venerdì 22 novembre 2013

Ecco quanto magnano alla Regione Emilia Romagna



Intervista a Monica Mischiatti
Voce Repubblicana, 22 novembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

La legge sull'anagrafe degli eletti in Emilia Romagna non ha funzionato. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Monica Mischiatti, dell'Associazione radicale Piero Capone che ha chiesto le dimissioni della Giunta regionale e il voto anticipato.
Monica Mischiatti, la vostra associazione ha tenuto una manifestazione davanti alla sede della Regione Emilia Romagna e avete chiesto le dimissioni del Presidente della Giunta Vasco Errani sulla vicenda dell'uso improprio dei fondi dei gruppi consiliari.
“La nostra iniziativa è andata molto bene. Noi eravamo presenti insieme ad altre associazioni che hanno protestato davanti alla Regione Emilia Romagna. Eravamo un gruppetto abbastanza numeroso. Ci siamo presentati davanti alla sede regionale con i cartelli e con un carrello della Coop pieno di doni natalizi. Abbiamo simulato dei cesti natalizi visto che nell'inchiesta della Guardia di Finanza si è parlato anche di questo. Questo carrello faceva abbastanza scena. La stampa ha seguito questa iniziativa insieme alle testate locali. Abbiamo fatto la manifestazione perché mercoledì scorso si riuniva il Consiglio regionale dell'Emilia Romagna     che si riunisce una volta ogni tre settimane. Abbiamo approfittato dell'occasione”.
Al Consiglio regionale dell'Emilia Romagna l'assemblea si riunisce una volta al mese?
“Sì, la seduta si svolge una volta al mese circa. Il grosso del lavoro viene svolto nelle Commissioni permanenti e poi vanno in Consiglio e decidono”.
Ma questa è una notizia inquietante.
“Infatti, è inquietante. Ma loro hanno sempre fatto così. Molto spesso vengono organizzate manifestazioni davanti alla sede del Consiglio regionale in giorni in cui l'assemblea non lavora e nessuno se ne accorge di queste iniziative. Spesso queste iniziative sono seguite dalla stampa, ma in molti casi mancano gli interlocutori politici perché il Consiglio è vuoto o lavorano solo alcune commissioni”.
Come si è comportato Vasco Errani di fronte allo scandalo dei fondi ai gruppi consiliari? E dopo le dimissioni del capogruppo del Pd sono cadute altre teste?
“No, non si è dimesso nessuno. Anzi, il Presidente della Regione Emilia Romagna ha raccolto la solidarietà di tanti esponenti politici. Errani ha detto che l'Emilia Romagna è la vetrina dell'Italia ed è la vetrina dell'efficienza. In realtà, abbiamo visto che la spartizione partitocratica c'è anche qui con le spese incontrollate dei gruppi consiliari. Non siamo andati lì per chiedere le dimissioni generalizzate di tutti. Noi avevamo fatto varare la legge sull'anagrafe degli eletti. Ma la legge regionale non ha funzionato. Abbiamo saputo tutto sugli stipendi dei consiglieri regionali, ma le spese pazze, le cene pazze non sono mai state denunciate. Lo stesso M5S non ha denunciato nessuna irregolarità”.

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