giovedì 19 dicembre 2013

La legge elettorale subito



Intervista a Michele Ainis
Voce Repubblicana, 
19 dicembre 2013 
di Lanfranco Palazzolo

La legge elettorale deve essere riformata al più presto. Prima la si riforma meglio è. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il costituzionalista ed editorialista del “Corriere della Sera” Michele Ainis.
Prof. Ainis, domenica scorsa ha pubblicato un articolo un articolo sul “Corriere della Sera” nel quale ha messo in evidenza tutte le difficoltà per l'elaborazione di una legge elettorale in un momento difficile come questo e prima che siano rese note le motivazioni dell'intervento della Consulta. Lo stesso Matteo Renzi, non appena eletto segretario del Pd, non ha presentato una sua proposta. Si tratta di indecisione o di approssimazione?
“Non sarei così netto nei confronti di Renzi su questo. Non me la sento di dare questo tipo di giudizio. Renzi ha sempre detto di volere una legge elettorale che porti un risultato certo, difenda il bipolarismo e consegni le chiavi del governo a chi vince. La governabilità è l'elemento principale della legge elettorale insieme alla rappresentatività. Noi abbiamo assistito alla rottura del rapporto tra eletti ed elettori. Gran parte delle responsabilità dell'allontanamento tra classe politica e cittadini è dovuto al Porcellum. Un buon sistema elettorale dovrebbe certamente consentire un governo non ostaggio dei veti incrociati, ma dovrebbe godere dell'investitura dei cittadini”.
Renzi ha fatto male a dire che bisogna fare la legge elettorale entro gennaio?
“Credo che sarebbe un grave errore mettere l'asticella troppo avanti significherebbe avere un retropensiero in base al quale si potrebbe arrivare alla conclusione che è giusto non fare nulla. Oggi non abbiamo più il Porcellum. Il nostro ordinamento deve fare i conti con una legge elettorale diversa da quella approvata nel 2005. Quando verrà fuori la sentenza della Corte costituzionale verrà fuori una legge elettorale proporzionale con le preferenze. Il dilemma è tenerci questa legge elettorale, dopo l'operazione chirurgica della Corte costituzionale, oppure modificarla. Prima si fanno queste modifiche meglio è”.
Teme che la classe politica italiana si inventi un alibi?
“Uno degli alibi che la classe politica ha tirato fuori per rimandare la riforma della legge elettorale alle calende greche è che la Costituzione e la forma di governo andavano corrette prima della legge elettorale. Ma nessuno è riuscito a portare a destinazione una riforma di questo genere. Per fare questa riforma ci vogliono dei tempi più lunghi. Su questo versante sono stati sprecati sette mesi. Il Governo Letta ha iniziato il suo mandato con un procedimento in deroga all'articolo 138 della Costituzione, con le migliori intenzioni. Il risultato è che manca la 4 votazione che non potrà essere fatta perché oggi manca la maggioranza richiesta. Abbiamo perso sette mesi”. 

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