sabato 9 novembre 2013

Quella giunta deve tornare a casa

Intervista a Monica Mischiatti
Voce Repubblicana,  
9 novembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Se fossimo stati al Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna avremmo chiesto le elezioni regionali anticipate sullo scandalo dei fondi ai consiglieri regionali. Lo ha detto alla “Voce” Monica Mischiatti, segretaria dell'associazione Piero Capone Radicali Bologna.
Monica Mischiatti, in questi giorni l'opinione pubblica ha assistito allo scandalo sui fondi della Regione Emilia Romagna. Cosa è accaduto e quali sono le sue valutazioni su questa vicenda che ha portato alle dimissioni del capogruppo del Pd Marco Monari?
“Voglio precisare che Marco Monari non è la prima testa che cade a seguito di questo scandalo. E' indubbiamente il primo che cade in questo giro. Questa non è la prima inchiesta sui fondi destinati ai gruppi consiliari. Due anni fa c'era stata un'altra inchiesta interna a seguito di una denuncia dell'Idv nei confronti del capogruppo Paolo Nanni, che si eera dimesso e poi non si era più ricandidato. Quella prima inchiesta è nata nello stesso periodo in cui si è sviluppata l'inchiesta sui fondi regionali del Lazio. E da li sono partiti tutti i controlli per i gruppi. Non conosco bene la tempistica di quest'ultima inchiesta”.
Come ha trovato la rapidità delle dimissioni di Monari?
“L'ex capogruppo del Pd non ha una storia legata al Partito comunista italiano, ma viene dalla Margherita. In questa vicenda sono coinvolti tutti i gruppi consiliari. E le cifre spese sono assurde”.
Su quali fondi può contare la vostra associazione a Bologna?
“Su 500 euro”.
Ecco di fronte alle spese rese note dall'inchiesta della Finanza sui consiglieri regionali cosa pensa?
“Il discorso è complesso. Il Pd e gli altri partiti della sinistra coinvolti nelo scandalo dei fondi non ci hanno mai aiutato nella raccolta delle firme sui referendum, tranne quale eccezione. Le spese riguardano tutti e non venivano decise dai capigruppo. E' assurdo che per questo paghi solo Monari. I consiglieri regionali mandavano le ceste di Natale ai propri elettori. Non è una spesa opportuna”.
I consiglieri del Pd hanno ribadito la stima e, nello stesso tempo, lo stupore per la vicenda?
“Noi abbiamo cercato di fermare questi malcostumi con l'anagrafe pubblica degli eletti. Queste cifre che si stanno scoprendo oggi sono sfuggite ai controlli. Questa battaglia era stata seguita dall'associazione Giorgiana Masi di Bologna. Ma non ha dato frutti come dimostrano i fatti. C'è voluta un'indagine della magistratura per capire qualcosa sui rimborsi chilometrici, sulle spese personali dei consiglieri. Credo che dovremmo riprendere la battaglia sull'anagrafe pubblica per gli eletti per vedere dove questa legge non funziona”.
Chi ha proposto la legge sull'anagrafe pubblica degli eletti?
“Sinistra ecologia e libertà. Questo gruppo ha criticato il fatto di essere stato preso di mira dai giornali”.

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