sabato 21 dicembre 2013

Quell'Unione che non piace al Parlamento europeo



Intervista a David Carretta
Voce Repubblicana, 21 dicembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Il Parlamento europeo e la Bce non sono soddisfatti per l’accordo sull’Unione bancaria europea. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il corrispondente di Radio Radicale a Bruxelles David Carretta.
David Carretta, come è stato raggiunto l’accordo sull’Unione bancaria nel corso della riunione dell’Ecofin?
I ministri delle Finanze dell’Ecofin hanno raggiunto un accordo nella notte tra il 18 e il 19 dicembre su questo secondo pilastro dell’Unione bancaria. Si tratta di un progetto che mira ad evitare future crisi della zona euro e rompere il circolo vizioso tra crisi del sistema bancario e crisi del debito sovrano e conti pubblici”.
Qual è l’obiettivo di questo accordo?
“E’ che i paesi europei non debbano più pagare e mettere le mani al portafoglio per salvare le banche. L’accordo prevede un meccanismo unico di risoluzione che potrebbe fare un passo in avanti verso questa direzione. Questo meccanismo prevede l’istituzione di un’autorità unica che avrà il potere di ristrutturare o chiudere le banche”.
Cosa prevede il ruolo di questa autorità?
“Questa autorità dovrebbe coprire circa 300 grandi banche della zona euro. E sarà affiancata da un fondo di risoluzione alimentato da tasse sul sistema bancario. E che avrà il compito di intervenire e di ricapitalizzare le banche che sono considerate sane. L’obiettivo del fondo è quello di mutualizzare i rischi bancari senza che questi pesino sul contribuente. Il meccanismo di questo organo è abbastanza complesso. La mutualizzazione dei rischi bancari avverrà in 10 anni, in modo molto progressivo. Il fondo potrebbe essere sostenuto ad una sorte di paracadute finanziario comune. Si chiama back-stop. E’ una sorta di fondo-salvafondo finanziato da tutti i paesi dell’Unione europea. Una mutualizzazione vera e propria”.
Sappiamo che ci sono stati dei problemi in questo lungo negoziato. Quali sono i punti che appaiono ancora irrisolti?
“Ci sono alcuni punti ancora poco chiari, vaghi e incerti. Ora si aprirà anche un negoziato con il Parlamento europeo che ha giudicato questo accordo troppo complicato. Lo stesso discorso vale anche per la Banca centrale europea che ha manifestato alcune perplessità. La Bce ha fatto sapere che il fondo non sarà immediatamente dotato del paracadute finanziario. Mentre i ministri delle Finanze europee sono tutti rimasti molto soddisfatti dell’accordo, come ha anche detto il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni. Il commissario ai servizi Finanziario Michel Barnier ha detto che questo è un ‘giorno memorabile’ per l’Unione europea. Molti hanno fatto un paragone tra questo accordo e il trattato di Maasticht. Ma il vero test di questo accordo lo avremo solo nel caso di una vera e propria crisi”.   

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