venerdì 1 novembre 2013

Il peggio della Boldrini in aula alla Camera

IL TEMPO, 1 novembre 2013
  di Lanfranco Palazzolo

 Benvenuti nel caos di Montecitorio. Ogni volta che Laura Boldrini presiede i lavori deputati e stenografi tremano. E ieri, alla Camera, non ha funzionato nulla. I lavori sul dl istruzione e università sono iniziati alle 12.30, con tre ore di ritardo. I deputati sono rimasti in attesa senza sapere nulla. Di queste critiche si è fatto portatore Massimo Corsaro di Fdi: «E le faccio memoria, onorevole Presidente - spiega in aula- del fatto che, anche fino a pochi secondi fa, i televisori all’esterno della Camera, dopo tre o quattro rinvii consecutivi, segnalavano che l’apertura dei lavori della Camera era prevista per le 11,15. Sono le 12,35... Questo è indice una volta di più di uno stato confusionale nel quale versa la gestione dei lavori». Poco dopo la Presidente è costretta a bloccare una votazione perché non si è accorta della riformulazione di un emendamento. La relatrice Manuela Ghizzoni le ricorda: «Presidente... c’era anche un emendamento all’articolo 1, che poi abbiamo dimenticato di recuperare». E allora si ripete la votazione. Poco dopo ad andare in tilt è il M5S. A farsi portatore delle critiche è Giuseppe Vacca (M5S): «Signor Presidente, la invito a essere un po’ più ordinata nella conduzione perché, come avrà notato, la situazione emendativa è abbastanza caotica». La Boldrini non gradisce: «Scusi, ma ritengo di dare indicazioni molto precise, do anche la pagina, per facilitare il compito. Dunque, sinceramente non credo che stiamo facendo un lavoro sciatto». Ma Vacca non ci sta: «No, su molti emendamenti lei dà - se lo dà - il parere della Commissione, talvolta quello del Governo, e quelli dei relatori di minoranza raramente. La invito a dare tutti i pareri sugli emendamenti». Lo scontro non finisce più: «Quando è conforme non lo do, quando invece è diverso, lo do», replica la Presidente. Ma il tormentone della seduta è il deputato leghista e relatore di minoranza Gianluca Buonanno che, in più di un’occasione, discolpa ironicamente la Boldrini: «Le volevo dire che secondo me lei sta portando avanti la seduta in maniera molto efficiente». Il leghista ha spesso criticato la Boldrini, affibbiando a «la Presidente» il soprannome di Donna Prassede, per gli sprechi di Montecitorio e per aver fatto ristampare carta intestata alla Presidenza per sostituire la dizione «Il Presidente» con «La Presidente». Nel pomeriggio, quando si moltiplicano i rumori di disapprovazione, il leghista continua a rivolgersi così alla Boldrini: «Il brusio precedente non era per lei, ma per il funzionario che non aveva sentito che lei aveva aperto la votazione». La Boldrini approva: «Lei oggi continua a stupirmi». E definisce quella di Buonanno come «manifestazione di galateo». Già, voleva dire galateo o galanteria?!

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