sabato 12 ottobre 2013

Quella scelta da non condividere



Intervista a Mario Staderini
Voce Repubblicana, 11 ottobre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Non condivido la scelta di non svolgere un dibattito alle Camera sul messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lo ha detto alla “Voce” il segretario di Radicali Italiani Mario Staderini.
Mario Staderini, quali valutazioni può fare sul messaggio alle Camere del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulle carceri?
Il Presidente della Repubblica, seppure tardivamente, ha raccolto l'appello di Marco Pannella ponendo la questione politica, giuridica e morale ai partiti politici. Vedremo cosa accadrà in Parlamento. La prossima settimana è previsto l'inizio della discussione su alcuni provvedimenti che si richiamano ai temi sollevati dal Capo dello Stato.    Non condivido la scelta presa dal Parlamento italiano che ha deciso di non svolgere un dibattito sul messaggio alle Camere del Capo dello Stato. Il messaggio di Napolitano ha uno spessore più ampio di quello che potrebbe essere il sovraffollamento delle carceri italiane, che pone la questione dei diritti costituzionali che dovrebbero essere garantiti nel nostro paese e degli impegni presi per il rispetto dei diritti minimi dei detenuti come chiede il Consiglio D'Europa. Credo che il tema sia stato malposto dai mezzi di informazione”.
Cosa intende dire?
“Tutti si sono premurati nel chiedersi se un provvedimento di amnistia o di indulto potesse essere applicato a Silvio Berlusconi. Io distinguerei le questioni. Noi abbiamo la necessità di intervenire rispetto alle richieste del Consiglio d'Europa e risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri. Ma ci sono anche i tempi dei processi pendenti nel penale (5 milioni di procedimenti). Piuttosto che perdersi sull'esclusione di questo o di quel reato, sarebbe il caso di occuparsi della priorità di un provvedimento di amnistia. La domanda da porsi è questa: a quale numero di processi penali dobbiamo tornare per poter rimettere in modo il sistema della nostra giustizia. Se restassero in piedi 1 milione di procedimenti questo sarebbe un grande successo. Ecco perché continueremo nelle nostre iniziative non-violente al servizio del ritorno a una giustizia più efficiente”.
Cosa sta accadendo sulla legge sul finanziamento pubblico ai partiti?
“Dopo quello che è accaduto giovedì alla Camera, sul ddl del governo sul finanziamento pubblico ai partiti, abbiamo compreso perché il nostro referendum per abolire il finanziamento pubblico ai partiti è stato boicottato dal Pd e dal Pdl. Il Pd e il Pdl hanno alzato il tetto delle donazioni dei privati a 300mila euro. In tutto il mondo i finanziamenti vengono limitati alle persone fisiche e con un tetto di circa 10 mila euro. Si tratta di un'anomalia tutta italiana che prevede il finanziamento pubblico ai partiti e un tetto altissimo di donazioni da parte delle imprese private”.

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