martedì 29 ottobre 2013

Sergio Stanzani: l'amico che mi rimase vicino anche quando mi opposi a Partito transnazionale

Intervista a Mauro Mellini
Voce Repubblicana
 29 ottobre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Sergio Stanzani mi è stato sempre vicino, anche nei momenti difficili che ho vissuto all’interno del gruppo parlamentare radicale durante la battaglia sulla responsabilità civile dei magistrati. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’avvocato Mauro Mellini, uno dei fondatori del Partito radicale.
Mauro Mellini, che vuoto lascia la scomparsa di Sergio Stanzani nella storia del Pr? Con Sergio Stanzani lei ha vissuto le fasi cruciali della fondazione del Partito radicale negli anni ’50 e poi ha partecipato con Stanzani alle esperienze politiche in Parlamento negli anni ’80. Cosa può dire di questo grande esponente politico?
“Il ricordo che ho è quello di una persona che ha dedicato la sua vita alle amicizie, ma anche alle idee. La sua è stata una fedeltà intellettuale, ma anche emotiva. Non posso dimenticare la sua vicinanza nei miei confronti in situazioni molto delicate - uso questo termine per non utilizzarne un altro – quando mi trovavo all’interno del gruppo parlamentare radicale nel momento in cui dovevamo condurre la battaglia sulla responsabilità civile dei magistrati. Quella responsabilità civile fu introdotta con un referendum abrogativo e poi abolita con un provvedimento miserevole e truffaldino. Sergio Stanzani fu l’unico che parlò all’interno del gruppo parlamentare ad invitare gli altri colleghi a prestare attenzione alle mie posizioni. Tutto questo accadeva mentre costituzionalisti e leccapiedi chiedevano di abolire il voto popolare. L’amicizia di Sergio non era solo emotiva. Con lui c’era una grande solidarietà di idee”.
Quando ti sei allontanato dal Pr l’amicizia con lui e con altri dirigenti del Partito radicale è rimasta?
“L’amicizia è rimasta non soltanto con lui. E con lui è rimasta una solidarietà di idee e di atteggiamenti. Ho sempre pensato a Sergio come ad una persona che credeva come me al Partito radicale non solo come un ectoplasma più o meno transnazionale. Ho sempre sentito il suo appoggio ad un liberalismo che si riconoscesse ad un personaggio come Marco Pannella, dotato di personalità e potere di comunicazione. Ma ho anche ritenuto che questo messaggio si fosse svuotato di contenuti effettivi. E quindi, pensando al partito, con Sergio ho avuto contatti sempre più sporadici. Credo che Sergino non disprezzasse le mie idee”.
Sergio Stanzani era uno dei pochi esponenti politici del primo Partito radicale che si è formato anche con la Resistenza. Cosa le ha raccontato di quell’esperienza?
“Di questo non abbiamo mai parlato. Ma non ho mai dubitato di quell’esperienza. Anche io ho vissuto l’esperienza della guerra, ma non mi sono mai spacciato da resistenza. Lui ha sofferto più al lungo l’occupazione da Bologna. Lui è stato indubbiamente il ponte tra una generazione e l’altra del Partito radicale”.

Nessun commento: