbia stabilito questa pena. Poi resta da capire la relazione tra il metro di giudizio usato dalla magistratura elvetica e da quella italiana. Per gli stessi reati di Silvio Berlusconi, Frank Agrama è stato assolto da ogni addebito”.

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