venerdì 4 gennaio 2013

La Regione Sicilia non tutela di detenuti



Intervista a Salvo Fleres
Voce Repubblicana, 4 gennaio 2013
di Lanfranco Palazzolo

In Sicilia i detenuti non sono curati come dovrebbero. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore di Coesione nazionale Salvo Fleres che ricopre l'incarico di garante per i diritti dei detenuti in Sicilia.
Senatore Salvo Fleres, con un'ordinanza dei giorni scorsi la magistratura ha chiesto all'Istituto Pagliarelli di rendere la condizione dei carcerati più umana.
“Un recluso del carcere Pagliarelli si è rivolto a me in qualità di Garante dei detenuti in Sicilia per chiedere di risolvere il problema dell'invivibilità nel carcere Pagliarelli. Ci siamo rivolti all'associazione forense di Catania che si occupa di questi casi per conto dell'ufficio del Garante. E la magistratura ha intimato al carcere Pagliarelli di cambiare le condizioni in cui vivono i detenuti. Quello di questi giorni è solo uno degli ultimi ricorsi presentati da detenuti. Nei giorni scorsi c'era stata un'ordinanza della magistratura che aveva notificato questo atto anche al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e la ministro della Giustizia Paola Severino. Ma il ministero della Giustizia non ha fatto nulla per cambiare le condizioni del carcere di Catania. In questo secondo caso faremo ricorso per ottenere quanto aveva già chiesto il giudice di sorveglianza con un'ordinanza.
Cosa è stato chiesto nell'ordinanza relativa al detenuto del carcere Pagliarelli?
Il magistrato aveva chiesto di dare al detenuto uno spazio adeguato di almeno 7 metri quadrati, in una cella per non fumatori. Ma l'ordinanza riguarda anche l'utilizzo delle celle. I detenuti sono costretti a turni bisettimanali per fare le docce. Credo che questa ordinanza tracci una linea di legalità per chi è adibito alle funzioni dell'esecuzione della pena”.
Lei ha ricordato il problema delle docce che, soprattutto d'estate, diventa un grave problema. Ci sono mai state delle epidemie particolari in qualche penitenziario?
“Per fortuna no. Però ci sono stati decessi di detenuti ammalati di tubercolosi e non curati adeguatamente. Alcuni malati di tubercolosi sono stati lasciati nelle celle. Chi conosce questa malattia sa benissimo che una delle condizioni per curare la tubercolosi è il continuo ricambio dell'aria, condizione che non può esserci in una cella dove convivono, in spazi ristrettissimi, numerosi detenuti. Fenomeni di questo genere, legati alla sanità penitenziaria, ce ne sono tantissimo in Sicilia. Anche perché la Sicilia è ancora l'unica regione che non ha adempiuto al rispetto del decreto del 2008 che prevede il trasferimento della cura dei detenuti al Sistema sanitario nazionale”.
Di chi è la colpa?
“Credo che il problema sia legato all'amministrazione della Regione Sicilia. Con la nuova amministrazione non è ancora cambiato nulla. Si tratta di recepire un decreto trasformato in legge”.