mercoledì 11 dicembre 2013

Chi vuol uccidere Albert Camus?

Intervista a Giovanni Catelli
Voce Repubblicana, 
11 dicembre 2013 
di Lanfranco Palazzolo

La sinistra francese vedeva in Camus un nemico. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Giovanni Catelli, autore di “Camus deve morire” (Nutrimenti), libro che ripercorre le morte di Albert Camus nel 1960.
Prof. Catelli, lei ha scritto e pubblicato questo saggio su Albert Camus dopo aver letto alcune rivelazioni sulla morte dello scrittore francese avvenuta nel 1960 in un incidente automobilistico. Ci spiega cosa ha scoperto?
“Questa versione dei fatti riportata dal poeta cecoslovacco Jan Zabrana è contenuta nei suoi diari. Le memorie di questo poeta sono state pubblicate nel lontano 1993 in due volumi. Si tratta di un’opera di oltre 1100 pagine. Ci troviamo dunque di fronte ad un lavoro molto corposo. Questo lavoro e le rivelazioni del poeta non sono state vagliate con grande attenzione. Io ho visto già la seconda edizione di questo lavoro, che è stata pubblicata diversi anni dopo. Io ho avuto modo di vederla solo dopo il 2001. E leggendo questi diari, sotto la data del 1980, ho trovato questo appunto sulla morte di Marcel Camus. Questo scritto mi ha colpito molto per la sua precisione e per la sua puntualità. Lo scritto di Zabrana mi è parso molto dettagliato ed è stato scritto in un anno, il 1980, in cui la Cecoslovacchia era chiusa nei confronti dell’Occidente. Nessun osservatore poteva arrivare a quelle rivelazioni. In quel periodo c’era stata una dura repressione contro la Cecoslovacchia, soprattutto dopo i fatti di Charta ’77. Una conoscenza dei fatti così dettagliata mi ha colpito tantissimo”.
Il Kgb aveva il coraggio di fare un’azione del genere contro un personaggio famoso della cultura francese? In fondo Camus non era strettamente legato alla sinistra e non poteva essere considerato un traditore per aver contestato l’invasione sovietica di Budapest nel 1956.
“Nel mio libro c’è un capitolo sui rapimenti e le eliminazioni compiute all’estero dagli agenti di quel servizio e in quell’epoca. E, poi, in quel momento il Kgb aveva un capo che è stato etichettato come uno dei più crudeli della storia di quel servizio segreto. Nel libro viene anche riportata la storia dell’agente Stashinsky che uccise due fuoriusciti ucraini di grande importanza a Monaco di Baviera, utilizzando un veleno per fare in modo che non apparisse la mano del Kgb in quei delitti. Quella era un’epoca molto crudele in cui avvenivano esecuzioni terribili. Su questo non vi è alcun dubbio”.
Camus aveva dei pessimi rapporti con la sinistra francese. Cosa gli veniva rimproverato oltre alle critiche per i fatti di Budapest nel 1956?
“L’isolamento di Camus era iniziato dopo ‘l’uomo in rivolta’, quando Sartre lo aveva fatto stroncare e aveva iniziato un’opera denigratoria contro di lui. Da allora Camus venne praticamente tacciato di essere un ‘fascista’ e da emarginare”.

Nessun commento: