martedì 3 dicembre 2013

Ecco come i militari controlleranno l'Egitto

Intervista a Ciro Sbailò
Voce Repubblicana, 3 dicembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

La nuova costituzione egiziana manterrà intatto il potere di controllo dell'esercito sulle istituzioni del paese. Saranno gli stessi militari a controllare il loro bilancio. Lo ha detto alla “Voce” Ciro Sbailò, docente di diritto costituzionale italiano e comparato e Direttore del Centro studi sul costituzionalismo arabo e islamico.
Prof. Sbailò, cosa sta accadendo in Egitto sulla nuova costituzione?
“Martedì mattina (oggi, nda) la Commissione composta di 50 esperti dovrà consegnare il testo della nuova costituzione egiziana. Ci sono molte discussioni su questo punto. Contrariamente a quello che si pensa in Occidente il problema non è la fonte sharaitica della legislazione. La Shari'a (lett. “Legge di Dio”) è contemplata nel diritto costituzionale egiziano fin dal 1971. Fu il presidente egiziano Sadat a volerla nella Costituzione del paese. I principi sharaitici restano la fonte principale del diritto costituzionale egiziano. I problemi sono due. Non si tratta di mettere in discussione i principi sharaitici, come pensa qualcuno, ma chi controlla l'applicazione di questi principi”.
Come si comportò l'ex presidente Morsi su questo aspetto?
“Il Presidente Morsi diede un maggiore potere ai cosiddetti dotti islamici, mentre nel periodo in cui ha governato Sadat era la Corte costituzionale a controllare l'applicazione di questi principi. E' bene ricordare che, in Egitto, i giudici sono una lobby fortissima con due associazioni molto radicate. I giudici più forti sono quelli della Corte Costituzionale. Da quello che ho compreso, la sharaiticità delle norme passerà di nuovo sotto il controllo della Costituzione senza riferimento alle scuole sunnite”.
Cosa vogliono i militari?
“Vogliono una sorta di costituzione di riserva. Il loro obiettivo è quello di mantenere il controllo sul bilancio militare che non deve passare attraverso l'esame del Parlamento. I militari manterranno anche il controllo sulla legislazione di emergenza nel caso questa si occupi di riformare il sistema e gli obiettivi militari. E saranno i militari stessi a stabilire se il Parlamento potrà occuparsi delle loro vicende interne. Si sta preparando un vulnus alla costituzione egiziana che prevede l'ombra dei militari sulla legge fondamentale dello stato. I militari vogliono anche stabilire chi sarà il ministro della Difesa. Il nome del ministro della Difesa sarà quindi sottratto alle dinamiche costituzionali. I militari vogliono pilotare questa transizione. Il modello che vogliono i vertici dell'esercito è quello simile al sistema di controllo voluto dai militari dopo la dittatura in Portogallo”.
Questa bozza di Costituzione sarà sottoposta a un referendum come avvenne per la riforma voluta da Morsi nel dicembre 2012?
“In teoria dovrebbe accadere questo. Ma non è ancora chiaro”.

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