martedì 22 ottobre 2013

Quello Statuto contro la partitocrazia

Intervista A Gaetano Quagliariello
Voce Repubblicana, 22 ottobre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Sergino Stanzani ha dato un contributo importante alla storia politica italiana scrivendo lo Statuto del Pr. Lo ha detto alla “Voce” il ministro delle Riforme istituzionali Gaetano Quagliariello.
Ministro Quagliariello, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 lei è stato un esponente politico del Pr. Qual è il suo ricordo del Presidente del Partito radicale transnazionale Sergio Stanzani, scomparso il 17 ottobre?
Allora ero molto giovane. Per noi, Sergino era un importante punto di riferimento. E non soltanto per il suo entusiasmo e per la sua capacità di analisi che era impressionante per la sua capacità di penetrazione. Lui era considerato la memoria vivente del Partito Radicale, sin dai tempi comuni dell'Unione goliardica italiana (Ugi), con Marco Pannella e Franco Roccella. E spesso ci raccontava degli inizi di questa storia politica questo coniugando la sua origine liberale con la puculiarità della storia radicale. E lo faceva con Marco Pannella che è sempre stato il suo faro. Ricordo i tempi in cui lui non era ancora un militante radicale a tempo pieno perché all'epoca svolgeva un altro lavoro. La sua presenza nel partito era comunque sentita perché cercava di essere presente nelle iniziative del partito. Debbo dire che il ricordo con 'Sergino' non è mai venuto meno anche quando ho abbandonato il Partito radicale nel 1981”.
Stanzani ha scritto una pagina importante della storia radicale contribuendo al quel magnifico documento che fu lo Statuto del Partito radicale del 1967. Quale fu il significato di quel documento di fronte al sistema partitocratico?
Quello statuto del Partito radicale riflette molto le esperienze dell'Unione goliardica italiana. Sergio Stanzani fu uno dei protagonisti di quel documento insieme a Giuliano e ad Aloisio Rendi. Quello Statuto coniuga molte cose. Il primo valore che quel documento ci ha consegnato è che i partito sono importanti in qualità di strumento per le istituzioni. Questo lo iniziamo a capire oggi. Negli anni '60, quando lo scettro era nelle mani dei partiti, che erano il vero fulcro delle istituzioni, era molto difficile immaginarlo. Questo è il primo documento nel quale c'è questa concezione: quella del partito servente e non quella del partito che utilizza le istituzioni”.
Quali sono state le altre intuizioni di quel grande Statuto?
La possibilità di avere la doppia tessera. Si tratta di un'idea che era già stata posta nella società americana degli anni '60. Un altro aspetto di quel documento è l'idea di un partito costruito su base federativa, costruito come una piramide rovesciata, nel quale si parta dalla base per mettere al servizio dei cittadini dei servizi. Devo dire che quello è stato un documento importante che entra nella storia politica del nostro paese”.

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