mercoledì 13 novembre 2013

Quell'ufficio regali è illegale

Intervista a Gustavo Selva
Voce Repubblicana, 
13 novembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

E’ un reato aprire un ufficio di regali in Rai. Lo ha detto alla “Voce” l’ex direttore del GR2 ed ex parlamentare Gustavo Selva.
Onorevole Selva, in questi giorni è emerso un clamoroso scandalo alla Rai. Si è scoperto che esisteva un ufficio regali che elargiva omaggi in ogni dove. Cosa ne pensa?
“Penso che sia un reato fare cose di questo genere. In questo caso vengono utilizzati soldi dei contribuenti per fare dei regali. I cittadini italiani pagano il canone. Non si capisce per quale ragione questi regali siano stati fatti. Se si fosse trattato di qualche regalo ad un dirigente della Rai, forse, sarebbe stato accettabile. Ma questo dipende dal tipo di regalo. Ma poi si sono scoperti i beneficiari di questi regali”.
No, la lista dei beneficiari ancora non è stata trovata.
“Io pensavo che potesse trattarsi di qualche riconoscimento a dipendenti della Rai per il lavoro che hanno svolto meritoriamente all’interno dell’azienda. Credo che, se viene a mancare l’elemento del merito professionale, si tratta di autentici reati ai danni del patrimonio dello Stato. Mi auguro che tutti i responsabili siano condannati”.
Lei ricorda se in passato ci sono stati casi di questo genere o che lei abbia beneficiato di qualche regalo particolare, magari molto costoso?
“Io ho lavorato per tanti anni al Gr2. Non ho beneficiato di nessun regalo particolare. Nel bilancio che io gestivo non ho mai fatto una cosa del genere, ma non mi è venuta nemmeno in mente”.
Secondo lei, la Rai sta affrontando la crisi nel migliore dei modi? Dopo l’arrivo in Rai della Presidente Anna Maria Tarantola tutti pensavano che all’interno dell’azienda tutto sarebbe cambiato e che ci sarebbero stati molti tagli. Non è accaduto nulla del genere. In altri paesi europei le tv sono allo stremo, come è accaduto in Spagna e in Grecia.
“La situazione di beneficio della Rai dipende da un ‘reato’ che viene commesso da questa azienda. Nel senso che la Rai deve decidere se fare la pubblicità oppure se farsi pagare il canone dagli abbonati. La Rai non può prendersi gli introiti pubblicitari e il canone”.
Ritiene che la Rai sia un soggetto avvantaggiato rispetto agli altri concorrenti?
“Certo, la Rai riceve il doppio introito. Tanto per rifarsi all’America, negli Stati Uniti esiste una sola emittente pubblica nella quale non è possibile fare alcun tipo di pubblicità. Basterebbe solo il canone a tenere in vita la Rai e poi bisognerebbe anche ridurre i canali tematici della Rai, che sono evidentemente troppi. Non c’è dubbio che ci siano troppi canali alla Rai. Io lascerei in vita i canali storici dell’azienda, le tre reti televisive, lasciando i canali tematici dello spettacolo e sull’informazione. Il problema è che in Rai ci sono troppi giornalisti, molti dei quali non scrivono nemmeno una riga”.

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