venerdì 15 novembre 2013

Per quella deputata pentastellata nessuna giustificazione

Intervista a Carlo Fidanza
Voce Repubblicana, 
15 novembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Chi ha colpito i nostri soldati a Nassirya non merita nessuna giustificazione. Ed è assurdo che sia una parlamentare della Repubblica a cercarne una. Lo ha detto alla “Voce repubblicana” l'europarlamentare del Partito popolare europeo Carlo Fidanza, esponente di Fratelli d'Italia.
Onorevole Fidanza, due giorni fa una parlamentare del Movimento 5 stelle ha parlato a Montecitorio dichiarando che i Kamikaze che hanno colpito in nostri soldati a Nassirya nel 2003 sono da considerare come delle “vittime”...
“Queste parole sono vergognose. Ci si può avventurare in ogni tipo di analisi sociologica per analizzare quello che è accaduto 10 anni fa in Iraq contro i nostri soldati, ma credo che ci troviamo di fronte ad un ferita aperta nella nostra storia recente. Questa è stata una caduta di stile da parte di un parlamentare della Repubblica. Sono anche rimasto colpito che, in aula, quasi nessuno abbia voluto replicare a queste parole. Se dovessimo applicare questo criterio giustificazionista a tutti i kamikaze che colpiscono la nostra società saremmo senza dubbio in un altro mondo. Bisogna solo dire i nostri soldati sono rimasti vittima di autentici carnefici che non avevano nessuna giustificazione per quello che hanno fatto”.
Come ha interpretato l'incapacità di molti parlamentari di esprimere una valutazione critica in aula?
Sono parlamentare europeo. Ho seguito il dibattito di martedì scorso, ma ho avuto l'impressione che i parlamentari fossero distratti. Si è accorto di tutto l'onorevole Rampelli che ha criticato le parole pronunciate dall'onorevole Corda. Credo che ogni parola pronunciata in politica ha il suo peso. Tengo a ricordare che questa parlamentare del M5S al parlato al plurale, utilizzando il termine 'noi'. Con le sue parole l'onorevole Corda ha rappresentato una posizione di partito che non è stata smentita immediatamente da nessuno. I distinguo e le rettifiche sono arrivate dopo. Questo è un partito che ha raccolto ¼ dei voti degli italiani”.
Nei giorni scorsi lei è tornato da una visita compiuta da una delegazione del Parlamento europeo in Afghanistan. Come è andata la vostra missione?
La delegazione era composta da 4 europarlamentari. Abbiamo tentato di andare in Afghanistan più di una volta, ma non c'erano le condizioni di sicurezza per partire. Alla fine ci siamo riusciti. Per conto del Parlamento europeo volevamo verificare la situazione nel paese. La nostra missione si è recata a Kabul per verificare il grado di avanzamento di Eupol, l'addestramento dei quadri militari afghani. Poi siamo andati nel Nord del Paese dove abbiamo visitato i campi di addestramento. Siamo capitati lì in un momento decisivo per le sorti di questo paese visto che il 2014 sarà l'anno decisivo per il paese, che è chiamato al voto”.

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