giovedì 11 luglio 2013

Chi ha ucciso Luigi Tenco?


La morte del cantautore Luigi Tenco, avvenuta durante il festival di Sanremo del 1967, è stata catalogata immediatamente come un suicidio. In questi ultimi anni alcuni giornalisti hanno realizzato delle controinchieste che hanno riaperto l'indagine su questo caso. I giornalisti Nicola Guarnieri e Pasquale Regone hanno studiato la vicenda scoprendo, attraverso le dichiarazioni di uno storico, un fascicolo del Sifar intestato a Tenco. A questo si aggiunge una rivelazione fatta da Aldo Moro al brigatista Mario Moretti, secondo la quale Tenco sarebbe stato inviato inconsapevolmente, durante il periodo del servizio militare nel dicembre del 1965, da un gruppo di destra in Argentina per consegnare dei documenti ai golpisti che avrebbero deposto il Presidente argentino Illia nella primavera del 1966. I giornalisti hanno anche raccolto testimonianze sulla militanza di Tenco nel PSI e nel Pci. Nell'inchiesta gli autori hanno anche analizzato il rapporto tra Luigi Tenco e una sua fidanzata, figlia di un generale dell'aviazione, poi implicato nel golpe Borghese del 1970. Ecco a quali conclusioni sono giunti gli autori de "Le ombre del silenzio" (Castelvecchi), controinchiesta sul caso Tenco.

Cosa aspetta Berlusconi a firmare quei referendum?

Intervista a Paolo Martini 
Voce Repubblicana, 11 luglio 2013 
di Lanfranco Palazzolo
Silvio Berlusconi conosce perfettamente i referendum radicali sulla giustizia e se li firmasse questa scelta gli farebbe onore e confermerebbe il suo impegno per una giustizia giusta. Lo ha detto alla “Voce” il direttore di Radio Radicale Paolo Martini.
Direttore Martini, il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta ha chiesto lo stop dei lavori della Camera dei deputati per tre giorni. E’ sorpreso per questa posizione espressa dal partito di Silvio Berlusconi all’indomani dell’annuncio della sentenza in Cassazione per il processo Mediaset?
“Il Pdl è evidentemente preoccupato per questa accelerazione del processo sui diritti Mediaset sul quale Silvio Berlusconi si è sempre definito innocente. La reazione di stupore è legittima perché in questi mesi sono arrivati a conclusione tanti processi e il Pdl manifesta una grande preoccupazione per la sorte del suo leader. Ma questo partito politico – almeno finora – non ha voluto far pesare questa situazione sugli equilibri di governo. Infatti, sia quando c’è stata la sentenza di primo grado sul processo Ruby e anche nel caso della sentenza di secondo grado sui diritti Mediaset il comportamento di Silvio Berlusconi è stato improntato alla massima prudenza istituzionale come testimonia l’incontro avuto con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E’ anche giusto che – in una fase delicata come questa – il Pdl chieda una verifica con gli alleati. Questo è del tutto legittimo”.
Pensa che questa situazione indurrà Silvio Berlusconi a sostenere i quesiti referendari radicali sulla giustizia giusta che toccano le prerogative dei magistrati, la loro intoccabilità e il cosiddetti magistrati fuori ruolo?
“Devo dire che l’iniziativa di Marco Pannella è stata molto intelligente in quanto è giunta in un momento cruciale della vita politica italiana. Il leader radicale ha dimostrato una grande lungimiranza e confermato si saper scegliere il momento giusto per affrontare la questione che è oggetto da anni dell’iniziativa radicale. Silvio Berlusconi è informato dell’iniziativa radicale e sta riflettendo su questo. Sarebbe un atto molto positivo se il leader del centrodestra decidesse di sostenere questi referendum e confermerebbe il suo impegno per una giustizia giusta”.
Il Governo Letta arriverà a vedere la luce del prossimo anno?
“La situazione economica del Paese è particolarmente difficile. In questi giorni abbiamo visto le critiche di molti esponenti del Pdl all’indirizzo del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. Tuttavia, per la connotazione di questo governo, mettere un politico in un ruolo così importante potrebbe rappresentare un boomerang perché sia l’una che l’altra grande parte del governo potrebbero accusarlo di partigianeria. E alimentare altre polemiche non serve”.