venerdì 13 dicembre 2013

Non ho parlato dei "Forconi" con Silvio

Intervista a Paolo uggè
Voce Repubblicana, 
14 dicembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Non ho parlato con Berlusconi per chiedergli di non incontrare alcuni autotrasportatori. Lo ha detto alla “Voce” il Consigliere del CNEL ed ex sottosegretario ai Trasporti Paolo Uggè.
Paolo Uggè, cosa pensa del movimento dei Forconi? Qual è il suo peso nell'autotrasporto?
“Questo Movimento trova fondamento in una situazione di grande difficoltà in cui si trova il mondo giovanile, le piccole imprese e tanti lavoratori. Si tratta di un disagio di quelle persone fuori della classe media. Le ragioni del malcontento mi sembrano evidenti. Mi sembra che per l'autotrasporto questa situazione di malcontento non ci sia. Non ho alcun pregiudizio nei confronti di queste forme autonome di sindacato. Tuttavia non vedo gravi disagi. Le autostrade sono percorse regolarmente dai Tir. Se ci fosse lo sciopero dei mezzi pesanti gli italiani non avrebbero più i carburanti e i supermercati avrebbero gli scaffali vuoti. Questo è la conferma che l'autotrasporto non fa parte di questa protesta. Ci sono alcune piccole frange che partecipano a queste proteste. Un'associazione nazionale minore, si tratta di 'Trasporto Unito', si è aggiunta alla protesta. Ma non si tratta di richieste alle quali il governo non può rispondere immediatamente. L'autotrasporto non c'entra nulla con questa proposta. Gli autotrasportatori hanno un accordo nazionale che è stato raggiunto con il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e altre trattative sono in corso”.
Pensa che questo Movimento sia forte, al di la dell'adesione di alcune frange degli autotrasportatori? Si ricorda di una protesta così eterogenea?
“Ricordo molto bene le proteste del '68. Vedo alcune similitudini con quelle proteste. Il mondo politico farebbe molto bene a preoccuparsi dei movimenti che scendono in piazza. Oggi vedo il rischio di proteste ripetute come è accaduto in Grecia. Per mia natura sono molto ottimista e penso che non ci sarà una 'rivoluzione'. So che alcuni dei capi di questo movimento circolano la Jaguar o la Porsche Cayenne. Questo vuol dire che c'è qualcosa dietro. La gente non è stupida e forse capisce che è stata strumentalizzata. E' difficile recepire tutte queste richieste. I Cobas del latte avanzano delle richieste, gli agricoltori ne avanzano delle altre, gli studenti ne avanzano altre. Trovare una sintesi è difficile”.
E' vero che lei ha parlato con Berlusconi, che ha rinunciato ad incontrare i Forconi?
“Berlusconi aveva convocato le associazioni dei trasportatori. Se lo avesse fatto concretamente avrebbe scontentato il 95 per cento degli autotrasportatori. Non ero d'accordo con quella convocazione. Io non ho parlato con Berlusconi. In passato Berlusconi mi aveva nominato sottosegretario ai Trasporti. Ma questo non significa che io abbia chiesto a Berlusconi di rinunciare all'incontro”.

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