martedì 5 novembre 2013

E quel giorno De Gregorio mi disse: andrò con il Berlusca

Intervista a Giuseppe Vatinno
Voce Repubblicana, 
5 novembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Quando conobbi il senatore De Gregorio ebbi l’impressione che sarebbe andato con il centrodestra alla prima occasione. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Giuseppe Vatinno, che nella scorsa legislatura è stato deputato dell’Idv.
Onorevole Vatinno, cosa pensa delle polemiche di questi giorni sull’inchiesta sulla compravendita dei voti che vede ancora come imputato Berlusconi?
“In questo periodo storico così difficile e travagliato a causa anche a causa della crisi economica occorre chiarezza soprattutto da chi ha responsabilità pubbliche. Detto questo distinguerei però tra la “compravendita” come lei ha chiamato l’esecrabile fenomeno e la volontà dei Deputati e Senatori di esercitare quello che è chiamato l’“assenza di mandato imperativo” che è nato proprio dalla Rivoluzione francese a tutela dell’indipendenza politica del singolo rappresentante del popolo (mentre tale mandato è esistito ed esiste nelle Repubbliche Democratiche Socialiste e nella Comune di Parigi, dove c’è in pratica un forte controllo partitico)”.
Come ha conosciuto il futuro senatore Sergio De Gregorio?
“Di Pietro dopo averci presentato i candidati mi chiese di accompagnare De Gregorio a un evento elettorale a Rimini per la campagna elettorale comunale di Karem Visani (che non conosceva De Gregorio) che poi fu eletta e divenne Assessore alla Pari Opportunità e a qualche inaugurazione di sedi di IdV, mi pare a Lugo di Romagna. Io acconsentii e partii con De Gregorio dal Senato con una auto di grossa cilindrata guidata dal suo autista personale, Gennaro. Ricordo che partimmo con ritardo, ma grazie alla potenza e alla velocità dell’auto riuscimmo ad arrivare in orario a Rimini.Un episodio che mi colpì e che sulla E45 Roma – Cesena, da poco entrati in Umbria, fummo affiancati da una auto delle Forze dell’ordine che ci fece fermare per la troppa velocità.Due agenti scesero e chiesero i documenti; glieli diede subito De Gregorio, un tesserino mi sembra, e ci fecero subito ripartire”.
Che impressione le fece il senatore che ha ammesso di aver ricevuto soldi da Berlusconi?
“Durante il viaggio mi accorsi che De Gregorio era un uomo di destra e lo era coerentemente. Occupandomi io politicamente di strategie energetiche ed ambientali mi disse che era favorevole al nucleare e che con le rinnovabili si poteva fare ben poco. Inoltre mi parlò in termini molto positivi dell’ On. Silvio Berlusconi facendomi chiaramente capire che anche da cittadino, prima che da politico, lo sosteneva. Tuttavia mi sembrò che lui considerasse questi problemi come un dettaglio in un percorso che voleva svolgere interamente nel centro-destra. Sostanzialmente ebbi la netta impressione che De Gregorio volesse “utilizzare” IdV per entrare in Parlamento e poi staccarsene appena possibile”.

Questa è la mia impresa

Intervista ad Ylenia Sina
Voce Repubblicana, 5 novembre 2013
di Lanfranco Palazzolo


Scrivere questo libro è stata un'autentica impresa. Lo ha detto alla “Voce” Ylenia Sina, autrice di “Chi comanda Roma. Palazzinari, banche e stampa: un sistema di potere che tiene in pugno la capitale” (Castelvecchi).
Ylenia Sina, è stato difficile scrivere un libro che tocca i poteri della capitale?
“Scrivere un libro come 'Chi comanda Roma' è stata una vera impresa. Parlare di potere in una città come la capitale può avere molteplici strade. 'Chi comanda' vuol dire tante cose. 'Roma' è un intreccio. E' la città dei palazzinari che negli ultimi anni hanno riversato migliaia di metri cubi di cemento nelle infinite periferie appese al Grande Raccordo Anulare. Roma è capitale. Roma è città del potere politico nazionale che vive nei palazzi del centro storico e all'interno delle relazioni privilegiate che riesce ad intessere con le sue lobby. Roma, poi, è la città del Vaticano. Quello della Santa Sede è un confine che non può essere certo preso in considerazione da chi governa all'ombra del Colosseo”.
Come ha svolto lavoro del libro?
“Quando mi è stato chiesto di lavorare a 'Chi comanda Roma' ho scelto di approfondire il lavoro che ho svolto fin fa quando mi sono trasferita in questa città, seguendo quel percorso che di volta in volta mi porta da un presidio di protesta del Comitato cittadino di turno a un palazzo occupato, da un appello scritto spesso da mani esperte ed erudite contro la speculazione fin dentro alle stanze del Campidoglio, con l'obiettivo, sempre di provare a capire l'origine e l'interesse su questa o quella operazione”.
Quanto continua ad essere forte la speculazione edilizia in questa città?
“In una città come Roma, dove oltre il 60 per cento delle abitazioni è di proprietà mentre il 30 per cento è sorto in maniera abusiva, la cultura delle speculazione fondiaria non può riguardare solo ed esclusivamente i 'poteri forti', siano essi imprenditori o amministratori”.   
Cosa ha prodotto la città prima della crisi economica e finanziaria che è iniziata alla fine del 2008?
“La Roma del boom economico ha visto oltre 150mila romani andare via dalla città alla ricerca di case a prezzi più bassi. Questa Roma ha visto aumentare le disuguaglianze tra le classi più abbienti e quelle più povere, riducendo la loro possibilità di accesso alla casa, allo studio all'offerta culturale della città. La crisi, vissuta dalla classe politica che governa questa città è stata vissuta come una parentesi di passaggio. Anche se questa situazione ha imposto uno stop a molti processi non ha modificato il modo di pensare di chi governa Roma. Ecco perché nel libro mi chiedo spesso cosa significa oggi, a Roma, il termine 'Diritto alla citta'? Ecco, questo è uno degli interrogativi che pongo al lettore che si avventura a leggere 'Chi comanda Roma'”.