lunedì 30 dicembre 2013

Qui ci vuole un sindaco a tempo pieno



IL TEMPO
30 dicembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Firenze ha bisogno di un sindaco full-time. Lo ha detto a “Il Tempo” l'ex assessore al Comune di Firenze Claudio Fantoni, unico avversario di Matteo Renzi alle primarie del Pd a Firenze.
Claudio Fantoni, cosa sta accadendo a Firenze sulle elezioni primarie e perché in passato ha abbandonato la giunta Renzi?
“La rottura con Matteo Renzi è un fatto ormai noto. Ho lasciato la Giunta di Firenze a causa delle divergenze politiche con Renzi sulle politiche di Bilancio e sulla tenuta dei conti del comune e sull'indirizzo oggettivo che aveva preso la politica della giunta. Nelle politiche della spesa del Comune vi erano degli elementi positivi, ma la politica del Comune era troppo condizionata da fattori esterni e dalla campagna elettorale permanente di Renzi. Questa situazione ha condizionato la politica di Matteo Renzi. Una parte della base che mi ha proposto di candidarmi alle primarie per il Comune di Firenze vuole che si ragioni sul futuro della città. Nessuno vuole che si pensi che Firenze si trovi in una condizione di normalità”.
Qual è il problema?
“Oggi abbiamo un sindaco uscente al primo mandato che è diventato anche il segretario del Partito democratico. Il problema che solleviamo nel Partito democratico non è formale, ma è sostanziale. Come si fa a gestire due incarichi di questa natura proprio nell'attuale momento?! Il buon senso dice che non è possibile. Se il sindaco non recupera questo buon senso allora facciamo una verifica sullo strumento democratico del Pd: le primarie. Questo è il punto che vogliamo sollevare”.
Lei ha più volte attaccato Renzi dicendo che l'azione politica del segretario del Pd è incoerente. A cosa allude di preciso?
“Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha dichiarato che vuole proporre la politica delle larghe intese a Firenze, quelle larghe intese che ha contestato a livello nazionale. E' da tempo che il segretario del Pd Renzi dice che una parte del Pd fiorentino dovrebbe staccarsi dal partito, alludendo alla corrente di sinistra. Ma il riferimento del leader del Pd non è solo alla sinistra del Pd, ma a tutta quella parte del partito che solleva il tema di cui ho parlato prima: il futuro della città. Firenze ha bisogno di un sindaco a tempo pieno. Il sindaco Renzi ha detto che non ci sono problemi e che è disposto ad affrontare una scissione se non si farà come chiede lui. Anzi, si sta preparando ad una coalizione di moderati e di esponenti di centrodestra con l'appoggio di liste civiche. Non è immaginabile un partito come il nostro alleato con la destra”.
In queste settimane si stanno cercando di cambiare le regole delle primarie?
“La Direzione Pd toscano, alla presenza di pochi elementi, ha determinato un nuovo regolamento per le primarie. Su questo potrebbe esserci un ricorso. Lo scopo di questa iniziativa è quello di evitare le primarie. Questa è una contraddizione per Renzi che ha sempre invocato le primarie quando gli servivano e le ha chieste anche quando i regolamenti non lo consentivano. Ricordo che Bersani fece una deroga al regolamento del Pd per fare le primarie come le voleva Renzi. Oggi a Firenze vediamo un film molto diverso”.
Perché ha criticato Renzi sulla gestione urbanistica della città?
“A Firenze stiamo andando verso la città metropolitana. Ma non si sta facendo nulla per questo. Oggi manca un piano strategico per la città. Manca un vero coinvolgimento delle energie migliori della città. E non sono state avviate grandi opere per la città”. 

La guerra per quel discorso nato insieme alla Repubblica



IL TEMPO, 30 dicembre 2013
di Lanfranco Palazzolo

Tutta colpa di Luigi Einaudi. Mai come quest’anno il discorso del Presidente della Repubblica è stato così importante e atteso con polemica dai partiti politici. In attesa delle parole del Capo dello Stato sulla situazione del Paese è opportuno fare una carrellata sui discorsi di fine anno del Presidente della Repubblica. In concomitanza a quando avviene in Germania, questa tradizione nasce il 31 dicembre del 1949 grazie al primo Capo dello Stato: Luigi Einaudi. A ricorrere a questo messaggio non ci aveva pensato il primo capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola. La ragione di questa scelta sta alla cautela istituzionale di De Nicola che in passato era stato Presidente della Camera, tra il 1920 e il 1924, e aveva appoggiato alcune iniziative politiche di Mussolini. Per lui la prudenza fu quasi un obbligo. Einaudi non aveva questo impaccio. Il suo messaggio, in assenza della televisione, passa quasi del tutto inosservato anche se vi è un appello a Dio, del tutto impensabile nei messaggi di fine anno attuali: “Possa l’anno che sorge – afferma Einaudi -, con l’aiuto di Dio, essere per tutti foriero di talune tra le soddisfazioni desiderate e possa il suo volgere confortare di un’atmosfera di pace in cui sia a tutti dato di realizzare nuove tappe sulla via del progresso e della pace”. Parole che mettono d’accordo tutti nello spirito della nuova Carta costituzionale approvata appena due anni prima. Il Presidente della Repubblica non ha mai scritto questi messaggi da solo e si è sempre avvalso dell’aiuto di un consigliere giuridico altamente qualiticato. Personaggi come Giovanni Gronchi e soprattutto come Antonio Segni non si sarebbero mai affidati ad un messaggio scritto di proprio pugno tante erano e continuano ad essere le insidie di questo appuntamento. I discorsi presidenziali sembrano sempre tutti uguali a se stessi con gli intermezzi legati ai fatti importanti dell’anno concluso. Il 31 dicembre 1963, nel suo secondo e ultimo messaggio, Antonio Segni ricorda come “il nostro paese, nonostante le inevitabili difficoltà , continua ad avanzare sulla via del progresso, tutto proteso nella attuazione dei principi di giustizia sociale, di libertà democratica, di spirituale e materiale elevazione posti a base dell'ordinamento repubblicano”. Neanche il Presidente più contestato dalle sinistre riesce a provocare le ire delle forze politiche. Con Giuseppe Saragat, nei messaggi di fine anno del Capo dello Stato fa il suo ingresso il principio della lotta  di classe e dello scontento nei confronti della classe politica. Il 31 dicembre 1968 è Saragat a mettere in evidenza i ritardi della politica: “Io stesso – afferma Saragat - ebbi a parlare di crisi etico-politica, e c'è chi la individua nel fatto che la società civile - nella sua marcia impetuosa - è in anticipo sulle strutture politiche e sulle capacità di adattamento dei gruppi politici e burocratici che le gestiscono: di crisi cioè nei rapporti tra cittadini e stato. C'è del vero in tutto ciò, ma in questo modo si coglie solo un aspetto del problema. La crisi, in realtà, è più vasta e ha un significato più generale. Si tratta di una crisi nei rapporti tra i ceti popolari - contadini, operai, impiegati di livello più modesto, in una parola di lavoratori meno favoriti - e tutte le categorie dirigenti della nazione”. Non è un caso che alla fine di quel mandato si ritorni sui passi della tradizione con Giovanni Leone, un Presidente della Repubblica ingiustamente criticato. Tuttavia, nei suoi messaggi di fine anno, Leone non rimuove nessuno dei problemi del paese. Anzi, dimostra di non accettare le derive nella restrizione dei diritti individuali di fronte al terrorismo quando, nell’ultimo messaggio del 31 dicembre 1977, ammette: “Il clima di paura e di violenza non può rimanere alla lunga l'immagine di un paese civile. Bisogna riconoscere che vi sono stati in questi ultimi tempi un più accentuato impegno, una grande sensibilità a anche l'adozione di strumenti nuovi, posti in essere per la lotta alla violenza, al terrorismo, al crimine, sulla base delle direttive del Governo, sostenuto dal Parlamento e dalle forze politiche e sociali anche attraverso grandi mobilitazioni democratiche. Troppo spesso però dimentichiamo che il crimine si combatte soprattutto se viene isolato dalla coscienza civile, e mai coperto o teoricamente giustificato”. Ma è con Pertini che arriva una svolta politica. La caratteristica dei messaggi dell’esponente socialista è che sono messaggi di sofferenza e di partecipazione. Spesso Pertini dichiara di non aver voglia di parlare per non turbare il clima delle feste, Ma lo fa sempre anche dimostrando di andare in una posizione diametralmente opposta a quella del governo come quando, in piena corsa per il riarmo, propone una politica per il disarmo. Ma Pertini non manca di attaccare anche l’Unione Sovietica, come fa, proprio lui che aveva commemorato Stalin al Senato, il 31 dicembre 1981: “Siamo preoccupati per quello che accade nell'Afghanistan. Ma come, noi che siamo stati partigiani, che abbiamo lottato contro i nazisti e contro i fascisti per la libertà, dovremmo rimanere indifferenti di fronte alla lotta che stanno sostenendo i partigiani afghani contro il dominatore straniero [l’Urss, nda]? La nostra solidarietà quindi ai partigiani afghani”. Ma il messaggio più breve della storia dei discorsi di fine anno è quello di Francesco Cossiga il 31 dicembre 1991. Pochi mesi prima delle sue dimissioni anticipate, Cossiga rivolge un brevissimo messaggio agli italiani nel quale annuncia di voler tacere per non innevorsire il Pds, forza politica che ha promosso contro di lui l’impeachment. Per questo motivo Cossiga si presenta agli italiani con un non discorso: “Ed allora mi sembra meglio tacere. Vi sarà certo altra più appropriata occasione per farvi conoscere il mio schietto pensiero ed i miei propositi.  Mi duole di avervi forse deluso Ma sono certo che voi, gente comune del mio Paese, vorrete comprendermi e, se lo ritenete, anche perdonarmi. Non voglio però farvi mancare questa sera, che spero di gioia e di serenità, il mio sincero e caloroso augurio”. Qualche mese dopo, il 28 aprile 1992, si dimetterà. Oscar Luigi Scalfaro non sarà da meno. Il suo messaggio di fine anno più drammatico sarà quello del 31 dicembre 1994, alla fine dell’esperienza del I governo Berlusconi, quando l’ultimo giorno dell’anno arriva a sconfessare la politica del governo appena dimesso. Di fronte agli italiani, Scalfaro tuona: “Noi abbiamo bisogno di stabilità politica. Abbiamo bisogno di credibilità politica. Abbiamo bisogno di fiducia politica. Abbiamo bisogno di aumentare stima e fiducia verso l'Italia sul piano internazionale. Per tutto questo si chiede, giustamente, il massimo impegno al Presidente della Repubblica. Si chiede il massimo impegno a tutti gli organi costituzionali dello Stato. Ed è giusto!”. Oscar Luigi Scalfaro e tutti gli altri Presidenti prima di Napolitano hanno in comune di non aver affrontato un secondo mandato. Oggi ci troviamo, per la prima volta nella storia repubblicana ad un discorso di fine anno di un capo dello Stato al suo secondo mandato. Un secondo mandato che forse, nessuno dei suoi predecessori, avrebbe mai avuto il pudore di accettare. A cominciare a Luigi Einaudi, un Presidente discreto e rispettoso delle norme costituzionali.

Speciale messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica: l'ultimo messaggio di fine anno di Francesco Cossiga, 31 dicembre 1991

MESSAGGIO DI FINE ANNO AGLI ITALIANI
DELPRESIDENTE 
DELLA REPUBBLICA
FRANCESCO COSSIGA
Palazzo del Quirinale, 31 dicembre 1991
Care Cittadine e cari Cittadini!  
è tradizione del nostro Paese che il Presidente della Repubblica, alla fine del vecchio ed alla vigilia del nuovo anno, rivolga un messaggio alla Nazione. 
Ma di tradizione pur sempre si tratta e non di legge imperativa: e ad essa, per seri motivi, è legittimo, anzi può essere, come nel caso presente, puranco doveroso, derogare. 
Nei tempi attuali e nel delicato momento presente, il mio messaggio, il messaggio del Capo dello Stato, rappresentante dell' Unità Nazionale, non potrebbe e non dovrebbe giammai essere un evento soltanto formale, quasi un mero rito di circostanza. 
Non certo mancanza di coraggio o peggio resa verso le intimidazioni ma il dovere sommo, e direi quasi disperato, della prudenza sembra consigliare di non dire, in questa solenne e serena circostanza, tutto quello che in spirito e dovere di sincerità si dovrebbe dire; tuttavia, parlare non dicendo, tacendo anzi quello che tacere non si dovrebbe, non sarebbe conforme alla mia dignità di uomo libero, al mio costume di schiettezza, ai miei doveri nei confronti della Nazione E questo proprio ormai alla fine del mio mandato che appunto va a scadere il prossimo 3 luglio 1992. 
Questo comportamento mi farebbe violare il comandamento che mi sono dato, per esempio di un grande Santo e uomo di stato, ed al quale ho cercato di rimanere umilmente fedele: privilegiare sempre la propria retta coscienza, essere buon servitore della legge, ed anche quindi della tradizione, ma soprattutto di Dio, cioè della verità. 
Ed allora mi sembra meglio tacere.
Vi sarà certo altra più appropriata occasione per farvi conoscere il mio schietto pensiero ed i miei propositi. 
Mi duole di avervi forse deluso Ma sono certo che voi, gente comune del mio Paese, vorrete comprendermi e, se lo ritenete, anche perdonarmi.
Non voglio però farvi mancare questa sera, che spero di gioia e di serenità, il mio sincero e caloroso augurio. 
A voi tutti, cittadine e cittadini delle cento città, delle mille contrade di questo meraviglioso Paese, con animo fraterno e sincerità di cuore, formulo i più fervidi voti augurali di benessere e di serenità, per voi e per l' intera comunità nazionale. 
Per la nostra Repubblica auspico ed alla nostra comunità civile auguro un anno di forte impegno nella libertà e nel coraggio, per il rinnovamento della società e per la riforma delle istituzioni democratiche e repubblicane, per mandato di voi, il popolo italiano, e con la vostra sovrana sanzione. 
Che Iddio protegga e benedica l' Italia. 
Viva l' Italia!
VIVA LA REPUBBLICA!

Speciale messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica: il messaggio di Sandro Pertini del 31 dicembre 1980

MESSAGGIO DI FINE ANNO AGLI ITALIANI
DELPRESIDENTE 
DELLA REPUBBLICA
SANDRO PERTINI
Palazzo del Quirinale 31 dicembre 1980
Italiane e italiani, cari amici,
vi confesso che ho esitato molto prima di presentarmi dinnanzi alla televisione per porgervi il mio solito saluto augurale per il Nuovo Anno che sta per sorgere.
Ho esitato perchè temo di portare nelle vostre case una nota di tristezza. Nel mio animo non vi è che amarezza. Penso alle vittime del cataclisma sismico che si è scatenato in zone dell'Italia Meridionale. Sono andato subito sul posto ed ho assistito a scene di dolore che mai dimenticherò. E penso ai sopravvissuti, che oggi ricordano i loro morti e pensano al loro paese completamente distrutto e alla loro casa che è un cumulo di macerie.
Ebbene noi non con le parole, ma con i fatti dobbiamo cercare di confortare, di aiutare i sopravvissuti del terremoto. Dobbiamo al più presto cercare di ricostruire i loro paesi e le loro case con criteri antisismici. E qui il governo dovrà vigilare perchè i criteri antisismici siano veramente osservati.
Vi è un'altra preoccupazione in me. Ed è questa: che il cataclisma sismico che si è scatenato nel Mezzogiorno d'Italia ripropone ancora il problema del Meridione. Se ne è sempre parlato, se ne parla da generazioni, ma non è mai stato risolto. In breve, bisogna fare in modo che ogni italiano trovi in Italia un posto di lavoro e soprattutto nel Meridione. E' nel Meridione che la gente, i giovani, non riescono a trovare lavoro e sono costretti ad andare all'estero a mendicare un posto di lavoro. E' una sorte, questa, molto triste che io ho conosciuto personalmente e che credetemi, è intessuta di molti sacrifici ed anche di molte umiliazioni.
E colgo l'occasione qui per inviare il mio saluto augurale a tutte le italiane e agli italiani che si trovano all'estero, che fanno onore all'italia con il loro lavoro, con l'impegno che mettono nel lavoro, con la loro intelligenza.
Altro motivo di preoccupazione di questa mia tristezza è il terrorismo, che non dà pace al popolo italiano, di questo terrorismo che si scatena,che turba la vita del nostro Paese. Un giorno sapremo chi è che manovra questi terroristi, chi è che vuole destabilizzare il regime democratico italiano, chi vuole distruggere questa nostra Repubblica democratica, la cui conquista molto è costata al popolo italiano.
Penso alle famiglie che piangono in questi giorni i loro cari vittime del terrorismo, uomini che appartenevano alle forze dell'ordine che fanno con tanto coraggio e con tanto impegno il loro dovere, ai magistrati, alle famiglie dei magistrati, ai giornalisti, i tecnici e funzionari delle aziende private. Ed allora, pensando a questo terrorismo che si è scatenato in Italia, mi chiedo ancora: chi è che vuole de stabilizzare il nostro regime democratico?
E' un interrogativo che pongo a me stesso, che devono porsi tutti coloro che hanno a cuore le sorti del popolo italiano e della democrazia. Ma vi è un conforto per me, una luce si accende in questa mia amarezza, una luce di speranza e di conforto, ed è che il popolo italiano ha dimostrato di saper affrontare queste sventure con molta dignità, con molto coraggio e con molta fermezza.
Per quanto riguarda il cataclisma sismico, abbiamo avuto la prova della generosità del popolo italiano. Il popolo italiano, spontaneamente ha ritrovato la sua unità nazionale e la sua concordia nazionale. Spontaneamente sono venuti aiuti alla gente del Meridione vittime del terremoto, volontari, che si sono portati nelle zone devastate dal cataclisma, specialmente molti giovani.
Vada la nostra riconoscenza all'esercito, alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco che si sono prodigati con tanta abnegazione. Questa è la generosità dimostrata dal nostro popolo.
Ma il nostro popolo dimostra anche del coraggio e della fermezza nell'affrontare il terrorismo.
Ho assistito a delle manifestazioni, l'ho già detto, che si svolsero subito dopo l'assassinio di un uomo politico che ho sempre considerato un uomo dal cuore puro, dall'intelligenza forte, Aldo Moro, mio caro amico. Bene, in Piazza San Giovanni, colma di 400 mila persone, di tutti i ceti sociali, gli italiani erano li' a far sentire la loro protesta. Altrettanto è avvenuto ai funerali dell'operaio Rossa, a Genova, assassinato dalle "Brigate Rosse". Trecentocinquantamila persone erano ai funerali del Giudice Alessandrini a Milano. E poi a Piazza Maggiore, dopo l'orrenda strage di Bologna, colma di cittadini venuti da ogni parte d'italia a far sentire la loro protesta e la loro decisione di resistere al terrorismo.
Il popolo italiano intende fare barriera contro il terrorismo per difendere la democrazia e la Repubblica. Prendiamo atto di questa volontà del popolo italiano. Il popolo italiano merita tutta la nostra ammirazione ed il nostro rispetto.
io sono orgoglioso di appartenere al popolo italiano. Ripeto, il popolo italiano non si considera superiore ad altri popoli, ma non è neppure inferiore agli altri popoli. Bisogna essere degni del popolo italiano. Non è degno dél popolo italiano colui che compie atti di disonestà. I corrotti ed i disonesti sono indegni di appartenere al popolo italiano, e devono essere colpiti senza alcuna considerazione.
Guai se qualcuno per amicizia o solidarietà di partito dovesse sostenere questi corrotti e difenderli. In questo caso la solidarietà, l'amicizia di partito diventa complicità ed omertà. Deve essere dato, ripeto, il bando a questi disonesti ed a questi corrotti che offendono il popolo italiano. Offendono i milioni e milioni di italiani che pur di vivere onesti impongono gravi sacrifici a se stessi e alle loro famiglie.
Io credo quindi al popolo italiano e sono orgoglioso di essere italiano. io credo nei giovani, lo vado sempre ripetendo. Centinaia di giovani hanno preso contatto con me quando ero Presidente della Camera dei Deputati. Qui già 30 mila giovani in questi due anni sono venuti a trovarmi. Ho sempre discusso con loro, discuto con loro, intreccio con loro un colloquio, una conversazione come fossimo antichi amici. Mi sento porre delle domande e dei quesiti molto seri. Quindi la nostra gioventù è seria. .
E' vero, vi è una frangia di giovani che si danno alla violenza, che si mettono sulla strada della droga, ma è una minoranza. La stragrande maggioranza dei giovani è molto più seria di quanto ne pensino certi anziani. Guai a noi se non credessimo nei giovani, dovremmo disperare dell'avvenìre della Patria, perchè non siamo più noi anziani che rappresentiamo questo avvenire, lo rappresentano i nostri giovani.
Ed allora io ai giovani dico questo. Voi avete il cuore pieno di speranze e noi abbiamo la nostra esperienza. Camminiamo dunque insieme, da buoni amici, voi con le vostre ansie, con le vostre speranze e con le vostre aspirazioni, noi con la nostra esperienza. Camminiamo insieme nell'interesse dell'Italia.
Il mio pensiero ancora si rivolge a coloro che nel mondo lotta no contro la fame e contro la miseria.
Vedete, italiani e italiane, mentre io vi parlo milioni e milioni di creature umane stanno morendo di fame. Nel 1979 - sapremo poi le cifre dell'anno che sta finendo - sono morti per denutrizione nel mondo 18 milioni di bambini. Questa strage di innocenti pesa come una condanna sulla coscienza di tutti gli uomini di Stato, e quindi anche sulla mia coscienza. Si, sembra un sogno il mio, quando dico che bisognerebbe arrivare al disarmo totale e controllato.
Con le guerre nulla si risolve. Ed il denaro che oggi si spende e si sperpera, secondo me , per costruire ordigni di morte che, se domani, per dannata ipotesi fossero usati farebbero scomparire l'umanità dal nostro Pianeta, si usi invece, per sollevare dalla fame tanti esseri umani, per combattere la fame nel mondo. Ecco, si esalti la vita e si cerchi di condannare invece tutto ciò che può causare la morte dell'umanìtà.
E' con questi sentimenti e con questi propositi che io mi sono introdotto attraverso la televisione nelle vostre case, italiani e italiane. Con animo fraterno io vi auguro che l'anno 1981 porti serenità in voi, porti serenità nelle vostre famiglie e auguro che i l 1981 sia un anno di pace e di progresso per il popolo italiano.

Speciale messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica: il messaggio di Giovanni Leone il 31 dicembre 1976

MESSAGGIO DI FINE ANNO AGLI ITALIANI
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIOVANNI LEONE
Palazzo del Quirinale 31 dicembre 1976
E' STATO QUESTO UN ANNO DIFFICILE E AMARO, UN ANNO NEL QUALE SI SONO RIPROPOSTI NELLA LORO GRAVITÀ I PROBLEMI CONNESSI ALLA SITUAZIONE ECONOMICA E ALL'ORDINE PUBBLICO. LA VIOLENZA DELLA NATURA SI È ABBATTUTA SUL FRIULI; UN ENORME DRAMMA È SCOPPIATO A SEVESO; LA VIOLENZA DEGLI UOMINI HA COLPITO MAGISTRATI, UOMINI DELLE FORZE DELL'ORDINE, CITTADINI INERMI CHE SONO CADUTI SOTTO I COLPI DI UNA CRIMINALITÀ SPIETATA. RIPENSANDO A TUTTO CIÒ, VI È QUESTA SERA UN PESO SUL MIO ANIMO CHE MI RENDE PIÙ DIFFICILE IL COLLOQUIO CON VOI.
EPPURE SENTO DI DOVER AFFRONTARE ALCUNI TEMI, COME A VOLER DARE UNA RISPOSTA A VOSTRI INTERROGATIVI. ANTEPONGO AGLI ALTRI IL PROBLEMA DELLA GIUSTIZIA E DELLA SICUREZZA.
QUANDO GIORNI FA AFFERMAI CHE "IL SENSO DELLA GIUSTIZIA È PROFONDAMENTE FERITO" NELL'ANIMO DEI CITTADINI, QUALCUNO SI DOMANDÒ SE NON SIA QUESTA SFIDUCIA, QUESTA MANCANZA DI SICUREZZA LA CAUSA VERA DEL MALESSERE CHE SI AVVERTE NEL PAESE.
EBBENE, IO SONO PROFONDAMENTE CONVINTO CHE HANNO RAGIONE QUANTI CHIEDONO PRIMA DI OGNI ALTRA COSA SICUREZZA:, FORSE LE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE INDIVIDUALI, E DI CIASCUNA FAMIGLIA, SAREBBERO PIÙ SOPPORTABILI SE NON SI AVESSE PAURA PER LA PROPRIA INCOLUMITÀ E PER QUELLA DEI PROPRI FIGLI. MA, COME HO GIÀ DETTO IN PUBBLICHE DICHIARAZIONI, NON BISOGNA LASCIARE LE FORZE DELL'ORDINE - CHE TANTE VITTIME HANNO OFFERTO ALLA CAUSA DELLA GIUSTIZIA - IN PRIMA LINEA SENZA SORREGGERLE CON UNA SALDA COSCIENZA POPOLARE CHE AIUTI LA LOTTA ALL'EVERSIONE, AL TERRORISMO, ALLA CRIMINALITÀ.
DEVO POI CONFERMARE LE PREOCCUPAZIONI GIÀ ESPRESSE PER ALCUNE ALLARMANTI SCARCERAZIONI, PER CERTE DECISIONI CHE SEMBRANO DETTATE DA INSPIEGABILE SPIRITO DI INDULGENZA, PER LE RESPONSABILITÀ NON INDIVIDUALI MA GENERALI CHE SONO ALL'ORIGINE DI GRAVI EVASIONI CARCERARIE. MA, DETTO CIÒ, SENTO DI INTERPRETARE IL VOSTRO SENTIMENTO NEL RENDERE OMAGGIO AI MAGISTRATI - CHE PAGANO ANCHE UN TRAGICO TRIBUTO DI SANGUE IN QUESTA LOTTA CONTRO LA CRIMINALITÀ - E A TUTTI GLI ALTRI OPERATORI DEL MONDO GIUDIZIARIO PER LO SFORZO CHE COMPIONO - SPESSO IN CONDIZIONI DIFFICILISSIME - PER ASSICURARE IL MIGLIOR FUNZIONAMENTO DELLA GIUSTIZIA .
RIPETO ANCORA CHE È MIA COSTANTE PREOCCUPAZIONE CHE LA MAGISTRATURA E TUTTI COLORO CHE SONO RESPONSABILI DELL'ORDINE PUBBLICO E DELLE STRUTTURE PENITENZIARIE- SIANO DOTATI DI MEZZI ADEGUATI, MODERNI, IDONEI A CONSENTIRE CHE CIASCUNO COMPIA CON SICUREZZA IL PROPRIO DOVERE.
MA IN CORRELAZIONE C'È UN'OPERA DI PREVENZIONE CHE VA REALIZZATA. DA UNA PARTE, LA VITA SENZA LAVORO E SENZA PROSPETTIVE DI INSERIMENTO SOCIALE, SPECIE NEI GRANDI AGGLOMERATI URGANI E LE TENTAZIONI CHE QUESTA CONDIZIONE COMPORTA; DALL'ALTRA, L'ESIBIZIONE DI RICCHEZZE O LO SPRECO DI ALCUNI; E, ANCORA: LE SPEREQUAZIONI NEI TRATTAMENTI ECONOMICI; LE TROPPE PALESI INGIUSTIZIE; IL DIFFUSO SENSO DI INSICUREZZA, TUTTO CIÒ CONTRIBUISCE AD ALIMENTARE LE RADICI DI UNA CERTA CRIMINALITÀ O PER LO MENO A DARLE PRETESTO.
SONO SICURO CHE, RISPETTO A QUESTA REALTÀ, LA STRADA INTRAPRESA DAL GOVERNO, CUI IL PARLAMENTO DÀ UN VALIDO APPOGGIO, SIA QUELLA GIUSTA. SONO SICURO SOPRATTUTTO CHE LA DEMOCRAZIA HA I MEZZI PER VINCERE QUESTA DURA BATTAGLIA .
INVITARE ALLA FIDUCIA È DUNQUE POSSIBILE?
LA SITUAZIONE ECONOMICA GENERALE LA CONOSCETE BENE. MAI COME IN QUESTO PERIODO I PROBLEMI DELL'AUMENTO DEI PREZZI, DEL RISTAGNO DELL'OCCUPAZIONE, DELLE DIFFICOLTÀ IN CUI VERSA IL MONDO INDUSTRIALE, LA STESSA CRISI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SONO OGGETTO DI DIBATTITI NEL PAESE, DI DECISIONI CHE CI COINVOLGONO E DI SACRIFICI CHE CI SONO RICHIESTI. IN MOLTI DI NOI C'È TALVOLTA PERPLESSITÀ SULLA EFFETTIVA UTILITÀ DI QUESTE RINUNZIE. E ANCHE QUI UN INTERROGATIVO DOMINA GLI ALTRI: SE SI COMPIONO SACRIFICI, C'È SPERANZA CHE LE COSE MIGLIORINO O LA SITUAZIONE INVECE È DESTINATA A PEGGIORARE?
VOI SAPETE BENE CHE IL PROBLEMA DEL COSTO DEL LAVORO E QUELLO DELLA PRODUTTIVITÀ SONO AL CENTRO DELLA CRISI E L'INFLAZIONE È UNA BESTIA SELVAGGIA CHE COLPISCE SOPRATTUTTO I PIÙ DEBOLI E CHE DIFFICILMENTE SI PUÒ ABBATTERE. L'INFLAZIONE - COME FU DETTO - È LA PIÙ INIQUA TASSA PER I POVERI. EBBENE, IO RITENGO CHE BISOGNA GUARDARE ALLA SITUAZIONE CON CORAGGIO E PERCIÒ MI PARE GIUSTO CHE TOCCHI. ANCHE A ME SOLLECITARE UN'INTESA AD UNA SOLUZIONE UTILE E NON MORTIFICANTE IN QUESTA DELICATISSIMA E COMPLICATA MATERIA CHE ATTIENE ALL'EQUILIBRIO DEL NOSTRO SISTEMA ECONOMICO.
IN QUESTO CAMPO QUINDI MI LIMITERÒ A SOTTOLINEARE SOLTANTO POCHE COSE CHE NON MI SEMBRANO MARGINALI:
  1. IL GOVERNO E IL PARLAMENTO, SOSTENUTI DA UN SOSTANZIALE CONSENSO DELLE FORZE SOCIALI, STANNO AFFRONTANDO CON ENERGIA E SPIRITO NUOVO TUTTI I PROBLEMI ECONOMICI, 'DALLA RISTRUTTURAZIONE INDUSTRIALE ALLA RIFORMA DELLE PARTECIPAZIONI, DAL RILANCIO DEGLI INVESTIMENTI NEL SUD AL PIANO ALIMENTARE E A QUELLO EDILIZIO. MA TUTTI GLI SFORZI RISCHIANO DI FALLIRE SE NON SI AFFRONTA DECISAMENTE " IL PROBLEMA DEL" FUNZIONAMENTO DELLA MACCHINA DELLO STATO. PROCEDURE COMPLICATE, GROVIGLIO DI LEGGI, UFFICI CHE NON FUNZIONANO, UNA SERIE DI CARENZE IN CUI SPESSO I CITTADINI SONO LE PRIME VITTIME; TUTTE DISFUNZIONI CHE, SE NON VENGONO ELIMINATE, RISCHIANO DI PARALIZZARE L'AZIONE DELLO STATO E DI RENDERE VANI TUTTI I PROGRAMMI PER IL FUTURO.

  2. PER IL MEZZOGIORNO SI PROSPETTA UN NUOVO CORSO DELLA POLITICA DI SVILUPPO CHE, PARTENDO DA UN SERENO ESAME CRITICO DELLE ESPERIENZE PASSATE ED INNESTANDOSI NELLA NUOVA REALTÀ REGIONALE, AVVII A CONCRETE SOLUZIONI QUESTO AUTENTICO ED IRRISOLTO PROBLEMA NAZIONALE. SOLO COSÌ POTRANNO EVITARSI ULTERIORI E IRRIMEDIABILI DISARTICOLAZIONI DELLE COMUNITÀ MERIDIONALI .

  3. PER I GIOVANI ED IL LORO INSERIMENTO NELLE STRUTTURE PRODUTTIVE - A FAVORE DEL QUALE SI STANNO PREDISPONENDO PER LA PRIMA VOLTA CONCRETE MISURE, SIA PURE SPERIMENTALI - OCCORRE GUARDAR BENE ALLA SCUOLA CHE NON PUÒ E NON DEVE PERDERE QUELLA FUNZIONE DI PREPARAZIONE E DI AGGANCIO ALLA SOCIETÀ CHE SOLO LA SERIETÀ DEGLI STUDI PUÒ ASSICURARE .
MI CHIEDO DUNQUE SE POSSO FORMULARE UN INVITO ALLA FIDUCIA. EBBENE, QUESTO INVITO SENTO DI ESPRIMERLO, SIA PER ALCUNI SINTOMI DI RIPRESA, SIA PERCHÈ FIDUCIA CI VIENE PROPRIO CONFERMATA DAGLI ALTRI PAESI ANCHE IN QUESTO MOMENTO DIFFICI LE .
IO VEDO - ANCHE NEGLI INCONTRI CON CAPI DI STATO E CON PERSONALITÀ DI OGNI PAESE - CHE IL CREDITO DELL'ITALIA COME CAPACITÀ DI LAVORO, TECNICA E IMPRENDITORIALE, È RIMASTO INTATTO NONOSTANTE LE NOSTRE GRAVI DIFFICOLTÀ. SI CHIEDE ANCORA AGLI IMPRENDITORI, AI LAVORATORI, AI TECNICI, AGLI ARTIGIANI ITALIANI IL LORO QUALIFICATO CONTRIBUTO DI LAVORO IN ALTRI PAESI. POTETE IMMAGINARE QUALE ALTRA SORTE SAREBBE STATA RISERVATA A NOI IN QUESTO DIFFICILE MOMENTO SE NON AVESSIMO AVUTO ALLE NOSTRE SPALLE QUESTO RICCO PATRIMONIO MORALE E PRODUTTIVO?
L 'INTERDIPENDENZA DELLE ECONOMIE DEI POPOLI È UNA REALTÀ; MA SIA BEN CHIARO CHE NON DOBBIAMO PENSARE CHE SIANO GLI ALTRI A RISOLVERE I NOSTRI PROBLEMI. SAREMMO DEGLI IRRESPONSABILI.
E' VERO DUNQUE CHE MOLTO DIPENDE DA NOI: LA FIDUCIA È UN ATTO DI CORAGGIO OCCORRE RINUNCIARE ALLE FACILI PREVISIONI PESSIMISTICHE, ED ESPRIMERE INVECE UN SENSO DI COMPOSTEZZA NELL'ESERCIZIO DELLA PROPRIA ATTIVITÀ, AFFINCHÈ NON VENGA ALIMENTATA UNA SORTA DI PERICOLOSO E STERILE FATALISMO.
NON MI RIFERISCO CERTO ALLA GENERALITÀ DEI CITTADINI, MA A QUELLA PARTE DELLA POPOLAZIONE CHE, CON ATTEGGIAMENTI CHE NON RISPONDONO NEPPURE A PROFONDA CONVINZIONE, POTREBBE COL PROPRIO COMPORTAMENTO DARE A NOI E AGLI ALTRI UNA SENSAZIONE DI RESA. IN REALTÀ, A FRONTE DI QUESTE FRANGE, VI È TALE UN FERVORE DI VOLONTÀ PRODUTTIVA E DI PROGRESSO ED UNA COMPRENSIONE LARGAMENTE DIFFUSA DELLA SERIETÀ DEL MOMENTO, ANCHE NELLA VARIETÀ DELLA IMPOSTAZIONE DEI PROBLEMI, CHE A QUESTE FORZE VIVE E RICCHE DI SPERANZA POSSIAMO FAR RIFERIMENTO PER FORMULARE UNA PREVISIONE POSITIVA SUL NOSTRO AVVENIRE .
QUELLO CHE PERÒ LA GENTE CHIEDE - E DI CUI MI FACCIO INTERPRETE - È CHE GLI ULTERIORI SACRIFICI NECESSARI POTRANNO ESSERE CHIESTI E SARANNO ACCETTATI SOLO CON LA CERTEZZA CHE SARANNO EQUAMENTE DISTRIBUITI. QUEST'ANSIA DI GIUSTIZIA NON TOLLERA DELUSIONI.
QUANDO FUI ELETTO DISSI SOLENNEMENTE DINNANZI AL PARLAMENTO CHE SPETTA AL CAPO DELLO STATO DI "VIGILARE SULL'OSSERVANZA DELLA COSTITUZIONE E DI- MANTENERE INTATTO LO SPIRITO CHE ALIMENTA LA NOSTRA REPUBBLICA DEMOCRATICA".
IO HO SENTITO IN QUESTI ANNI E, IN MODO PARTICOLARE IN QUEST'ULTIMO, IL PESO DI TALE IMPEGNO. E L'ANSIA. MA HO MANTENUTO INTATTA LA FIDUCIA.
DICO CIÒ PERCHÈ MI SEMBRA CHE L'OPERA DI TUTTI I RESPONSABILI SIA TESO A CONSENTIRCI LA RIPRESA, CON UN INESTIMABILE SFORZO DIRETTO A SALDARE LA COSCIENZA SPECIALE ALLE ISTITUZIONI. PERCHÈ OGGI PIÙ CHE MAI OCCORRE SCOPRIRE QUELLO CHE CI UNISCE, INVECE DI DISPERDERCI NELLA RICERCA DI CIÒ CHE CI DIVIDE.
E' CON QUESTO SPIRITO CHE MI È CARO RIVOLGERVI UN AUGURIO DI BUON ANNO.

Speciale messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica: il messaggio di Giuseppe Saragat del 31 dicembre 1967

MESSAGGIO DI FINE ANNO AGLI ITALIANI
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIUSEPPE SARAGAT
Palazzo del Quirinale 31 dicembre 1967
ITALIANI,
È CONSUETUDINE CIVILE CHE IL CAPO DELLO STATO ALLA FINE DELL'ANNO E ALL'INIZIO DELL'ANNO NUOVO SI RIVOLGA A TUTTI I CONCITTADINI PER INVIARE AD OGNUNO DI ESSI IL SUO AFFETTUOSO AUGURIO. ED IO COLGO QUESTA LIETA OCCASIONE PER DIRE A VOI, CARI CONCITTADINI, TUTTO IL BENE CHE VI AUGURO E LE RAGIONI PER CUI TALE AUGURIO MI PARE CONFORTATO DALLE PIÙ SERIE VALUTAZIONI.
IN UNA SITUAZIONE ECONOMICA INTERNAZIONALE CARATTERIZZATA SPECIE NEI PAESI A NOI PIÙ VICINI DAL RALLENTAMENTO DEL RITMO DI ESPANSIONE, IL NOSTRO SISTEMA ECONOMICO SI È SVILUPPATO PER IL SECONDO ANNO CONSECUTIVO IN MISURA SUPERIORE A QUELLA MEDIA PREVISTA DAL PROGRAMMA QUINQUENNALE.
NOTEVOLE È STATA LA RIPRESA DEGLI INVESTIMENTI CHE HA DETERMINATO LA CREAZIONE DI NUOVI POSTI DI LAVORO CON LA CONSEGUENTE RIDUZIONE DEL NUMERO DEI DISOCCUPATI E SOTTOCCUPATI. CIÒ HA FAVORITO IL REINSERIMENTO NEL CAMPO PRODUTTIVO DI MOLTI LAVORATORI RIENTRATI IN PATRIA A SEGUITO DELLA CRISI IN ALTRI PAESI.
NEL VIAGGIO DA ME COMPIUTO IN CANADA E IN AUSTRALIA, CON SOSTE NEGLI STATI UNITI D'AMERICA E IN ALCUNI PAESI ASIATICI, HO INCONTRATO FOLLE DI CONNAZIONALI E HO SENTITO INTORNO A ME UN'ITALIA PROFONDA, NOBILE, GENEROSA: L'ITALIA DEGLI EMIGRATI, I QUALI - LUNGI DAL SERBARE AMAREZZA VERSO UNA PATRIA IN CUI NON AVEVANO TROVATO POSSIBILITÀ DI LAVORO - LA VENERANO CON AFFETTO DI FIGLI.
QUESTO PERÒ CI IMPEGNA AD ADOPERARCI ANCORA DI PIÙ AFFINCHE' LA NOSTRA TERRA, PICCOLA DI SUPERFICIE, QUASI PRIVA DI MATERIE PRIME E DENSAMENTE POPOLATA, MA RICCA DI ENERGIE UMANE, SIA PRESTO IN GRADO DI DAR LAVORO A TUTTI I SUOI FIGLI.
LO SVILUPPO DELL'ECONOMIA, CHE HA COME PREMESSA NECESSARIA LA SOSTANZIALE STABILITÀ DEI PREZZI, RICHIEDE CHE VENGANO ACCRESCIUTE LE COSIDDETTE INFRASTRUTTURE - CASE POPOLARI, OSPEDALI, SCUOLE, STRADE, ATTREZZATURE PORTUALI E SIMILI - CHE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE È CHIAMATA A FORNIRE ALLA COLLETTIVITÀ.
A QUESTO FINE OCCORRE ASSICURARE CHE GLI INTERVENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SIANO INDIRIZZATI UNICAMENTE AL SODDISFACIMENTO DI ESIGENZE COLLETTIVE.
CONFORTANTE È L' ESAME DEI NOSTRI SCAMBI DI MERCI E SERVIZI CON L'ESTERO CHE HANNO CONSENTITO UNA SODDISFACENTE STABILITÀ MONETARIA, LA QUALE È E DEVE RESTARE IL PRESUPPOSTO DI UN ORDINATO PROGRESSO ECONOMICO E SOCIALE DEL PAESE, COME NON SOLTANTO INSEGNA LA DOTTRINA, MA AMMONISCONO LE ESPERIENZE PASSATE E RECENTI COMPIUTE DAL NOSTRO E DAGLI ALTRI PAESI.
IN QUESTO DOPOGUERRA UN SECONDO RISORGIMENTO INDUSTRIALE HA RAVVIVATO IL NOSTRO PAESE. LA LABORIOSITÀ DEI SUOI OPERAI, CONTADINI E IMPIEGATI, LA RESPONSABILE INIZIATIVA DEI SUOI IMPRENDITORI, L'AMBIENTE DEMOCRATICO CHE È STATO CREATO DALLA SUA CLASSE POLITICA HANNO TRASFORMATO LE SUE STRUTTURE PRODUTTIVE E LO HANNO COLLOCATO TRA I MAGGIORI PRODUTTORI ED ESPORTATORI DI BENI MANUFATTI.
MA A DIFFERENZA DEL PRIMO MANIFESTARSI DEL PROCESSO DI INDUSTRIALIZZAZIONE CHE AVVENNE SOTTO LA PROTEZIONE DI BARRIERE DOGANALI, QUELLO DI CUI GLI ITALIANI DI OGGI SONO PROTAGONISTI SI È SVOLTO ALL'INSEGNA DELL'APERTURA DEI MERCATI E DELL'INTEGRAZIONE EUROPEA.
QUESTA POLITICA, CHE HA DATO COPIOSI FRUTTI, NON SOLTANTO VA PERSEGUITA CON TENACIA PER IL BENESSERE ECONOMICO DEI POPOLI, MA DEVE ANCHE ESSERE DIFESA CON FERMEZZA DAGLI ATTACCHI CHE DI TEMPO IN TEMPO LE SONO PORTATI NELL'INTENTO DI RITARDARE IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA.
L 'ULTIMO DI QUESTI ATTACCHI È STATO IN QUESTI GIORNI VIGOROSAMENTE FRONTEGGIATO A BRUXELLES.
IL 1967 HA OFFERTO ALLA COMUNITÀ EUROPEA L'OCCASIONE STORICA DI ACCETTARE L'ADESIONE DELLA GRAN BRETAGNA, DANIMARCA, IRLANDA E NORVEGIA, INTENSIFICANDO IL PROCESSO DI UNIFICAZIONE DELL'EUROPA.
LO SPIRITO DELLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA È, SUL PIANO ECONOMICO, L'APERTURA DEI MERCATI E, SU QUELLO POLITICO, L'EUROPEISMO. A BRUXELLES CI SIAMO SCONTRATI CON QUALCOSA DI DIAMETRALMENTE OPPOSTO: IL NAZIONALISMO.
LO SFORZO DEL NOSTRO PAESE PER AVVIARE IMMEDIATI NEGOZIATI CON LA GRAN BRETAGNA HA VISTO CONVERGERE SULLE NOSTRE POSIZIONI QUATTRO ALTRI PAESI DELLA COMUNITÀ EUROPEA, MA NON HA POTUTO CONDURRE ALL'UNANIMITÀ PER UNA DECISIONE POSITIVA. E' STATA PERDUTA UNA GRANDE OCCASIONE E NON SARÀ FACILE PORRE RIMEDIO ALL'ERRORE COMPIUTO.
FORTUNATAMENTE LA GRAN BRETAGNA HA GIÀ CONFERMATO IL SUO PROPOSITO DI CERCARE CON TENACIA DI UNIRSI CON QUANTI SINCERAMENTE CONTINUERANNO A RICERCARE L'UNITÀ DELL'EUROPA.
NOI SIAMO CONSAPEVOLI CHE SOLO CON L'APPORTO DELLA GRAN BRETAGNA L'EUROPA POTRÀ AFFERMARSI COME INTERLOCUTORE VALIDO TRA I DUE COLOSSI DELLE POTENZE MONDIALI: STATI UNITI D' AMERICA E UNIONE SOVIETICA. SOLO CON QUESTO APPORTO L'EUROPA, ARRICCHITA DALL'ALTO LIVELLO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO DELLA GRAN BRETAGNA E SOPRATTUTTO DAL SUO VOLUME DI LIBERTÀ, DI DEMOCRAZIA E DI SOCIALITÀ, POTRÀ AFFERMARSI COME FATTORE MONDIALE DI PROGRESSO E DI PACE.
DI PACE SOPRATTUTTO DI CUI IL MONDO E L'ITALIA HANNO TANTO BISOGNO.
E' DI QUESTI GIORNI IL MESSAGGIO DEL SOMMO PONTEFICE, MESSAGGIO AL QUALE L 'ITALIA HA DATO LA SUA INCONDIZIONATA ADESIONE.
E' IN QUESTO SPIRITO DI PACE CHE L'ITALIA DEVE GUARDARE CON SERENA FIDUCIA AL PROPRIO AVVENIRE, PROSEGUENDO SPEDITAMENTE NEL SUO OPEROSO CAMMINO CHE È QUEL MEDESIMO PER IL QUALE SI MUOVONO I POPOLI CHE RAVVISANO NELLA LIBERTÀ E NELLA GIUSTIZIA IL FONDAMENTO DI OGNI PROGRESSO.
LO SCORSO ANNO, IN QUESTA STESSA CIRCOSTANZA, RICORDANDO LA CELEBRAZIONE DEL VENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA PROCLAMAZIONE DELLA REPUBBLICA - SORTA DALLE LOTTE DI LIBERAZIONE IN COMUNIONE DI SACRIFICI CON GLI ALLEATI - AFFERMAVO CHE È AD ESSA E ALLE SUE LIBERE ISTITUZIONI CHE L'ITALIA DEVE LA SUA ASCESA FRA LE GRANDI NAZIONI DEL MONDO.
SOLTANTO CON LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA L'ITALIA POTRÀ CONTINUARE A PROGREDIRE CIRCONDATA DAL CRESCENTE RISPETTO DELLE ALTRE NAZIONI.
LA DEMOCRAZIA È UN RAPPORTO FIDUCIARIO DEI CITTADINI TRA DI LORO E VERSO LO STATO. QUESTO RAPPORTO FIDUCIARIO SI ALIMENTA DI SOLIDARIETÀ UMANA, SOPRATTUTTO VERSO I PIÙ BISOGNOSI, DI RISPETTO DELLE LEGGI AL CUI VERTICE STA LA COSTITUZIONE REPUBBLICANA, IN UNA PAROLA, DI CIVISMO.
CERTO ESISTONO ANCORA, COME IN TUTTE LE COSE UMANE, LACUNE DA COLMARE, ERRORI DA CORREGGERE, RESPONSABILITÀ DA ACCERTARE E, SE NECESSARIO, PUNIRE.
MA CIÒ CHE CONTA È IL PROGRESSIVO E IRREVERSIBILE CONSOLIDARSI DELLE NOSTRE LIBERE ISTITUZIONI.
LA REPUBBLICA ITALIANA, FONDATA SUL LAVORO, È UNA REALTÀ CHE SI AFFERMA CON FORZA SEMPRE CRESCENTE, TUTELATA DALLA COSCIENTE DETERMINAZIONE DI TUTTO IL POPOLO, DALLA FERMEZZA DEMOCRATICA DI COLORO A CUI IL POPOLO HA CONFIDATO IL GOVERNO DELLA COSA PUBBLICA E DALLA LEALTÀ DEMOCRATICA DEGLI ORGANI DELLO STATO.
SICURO CHE TUTTO QUESTO TROVI NEL VOSTRO ANIMO PIENO CONSENSO E RISPONDENZA DI SENTIMENTI, MI È CARO RINNOVARVI I MIEI AUGURI DI BENE, AGGIUNGENDOVI QUEL VOTO CHE TUTTI LI COMPRENDE E CHE SI ESPRIME NELL'AUGURIO DI OGNI BENE ALLA NOSTRA ITALIA.

Speciale messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica: il secondo e ultimo messaggio di Antonio Segni il 31 dicembre 1963

MESSAGGIO DI FINE ANNO AGLI ITALIANI
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
ANTONIO SEGNI

Palazzo del Quirinale 31 dicembre 1963


ITALIANI,
MENTRE IL 1963 VOLGE ALLA FINE E STA PER SORGERE L'ALBA DEL NUOVO ANNO, MI È CARO RINNOVARE QUESTO INCONTRO, ORMAI CONSUETO, CON VOI, POICHÈ ESSO, MENTRE CORRISPONDE AD UNA PROFONDA ESIGENZA DELL'ANIMO MIO, MI CONSENTE DI RITROVARMI - IN COMUNIONE DI SENTIMENTI, DI RICORDI E DI SPERANZE - CON LA GRANDE FAMIGLIA DEL POPOLO ITALIANO, CHE AMO PENSARE, IN QUESTO MOMENTO, COME RIUNITA INTORNO AL FOCOLARE, IN UNA SERENA SOSTA DOPO UNA GIORNATA DI LAVORO, PER RIANDARE CON ME GLI AVVENIMENTI DEI QUALI SIAMO STATI TESTIMONI E TRARNE AMMAESTRAMENTI ED AUSPICI PER L'AVVENIRE.
AVVENIMENTI GRAVI E MEMORABILI, QUELLI CHE HANNO CONTRASSEGNATO IL CORSO DEL 1963!
LA MORTE DI SUA SANTITA' GIOVANNI XXIII, PRIMA, E QUELLA DEL PRESIDENTE KENNEDY, DOPO, HANNO COMMOSSO TUTTO IL MONDO, TANTO UNANIMI ED UNIVERSALI SONO STATI LA PIETÀ, IL COMPIANTO E LO SMARRIMENTO CHE HANNO ACCOMUNATO GLI UOMINI DI TUTTE LE RAZZE E DI TUTTE LE RELIGIONI DI FRONTE ALLA TRAGICITÀ DEGLI AVVENIMENTI , CHE HAN SPENTO DUE GRANDI VITE.
ERANO DUE GRANDI FIAMME CHE AVEVANO ILLUMINATO A TUTTI LA DIFFICILE VIA VERSO LA PACE NELLA LIBERTÀ E NELLA GIUSTIZIA: QUELLA PACE NELLA QUALE PROFONDAMENTE CREDEVANO E NELLA QUALE ANCHE NOI PROFONDAMENTE CREDIAMO.
E' ANCOR VIVA NELLA NOSTRA MEMORIA, COME NEI NOSTRI CUORI, L'ECO DELLE NOBILI PAROLE PRONUNZIATE, IN QUESTO PALAZZO, DA PAPA GIOVANNI XXIII E DAL PRESIDENTE KENNEDY IN OCCASIONE DELLE INDIMENTICABILI VISITE QUI COMPIUTE NEL CORSO DELL'ANNO.
NEL RIVOLGERE UN COMMOSSO PENSIERO AI DUE GRANDI SCOMPARSI, VORREI FORMULARE UN VOTO: POSSANO TUTTI GLI UOMINI RACCOGLIERE IL RETAGGIO DEGLI IDEALI DI PACE E DI FRATELLANZA CHE ISPIRARONO LE LORO AZIONI E NON CESSINO DI ADOPERARSI PER TRADURLE IN OPERANTE REALTÀ.
UN ALTRO RECENTE AVVENIMENTO HA AVUTO LARGHE E PROFONDE RIPERCUSSIONI: INTENDO RIFERIRMI AL TRATTATO DI MOSCA PER LA LIMITAZIONE DEGLI ESPERIMENTI NUCLEARI, AL QUALE IL NOSTRO PAESE HA ADERITO E CHE MI AUGURO POSSA ESSERE APPORTATORE DI ULTERIORI, BENEFICI FRUTTI.
L'ITALIA, DA PARTE SUA, HA CONTINUATO, INTANTO, A SVOLGERE - CON FIDUCIA - OPERA DI BUONA VOLONTÀ , DI PACE, DI CIVILE PROGRESSO IN SENO AL CONCERTO DELLE NAZIONI. SEMPRE CONSCIA DEI SUOI DIRITTI E FERMA NEL SUO IMPEGNO DI DIFESA DELLA PROPRIA INDIPENDENZA E DELLA PROPRIA LIBERTÀ DA OGNI MINACCIA, ESSA, INSIEME CON LE ALTRE NAZIONI ALLE QUALI LA UNISCONO LE NECESSITÀ DELLA COMUNE SICUREZZA E GLI IDEALI COMUNI, HA CONTINUATO AD ADOPERARSI CON TUTTE LE SUE FORZE - SECONDO LA SUA NATURALE VOCAZIONE - PER UNA SEMPRE MAGGIORE COMPRENSIONE FRA I POPOLI D'OGNI RAZZA E D'OGNI IDEOLOGIA, INDIPENDENTEMENTE DA OGNI DIVERGENZA DI INTERESSI.
ED E CONFORTANTE CONSTATARE COME IL NOSTRO CONTRIBUTO IN SENO A TUTTI I CONSESSI INTERNAZIONALI, DALLE NAZIONI UNITE ALLA NATO, DALLA CONFERENZA DEL DISARMO ALLE ORGANIZZAZIONI EUROPEE, ABBIA CONSEGUITO NON POCHI RICONOSCIMENTI ED IL NOSTRO PAESE ABBIA SAPUTO ACQUISTARSI OVUNQUE RISPETTO, FIDUCIA E SIMPATIA.
I NUMEROSI INCONTRI CHE HO AVUTO A ROMA CON CAPI DI STATO, CAPI DI GOVERNO ED AUTOREVOLI PERSONALITÀ DI TUTTO IL MONDO COSTITUISCONO GRADITA CONFERMA DELL'IMPORTANZA CHE ESSI ATTRIBUISCONO ALL'ITALIA NEL CONCERTO DELLE NAZIONI.
NON MENO SIGNIFICATIVE SONO STATE LE VISITE DA ME COMPIUTE IN MAROCCO, PRIMA, E IN GERMARIA, POI: VISITE CHE, MENTRE HANNO CONTRIBUITO A RINSALDARE I NOSTRI VINCOLI DI CORDIALE AMICIZIA GIÀ ESISTENTI CON QUEI POPOLI, MI HANNO CONSENTITO, ALTRESÌ, DI RACCOGLIERE - CON ANIMO COMMOSSO - IL VIBRANTE SALUTO DI QUELLE COMUNITÀ ITALIANE ALLA PATRIA LONTANA.
IL POPOLO ITALIANO, CHE CON IL SUO FATICOSO LAVORO HA SAPUTO AFFERMARSI SUL PIANO INTERNAZIONALE ANCHE NEL CAMPO DELL'ECONOMIA, DELLA TECNICA E DELLA SCIENZA, DANDO PURE LA SUA COLLABORAZIONE AI NUOVI POPOLI ASSURTI DA POCO ALL'INDIPENDENZA ED A QUELLI OVUNQUE DURAMENTE IMPEGNATI IN UNA ATTIVITÀ DI SVILUPPO, HA RECENTEMENTE CONSEGUITO IL PIÙ ALTO RICONOSCIMENTO DEI RISULTATI OTTENUTI CON L'AMBITISSIMO CONFERIMENTO DEL PREMIO NOBEL PER LA CHIMICA, PER LA PRIMA VOLTA DATO AD UN ITALIANO, IL PROF. GIULIO NATTA.
PUR NEL SUO FERVORE OPEROSO, LA NAZIONE ITALIANA. NON HA DIMENTICATO DI ONORARE, NEL VENTENNALE DELLA RESISTENZA, TUTTI COLORO CHE FERMAMENTE CREDETTERO NELLA RINASCITA DELLA PATRIA - UNITA , LIBERA E DEMOCRATICA - DAGLI ERRORI E DALLE ROVINE DI UNA GUERRA NON VOLUTA E NON SENTITA DAL POPOLO, MA PUR AFFRONTATA CON CORAGGIO ED EROISMO, E DI RIAFFERMARE I VALORI PERENNI CHE ISPIRARONO E SOSTENNERO L'AZIONE PER QUESTA RINASCITA.
IL SACRIFICIO DI BOVES, QUELLO DI LANCIANO, I FATTI D'ARMI DI MONTELUNGO SONO, FRA I TANTI EPISODI GLORIOSI, UNA TESTIMONIANZA FULGIDA E DURATURA DELL'INTENSA SPIRITUALITÀ E DEL TENACE AMOR DI PATRIA CHE HANNO ARMATO LA MANO E INFIAMMATO GLI SPIRITI GENEROSI DI COLORO CHE COMBATTERONO PER IL RISCATTO DELL'ITALIA.
L'ANIMA DELLA NAZIONE, NEL CORSO DEL 1963, DOVEVA ESSERE CRUDELMENTE PERCOSSA DA UNA TERRIBILE SCIAGURA, NELLA QUALE MIGLIAIA DI NOSTRI FRATELLI PERSERO LA VITA E I BENI.
ALLE VITTIME ED AI SUPERSTITI DEL DISASTRO DEL VAJONT VADA , OGGI, ANCORA IL NOSTRO COMMOSSO ED AFFETTUOSO PENSIERO; AI SUPERSTITI, IN PARTICOLARE, IL RINNOVATO IMPEGNO CHE NON SARANNO TRALASCIATI GLI SFORZI PER AIUTARLI A RICOSTRUIRE LA LORO VITA.
LA IMMEDIATA SOLIDARIETÀ DIMOSTRATA IN QUEI TRISTI GIORNI DAGLI ITALIANI, CON INDIMENTICABILE SLANCIO, HA DATO LA MISURA PRECISA DI QUANTO AFFIDAMENTO SI POSSA SEMPRE FARE SUI SENTIMENTI PIÙ NOBILI DEL NOSTRO POPOLO, CHE SI TROVA SALDAMENTE UNITO, SOPRATUTTO QUANDO LA SVENTURA BUSSA ALLA PORTA.
RITENGO DOVEROSO ESPRIMERE, IN QUESTA OCCASIONE, A TUTTE LE NAZIONI ED A TUTTI I SINGOLI CITTADINI DI TANTI PAESI, CHE HANNO VOLUTO OFFRIRE, A QUELLE POPOLAZIONI ED ALL'ITALIA, CALDA TESTIMONIANZA DI SOLIDARIETÀ, L'APPREZZAMENTO ED I RINGRAZIAMENTI PIÙ CALOROSI E CORDIALI DEL POPOLO ITALIANO.
IL NOSTRO PAESE, NONOSTANTE LE INEVITABILI DIFFICOLTÀ , CONTINUA AD AVANZARE SULLA VIA DEL PROGRESSO, TUTTO PROTESO NELLA ATTUAZIONE DEI PRINCIPI DI GIUSTIZIA SOCIALE, DI LIBERTÀ DEMOCRATICA, DI SPIRITUALE E MATERIALE ELEVAZIONE POSTI A BASE DELL'ORDINAMENTO REPUBBLICANO.
E SE E VERO CHE LA SITUAZIONE DEI RAPPORTI FRA LE MASSIME POTENZE MONDIALI , PUR INDUCENDO AD UNA SEMPRE PIÙ ATTENTA VIGILANZA CONTRO IL PERICOLO DI INGIUSTIFICATE ILLUSIONI, LASCIA CAUTAMENTE SPERARE IN UN AVVENIRE MIGLIORE, NEL QUALE SI POSSA FARE STRADA UNA EVOLUZIONE PACIFICA DI TALI RAPPORTI , TOCCA A TUTTI NOI PROSEGUIRE TENACEMENTE NEL LAVORO CON FEDE E CONCORDIA, PER ASSICURARE ALLA NOSTRA PATRIA, CON L'AIUTO DI DIO, QUESTO MIGLIORE AVVENIRE, QUALE ESSA MERITA, PER LE VIRTÙ E PER I SACRIFICI DEI SUOI FIGLI.
ITALIANI,
CON TUTTO IL CUORE AUGURO A VOI ED ALLE VOSTRE FAMIGLIE UN FELICE ANNO NUOVO, APPORTATORE PER TUTTI DI PACE E DI PROSPERITÀ.

Speciale messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica: il messaggio di Giovanni Gronchi del 31 dicembre 1960

MESSAGGIO DI FINE ANNO AGLI ITALIANI
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
GIOVANNI GRONCHI

Palazzo del Quirinale 31 dicembre 1960


ITALIANI,
QUELLA CHE, NEI RAPPORTI INTERNAZIONALI, APPARIVA UNA CONGIUNTURA FAVOREVOLE, MI INDUSSE L' ANNO SCORSO, IN QUESTO STESSO GIORNO, A FORMULARE PREVISIONI, SIA PUR CAUTE, DI UN AVVENIRE DI DISTENSIONE E DI CONCORDIA.
INVECE, MENTRE GIÀ SI INTRAVEDEVA LA :POSSIBILITÀ DI CONCRETE INTESE TRA LE NAZIONI PER AVVIARE A SOLUZIONE LE PIÙ PERICOLOSE CONTROVERSIE, OGNI PROSPETTIVA È STATA NUOVAMENTE AVVOLTA DA UN'ATMOSFERA DI OSTILITÀ E DI SOSPETTO.
TUTTAVIA, IO VOGLIO ANCORA CREDERE NELLA SAGGEZZA DEGLI UOMINI CHE REGGONO I DESTINI DEI POPOLI, E NELLA SINCERITÀ DI QUANTI AFFERMANO DI ASPIRARE ALLE. PACE, AFFINCHÈ POSSA E DEBBA TROVARSI LA VIA CHE CONDUCA AD UNA PACIFICA, COESISTENZA, SENZA LA QUALE RIMARREBBE PERENNEMENTE IN PERICOLO LA NOSTRA CIVILTÀ.
DA PARTE SUA, L' ITALIA CONTINUA UNA POLITICA ATTA A FAVORIRE OGNI INIZIATIVA CHE TENDA A CREARE LE CONDIZIONI DI UNA DUREVOLE :PACE; CONDIZIONI CIOÈ DI SICUREZZA E DI COLLABORAZIONE NEL RECIPROCO RISPETTO DELL'INDIPENDENZA E DELLE CIVILI LIBERTÀ.
PERCIÒ NOI ABBIAMO COLTO VOLENTIERI LE OCCASIONI DI INCONTRARCI, COME È AVVENUTO FREQUENTEMENTE DURANTE L'ANNO CHE STA PER CONCHIUDERSI, CON CAPI E GOVERNANTI DI ALTRI PAESI, NELLA PERSUASIONE CHE QUESTI INCONTRI POSSONO VALIDAMENTE CONCORRERE, ATTRAVERSO I CONTATTI DIRETTI E PERSONALI, A STABILIRE FECONDI RAPPORTI DI COMPRENSIONE E DI FIDUCIA.
HO PARLATO DI COLLABORAZIONE, COME STRUMENTO DELLA PACE: E VORREI PORRE SU DI ESSA L'ACCENTO PERCHÈ MI PAR CERTO CHE IN QUESTA PAROLA SI ESPRIMA LA ESIGENZA PIÙ ATTUALE E DETERMINANTE PER REALIZZARE UNA CONVIVENZA CIVILE ED UMANA, SIA TRA GLI UOMINI DI UNA STESSA PATRIA, SIA TRA I POPOLI NEL PIÙ VASTO SPAZIO DEL MONDO.
I PAESI DI LIBERI ORDINAMENTI DEMOCRATICI, CHE IN VIRTÙ DEL LORO SPIRITO DI INIZIATIVA, DELLA LORO CAPACITÀ DI LAVORO, DELLA LORO GENIALITÀ SCIENTIFICA E TECNICA, HANNO RAGGIUNTO UN ALTO GRADO DI PROGRESSO E DI BENESSERE, DEBBONO CONSIDERARE UN DOVERE ED INSIEME UN INTERESSE INDILAZIONABILE L'ADEGUARSI A TALE ESIGENZA COSÌ NEI RAPPORTI INTERNI FRA I LORO GRUPPI SOCIALI, COME NELLE RELAZIONI CON LE NAZIONI DI RECENTE COSTITUITESI IN STATI INDIPENDENTI.
LA PROSPERITÀ CONQUISTATA COLLA COLLABORAZIONE DI TUTTI DEVE ESSERE RIPARTITA EQUAMENTE FRA TUTTI, COME È NORMA DI OGNI COSTITUZIONE CHE TENDA A FORMARE ISTITUTI E COSTUME DI EFFETTIVA DEMOCRAZIA: TRA LE ALTRE, DELLA NOSTRA, CHE ESPLICITAMENTE LA SANCISCE NEL SUO ARTICOLO 3. E DEVE ESSERE INSIEME UTILIZZATA PER UNA RAZIONALE GENEROSA ASSISTENZA ALLE NAZIONI MENO PROGREDITE AL FINE DI METTERLE IN GRADO DI RIDURRE TEMPESTIVAMENTE LE ENORMI DIFFERENZE DEL LORO LIVELLO DI VI TA.
E' QUESTO IL PROBLEMA CENTRALE DELLA NOSTRA EPOCA; PROBLEMA CHE CONDIZIONA L'AVVIAMENTO AD UNA ORDINATA. E PACIFICA CONVIVENZA INTERNAZIONALE, ED INSIEME IL SUCCESSO DEL MONDO LIBERO NELLA GRANDE COMPETIZIONE CHE METTE A RAFFRONTO LA CAPACITÀ DI DUE SISTEMI PER LIBERARE DALL' INFERIORITÀ E DALLA MISERIA I POPOLI ED I CETI SOCIALI PIÙ DISEREDATI.
ED È IL PROBLEMA CHE IO EBBI A PROSPETTARE (MI SIA PERDONATA L'AUTOCITAZIONE) PER L'UN ASPETTO NEL PRIMO MESSAGGIO AL PARLAMENTO ITALIANO E PER L'ALTRO IN PIENO ACCORDO COL GOVERNO DI ALLORA, NEL DISCORSO AL CONGRESSO DEGLI STATI UNITI.
IO VOGLIO RICHIAMARMI OGGI SOPRATTUTTO A QUESTO SECONDO ASPETTO, ALL'INIZIO DI UN ANNO CHE POTREBBE REGISTRARE VICENDE FORSE DECISIVE PER L'AVVENIRE DEI NOSTRI FIGLI.
SE NON SI COMPRENDESSE L'ESTREMA URGENZA DI UN INTERVENTO COORDINATO E SOLIDALE A FAVORE DEI PAESI SOTTOSVILUPPATI, È FACILE PREVEDERE CHE IL LORO ALTISSIMO TASSO DI INCREMENTO DEMOGRAFICO DA UNA PARTE E LA PERSISTENZA DI UN BASSISSIMO REDDITO PRO-CAPITE DALL'ALTRA, CREEREBBERO UNA CRESCENTE SPEREQUAZIONE FRA POPOLI RICCHI E POVERI NEL MONDO E UNA "LOTTA DI CLASSE" INTERNAZIONALE CHE APRIREBBE PROSPETTIVE ASSAI TRISTI PER LA PACE E PER LA LIBERTÀ.
ITALIANI,
PONENDO L'ACCENTO SUL PROBLEMA DELLA COLLABORAZIONE TRA I POPOLI, IO NON INTENDO DISSIMULARE O RELEGARE IN SECONDA LINEA IL NOSTRO PROBLEMA NAZIONALE DELLA DISOCCUPAZIONE O DELLA SOTTO-OCCUPAZIONE, E LO SQUILIBRIO TUTTORA IN ATTO FRA NORD E SUD.
MA IO SENTO DJ. POTER CON FIDUCIA AUSPICARE CHE L' AZIONE DEL GOVERNO, LE INIZIATIVE DEGLI IMPRENDITORI CON IL CONCORSO DEI LAVORATORI E DELLE LORO ORGANIZZAZIONI, E TUTTI QUEI :PROVVEDIMENTI CHE POTRANNO ESSERE ADOTTATI NEL QUADRO DELLA SOLIDARIETÀ EUROPEA, CONTRIBUISCANO AD ATTENUARE COL RITMO PIÙ RAPIDO, FINO AD ELIMINARE QUESTO DOLOROSO PROBLEMA PER LA CUI SOLUZIONE ANCHE LA SCUOLA SARÀ EFFICACE STRUMENTO A SUPERARE L'UMILIANTE INFERIORITÀ DELL'IGNORANZA, E FORMARE UNA PIÙ LARGA CATEGORIA DI TECNICI E DI MAESTRANZE SPECIALIZZATE.
HO DETTO: CON FIDUCIA; PERCHÈ MOL TO SI È GIÀ FATTO ED ALTRETTANTO È IN CORSO DI ATTUAZIONE; ED IO SONO SICURO CHE IL COMPITO CHE RIMANE SARÀ RESO PER TUTTI PIÙ IMPEGNATIVO DAL SIGNIFICATO CHE AL NUOVO ANNO CONFERISCE LA RICORRENZA DEL CENTENARIO DELL'UNITÀ NAZIONALE.
QUESTA UNITÀ INFATTI RIMARREBBE ESPRESSIONE ESTERIORE E FORMALE, OVE NON SI IDENTIFICASSE CON L'UNIONE CONCORDE DEGLI SPIRITI, LA QUALE NASCE E VIVE SOLTANTO QUANTO I CONCITTADINI RICONOSCONO NELLA PATRIA LA MADRE SOLLECITA ED EQUA PER TUTTI I SUOI FIGLI.

Speciale messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica: il primo messaggio presidenziale di Luigi Einaudi

MESSAGGIO DI FINE ANNO AGLI ITALIANI
DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
LUIGI EINAUDI

Palazzo del Quirinale 31 dicembre 1949

NEL RIGOGLIO DI INTIMI AFFETTI SUSCITATO DA QUESTA TRASMISSIONE MI È CARO INTERPRETARE CON LA MIA PAROLA IL FERVORE DI SENTIMENTI CHE, COME SULLA SOGLIA DI OGNI ANNO, COSI NELL'ATTUALE VIGILIA TUTTI CI ACCOMUNA IN UN PALPI TO DI MUTUA COMPRENSIONE E DI FRATERNA SOLIDAR1ETÀ.
SE ANCOR ASPRO È STATO PER MOLTI IL CAMMINO PERCORSO NELL'ANNO, SE I RIFLESSI DELLA TRAGEDIA VISSUTA DALLA PATRIA NON SONO STATI ANCOR TUTTI RIMOSSI E SE GRAVI PROBLEMI TUTTORA ATTENDONO SOLUZIONE, GIOVA RICONOSCERE CHE ANCHE NEL 1949 I1 POPOLO ITALIANO HA PERSEGUITO CONCORDE E TENACE L'OPERA DELLA RICOSTRUZIONE; SICCHÈ È LECITO GUARDARE CON FIDUCIA ALL'AVVENIRE, CHE SARÀ QUALE NOI STESSI LO AVREMO MATURATO E MERITATO.
POSSA L'ANNO CHE SORGE, CON L'AIUTO DI DIO, ESSERE PER TUTTI FORIERO ALMENO DI TALUNE FRA LE SODDISFAZIONI DESIDERATE E POSSA IL SUO VOLGERE CONFORTARSI DI UNA ATMOSFERA DI PACE IN CUI SIA A TUTTI DATO DI REALIZZARE NUOVE TAPPE SULLE VIE DEL CIVILE PROGRESSO.
TALE SONO SICURO È IL COMUNE VOTO E TALE È IL MIO PERSONALE AUGURIO CHE SI RIVOLGE FERVIDO E AFFETTUOSO IN QUEST'ORA AD OGNI ITALIANO ENTRO E FUORI DEI CONF1NI DELLA PATRIA.