martedì 5 novembre 2013

Questa è la mia impresa

Intervista ad Ylenia Sina
Voce Repubblicana, 5 novembre 2013
di Lanfranco Palazzolo


Scrivere questo libro è stata un'autentica impresa. Lo ha detto alla “Voce” Ylenia Sina, autrice di “Chi comanda Roma. Palazzinari, banche e stampa: un sistema di potere che tiene in pugno la capitale” (Castelvecchi).
Ylenia Sina, è stato difficile scrivere un libro che tocca i poteri della capitale?
“Scrivere un libro come 'Chi comanda Roma' è stata una vera impresa. Parlare di potere in una città come la capitale può avere molteplici strade. 'Chi comanda' vuol dire tante cose. 'Roma' è un intreccio. E' la città dei palazzinari che negli ultimi anni hanno riversato migliaia di metri cubi di cemento nelle infinite periferie appese al Grande Raccordo Anulare. Roma è capitale. Roma è città del potere politico nazionale che vive nei palazzi del centro storico e all'interno delle relazioni privilegiate che riesce ad intessere con le sue lobby. Roma, poi, è la città del Vaticano. Quello della Santa Sede è un confine che non può essere certo preso in considerazione da chi governa all'ombra del Colosseo”.
Come ha svolto lavoro del libro?
“Quando mi è stato chiesto di lavorare a 'Chi comanda Roma' ho scelto di approfondire il lavoro che ho svolto fin fa quando mi sono trasferita in questa città, seguendo quel percorso che di volta in volta mi porta da un presidio di protesta del Comitato cittadino di turno a un palazzo occupato, da un appello scritto spesso da mani esperte ed erudite contro la speculazione fin dentro alle stanze del Campidoglio, con l'obiettivo, sempre di provare a capire l'origine e l'interesse su questa o quella operazione”.
Quanto continua ad essere forte la speculazione edilizia in questa città?
“In una città come Roma, dove oltre il 60 per cento delle abitazioni è di proprietà mentre il 30 per cento è sorto in maniera abusiva, la cultura delle speculazione fondiaria non può riguardare solo ed esclusivamente i 'poteri forti', siano essi imprenditori o amministratori”.   
Cosa ha prodotto la città prima della crisi economica e finanziaria che è iniziata alla fine del 2008?
“La Roma del boom economico ha visto oltre 150mila romani andare via dalla città alla ricerca di case a prezzi più bassi. Questa Roma ha visto aumentare le disuguaglianze tra le classi più abbienti e quelle più povere, riducendo la loro possibilità di accesso alla casa, allo studio all'offerta culturale della città. La crisi, vissuta dalla classe politica che governa questa città è stata vissuta come una parentesi di passaggio. Anche se questa situazione ha imposto uno stop a molti processi non ha modificato il modo di pensare di chi governa Roma. Ecco perché nel libro mi chiedo spesso cosa significa oggi, a Roma, il termine 'Diritto alla citta'? Ecco, questo è uno degli interrogativi che pongo al lettore che si avventura a leggere 'Chi comanda Roma'”.

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