venerdì 29 novembre 2013

Un accordo positivo



Intervista a Carlo Jean
Voce Repubblicana, 29 novembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

L'accordo raggiunto a Ginevra sul nucleare iraniano è sostanzialmente positivo. Lo ha detto alla “Voce” il generale Carlo Jean, esperto di geopolitica e strategie militari.
Generale Jean, cosa pensa dell'accordo raggiunto a Ginevra tra l'Iran e il gruppo 5+1 sullo sviluppo del nucleare iraniano. Cosa pensa delle reazioni di Israele che ha guardato con una certa diffidenza a questo accordo?
“L'accordo non piace al Governo israeliano, ma anche a quello dell'Arabia Saudita. Questo è un accordo sostanzialmente positivo perchè blocca la proliferazione nucleare iraniana, ed è un patto interinale che vale per sei mesi. E in questi sei mesi dovrebbero proseguire i negoziati per un accordo più completo”.
Pensa che Rohani abbia raccolto i frutti della sua nuova politica o ci troviamo di fronte a una prova di debolezza di questo regime?
“Non è sicuramente una prova di debolezza perchè era già ampiamente penalizzato dalle sanzioni che erano state imposte dalla Comunità internazionale. Il governo di Teheran ha ottenuto il riconoscimento degli Stati Uniti la legittimità di procedere all'arricchimento dell'uranio per fini scientifici. A patto che questo arricchimento avvenga entro i limiti stabiliti e per le centrali nucleari a scopi energetici”.
Quali sono le preoccupazioni politiche dell'Arabia Saudita?
“Secondo l'Arabia Saudita, l'Iran non doveva assolutamente procedere all'arricchimento dell'Uranio. Mentre gli Stati Uniti hanno riconosciuto questo diritto che è stabilito nel trattato di non proliferazione nucleare, a patto che avvenga per scopi pacifici”.
L'AIEA è a conoscenza di tutti gli impianti nucleari costruite dal regime di Teheran sul suo territorio?
“L'AIEA è a conoscenza di tutti gli impianti nucleari iraniani. L'intelligence iraniana e quella americana sono molto attive in Iran. E quindi tutto è a conoscenza delle autorità. Il punto che non è chiaro riguarda l'impianto di acqua pesante che si trova ad Arak, città che si trova a Sud-Ovest di Teheran. Occorrerà leggere con attenzione il comunicato finale sugli accordi per capire il punto che riguarda questo impianto. L'Iran  ha incassato due grandi conquiste con questo accordo: il cambio della strategia americana e ha ottenuto i fondi bloccati nelle banche asiatiche. Si tratta di quei fondi che erano stati fermati dalle sanzioni decretate dalla comunità internazionale. Si tratta di oltre 4 miliardi di dollari”.
L'Iran era al collasso finanziario?
“No, il regime iraniano non era arrivato al collasso. La preoccupazione delle autorità di Teheran è che i fenomeni del risveglio arabo o della primavera araba si estendessero anche nel loro paese. E in particolare che vi fosse una sorta di nuova rivoluzione verde simile a quella che avevamo visto all'inizio del secondo mandato di Ahmadinejad”.  

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