giovedì 28 novembre 2013

I 20 anni di Berlusconi



Il TEMPO, 
28 novembre 2013
Di Lanfranco Palazzolo

I 19 anni di Silvio Berlusconi in Parlamento sono stati intensi. Mai come in questo periodo lo scontro politico è stato così duro. E mai un leader di partito di una forza politica democratica ha resistito così a lungo. Alcide De Gasperi rimane al governo 7 anni, Bettino Craxi resta in sella poco più di tre anni. Berlusconi vince 3 consultazioni politiche, ne  pareggia due e ne perde una: nel 1996. E il politico rimasto più a lungo alla guida di un governo: ben 10 anni. L'esordio politico di Berlusconi è segnato da una clamorosa vittoria alle elezioni politiche del 27 e 28 marzo 1994. In poche settimane Berlusconi, sull'onda del successo di An alle amministrative di Roma (dicembre '93), fonda Forza Italia. Per fermare la “gioiosa macchina da guerra” del Pds, Berlusconi riesce a costruire una doppia alleanza: il Polo delle libertà (Fi e Lega Nord) e il Polo del buon Governo (Fi e An) che ottiene il 47,5%. Un successo che fa affondare l'Alleanza dei progressisti di Achille Occhetto e il Patto Segni.  Tuttavia, il Pds e Rifondazione comunista mobilitano sindacati e quant'altro per rendere la vita difficile a Berlusconi. Dopo una manifestazione di piazza dei sindacati, il 12 novembre 1994, è la Lega Nord a togliere la fiducia a Berlusconi a pochi giorni dal clamoroso avviso di garanzia inviato dai magistrati di Milano al premier (22 novembre 1994). Dal I° Governo Berlusconi nasce un esecutivo di “unità nazionale” guidato da Lamberto Dini. Ben presto Berlusconi capisce che l'esecutivo messo in piedi è un pretesto per perdere tempo. Massimo D'Alema, insieme ad altri, riesce a convincere Romano Prodi a scendere in pista e costruisce una fragile alleanza con la formula della “desistenza”, con i comunisti di Bertinotti, che vince le elezioni del 20 aprile 1996 per appena due punti. L'Ulivo vince con il 39,8%. Ma si tratta di un'affermazione fragile. Dopo due anni Romano Prodi viene sfiduciato da Fausto Bertinotti e D'Alema sostituisce Rifondazione con un cospicuo gruppo di centristi e con Oliviero Diliberto. Dopo due esecutivi fallimentari, D'Alema lascia le polveri dell'Ulivo a Giuliano Amato. Berlusconi esce trionfatore dalle elezioni parlamentari del 13 maggio 2001 contro l'inconsistente Francesco Rutelli riproponendo l'alleanza con Bossi e con l'Udc. Il Cavaliere riesce a governare per un'intera legislatura e con due governi facendo fronte alle liti tra Giulio Tremonti, la lega e l'Udc di Casini, che diventa per 5 anni Presidente della Camera. Alle consultazioni politiche del 2006, ritorna a Palazzo Chigi Romano Prodi che, dopo una campagna elettorale incerta, riesce a ottenere la maggioranza nei due rami del Parlamento grazie ai senatori a vita e a uno striminzito 0,5 % alla Camera. Il risultato è contestato da Berlusconi. A distruggere la coalizione ci pensano i giudici che mandano un avviso di garanzia al ministro della Giustizia Clemente Mastella e Walter Veltroni, che si fa eleggere segretario del Pd e demolisce il governo Prodi. Veltroni sfiderà Silvio Berlusconi alle successive elezioni politiche del 13-14 aprile 2008. Di fronte ad un avversario che lo ignora e non lo nomina mai, Berlusconi riesce a sconfiggere il Pd a vocazione maggioritaria che spedisce fuori dal Parlamento socialisti, comunisti e Verdi. Nel 2008 si ripete lo schema del 2001: alla presidenza della Camera viene eletto Gianfranco Fini che, dopo aver avallato la nascita del Pdl, diventerà il principale nemico del IV° governo Berlusconi. L'esecutivo affronta molte prove: toglie l'Ici sulla prima casa e si occupa dell'emergenza del terremoto in Abruzzo. Ma dopo l'ennesimo successo del centrodestra alle elezioni amministrative del 2010, Gianfranco Fini promuove una scissione parlamentare che fallisce miseramente. Alla fine del 2011 il clima di odio contro il cavaliere costringe il premier Berlusconi a dare le dimissioni senza alcun voto di sfiducia. A sostituire Berlusconi viene chiamato il neonominato senatore a vita Mario Monti. Il governo del “professore” si distingue per le tasse. Di fronte ad un fronte composto dal centrosinistra dai centristi ex alleati di Berlusconi e da Mario Monti, alle elezioni anticipate del 24-25 febbraio 2013 Berlusconi arriva ad un passo dalla vittoria che sfuma solo perché il Pd stipula un patto elettorale con la SVP a Bolzano. Ma il Pd non ottiene la maggioranza al Senato. Pierluigi Bersani si dimette, Mario Monti abbandona scelta civica. Ma per cancellare dalla scena politica Berlusconi rientra in scena la magistratura. Il resto è storia di domani. 

Nessun commento: