martedì 23 dicembre 2014

Il Natale visto dalla Stazione Termini.

Oggi sono andato alla Stazione Termini per osservare il clima natalizio in uno dei posti più tristi della Capitale. Quello che ho visto conferma l'incertezza che viviamo in questi anni e, soprattutto, cosa chiedono gli italiani a Babbo Natale. Giudicate voi. 






Le indimenticabili esternazioni del Presidente del Consiglio Matteo Renzi (2 puntata)


lunedì 22 dicembre 2014

Gennaro Migliore (Pd) segue Napoli Juve, finale di Supercoppa, durante l'esame della legge di Stabilità alla Camera


La notizia del giorno: NESPOLO SI DIMETTE DAL MUSEO NAZIONALE DEL CINEMA


Ugo Nespolo non è più il presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Le dimissioni oggi, dopo mesi di polemiche per le difficoltà economiche della fondazione, con una mail ai consiglieri del Museo. "E' segno di un malessere che sarebbe meglio non ci fosse stato", dice l'assessore alla Cultura del Piemonte, Antonella Parigi. "Da tempo - osserva - era evidente che ci fossero differenti visioni gestionali ai vertici del Museo e che ci fosse un clima teso".

Consiglio Ue del 19 dicembre: la conferenza stampa di Angela Merkel

La conferenza stampa di fine anno del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama


Mafia Capitale. Ecco chi aveva citato Carminati nelle interrogazioni della scorsa legislatura (senza risposta)

Volevo fare un omaggio a quei parlamentari che avevano denunciato quello che stava accadendo a Roma con le infiltrazioni mafiose. Le denunce parlamentari c'erano state, ma al ministero dell'Interno e in quello della Giustizia (c'erano rispettivamente Annamaria Cancellieri e Paola Severino) nessuno se ne era accorto.

ATTO SENATO

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/03078

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 803 del 27/09/2012
Firmatari
Primo firmatario: RANUCCI RAFFAELE
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 27/09/2012
Destinatari
Ministero destinatario:
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 27/09/2012
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-03078
presentata da
RAFFAELE RANUCCI
giovedì 27 settembre 2012, seduta n.803
RANUCCI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
Eur SpA è una società pubblica controllata per il 90 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze e per il 10 per cento da Roma Capitale;
la Procura di Roma, da quanto si apprende in data 26 settembre 2012 dagli organi di stampa (si veda l'articolo pubblicato in tale data su "Il Corriere della Sera"), ha disposto una serie di perquisizioni nell'ambito di un'inchiesta su un giro di presunte false fatturazioni legate ad una commessa del 2009 per l'acquisto di quaranta bus dell'ATAC da parte del Campidoglio per un valore di 20 milioni di euro;
le perquisizioni dei militari della Guardia di finanza, appartenenti al nucleo di polizia tributaria, sono scattate nella sede di Roma Metropolitana, all'Ente Eur e alla Breda Menarini di Bologna, società che fa parte del gruppo di Finmeccanica;
da quanto è dato sapere all'interrogante, la Procura sta lavorando sull'ipotesi che vi sia stata una tangente di 500.000 euro, frutto del meccanismo delle sovrafatturazioni. Nell'inchiesta ci sarebbero quattro indagati: tra loro l'amministratore delegato dell'Ente Eur, Riccardo Mancini, e l'ex amministratore delegato di Breda Menarini, Roberto Ceraudo. Le ipotesi di reato sulle quali lavora la Procura sono la corruzione e la frode fiscale;
secondo l'accusa, riportata dai media, sarebbe stata pagata una maxi tangente: Mancini avrebbe fatto da garante per il pagamento della tangente ottenendo in cambio l'appoggio da parte di Finmeccanica per ottenere l'incarico di amministratore delegato dell'ente Eur SpA;
considerato che:
si è di fronte all'ennesimo scandalo che colpisce l'amministrazione Alemanno e gli uomini del sindaco, visto che dall'inchiesta Atac emergono terribili risvolti di corruzione e malaffare;
a Riccardo Mancini, che risulta simpatizzante di Avanguardia nazionale con alle spalle una condanna per violazione della legge sulle armi, "amico" di Massimo Carminati, ex terrorista dei Nar nonché affiliato della Banda della Magliana, il Sindaco di Roma ha affidato, a giudizio dell'interrogante con molta spregiudicatezza, la guida di Eur SpA, la società controllata dal Campidoglio e dal Ministero dell'economia e delle finanze, che gestisce un patrimonio immobiliare da centinaia di milioni di euro (si veda il citato articolo pubblicato sul "Corriere della Sera"),
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, quale azionista di maggioranza dell'ente Eur SpA, intenda rimuovere Riccardo Mancini dal suo attuale incarico come amministratore delegato dell'Ente, viste le rilevanti accuse, di corruzione e frode fiscale, che la Procura ha mosso nei suoi confronti, al fine di evitare un danno all'immagine dell'Ente e permettere alla giustizia di fare il suo corso riportando trasparenza e legalità.
(3-03078)

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/19013

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 733 del 12/12/2012
Firmatari
Primo firmatario: GARAVINI LAURA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 12/12/2012
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatarioGruppoData firma
BORDO MICHELEPARTITO DEMOCRATICO12/12/2012
BOSSA LUISAPARTITO DEMOCRATICO12/12/2012
BURTONE GIOVANNI MARIO SALVINOPARTITO DEMOCRATICO12/12/2012
GENOVESE FRANCANTONIOPARTITO DEMOCRATICO12/12/2012
MARCHI MAINOPARTITO DEMOCRATICO12/12/2012
ORLANDO ANDREAPARTITO DEMOCRATICO12/12/2012
PICCOLO SALVATOREPARTITO DEMOCRATICO12/12/2012
VELTRONI WALTERPARTITO DEMOCRATICO12/12/2012
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'INTERNO
  • MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 12/12/2012
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-19013
presentata da
LAURA GARAVINI
mercoledì 12 dicembre 2012, seduta n.733

GARAVINI, BORDO, BOSSA, BURTONE, GENOVESE, MARCHI, ORLANDO, PICCOLO e VELTRONI. -
Al Ministro dell'interno, al Ministro dell'economia e delle finanze.
- Per sapere - premesso che:

il settimanale l'Espresso ha recentemente pubblicato un articolo di Lirio Abbate che traccia un profilo della presenza mafiosa a Roma e descrive l'esistenza di una o più strutture criminali che controllano il territorio a prescindere dalle mafie tradizionali provenienti da altri territori;

secondo questa ricostruzione ci sarebbero almeno quattro personaggi in grado di comandare sul territorio: Massimo Carminati, Michele Senese ed i fratelli Carmine e Giuseppe Fasciani;

nel territorio di Roma, negli ultimi anni, si sono succeduti diversi episodi criminali: omicidi di pregiudicati, attentati incendiari a strutture commerciali, episodi di minacce e lesioni a danni di imprenditori e cittadini probabilmente vittime dell'usura; nello stesso tempo si sono moltiplicate nel territorio le presenze di personaggi legati alla camorra, alla 'ndrangheta ed a Cosa Nostra; presenze che hanno portato a numerosi investimenti in attività imprenditoriali solo parzialmente scoperti e colpiti con sequestri e confische;

secondo quanto riporta l'articolo, la capacità di controllo del territorio da parte di Massimo Carminati sarebbe aumentata negli ultimi anni grazie ai rapporti con personaggi di notevole importanza nelle amministrazioni pubbliche ed in aziende controllate dallo Stato -:

quale sia attualmente lo stato giudiziario dei quattro soggetti nominati in precedenza;

se siano in atto nei loro confronti misure di prevenzione personale o patrimoniali;

se sia in corso una puntuale verifica del loro stile di vita e se questo corrisponda a quanto riportato nelle dichiarazioni dei redditi dei soggetti e dei loro familiari. (4-19013)

I grandi errori di "Repubblica". Fabio Fazio si trasforma in "Fabio Fabio" (5 riga dell'articolo di U.R.)..


sabato 20 dicembre 2014

Matteo Renzi incontra Papa Francesco (Resoconto integrale della visita)


Barack Obama tende la mano a Cuba


Ecco come la Francia ha riconosciuto lo Stato di Palestina. Discussione generale e voto del rinoscimento della Palestina (28 novembre - 2 dicembre 2014).


Il 28 novembre si è svolta all’Assemblea Nazionale la discussione sulla proposta di risoluzione per il riconoscimento dello Stato della Palestina, presentata dal gruppo socialista (SRC). La risoluzione è stata approvata nella seduta del 2 dicembre, con 339 voti favorevoli, 151 contrari e 16 astenuti. Hanno votato a favore i deputati dei gruppi socialista (SRC), ecologista e della sinistra democratica e repubblicana (GDR), nonché parte dei deputati del gruppo radicale, repubblicano, democratico e progressista (RRDP); hanno votato contro i deputati del gruppo dell’unione per un movimento popolare (UMP) e gran parte dei deputati del gruppo dei democratici indipendenti (UDI). A nome del gruppo socialista (SRC), il deputato Bruno Le Roux ha sottolineato che la proposta di risoluzione  ha lo scopo di contribuire allo sforzo internazionale per la pace in Medio Oriente, e s’iscrive in una dinamica europea di riconoscimento dello Stato palestinese come risposta a uno status quo del processo di pace. La ratio del documento è che il riconoscimento dello Stato di Palestina è una condizione indispensabile per la pace, per altro inconcepibile senza un reciproco riconoscimento tra lo Stato d’Israele e quello della Palestina. Con la proposta di risoluzione si invita il Governo francese a impegnarsi rapidamente, nei tempi ritenuti opportuni, per il riconoscimento dello Stato della Palestina, nell’auspicio che molti altri parlamenti e governi europei – sull’esempio dei Parlamenti di Spagna, Regno Unito, Svezia e Irlanda - si impegnino su questa strada. Per il gruppo dell’unione per un movimento popolare (UMP) è intervenuto Pierre Lellouche, che ha preannunciato il voto contrario su un documento che costituisce un cambiamento radicale della linea diplomatica francese sul conflitto israelo-palestinese: la Francia è da sempre favorevole che i due Stati pervengano ad un reciproco ricoscimento, e che da tale accordo derivi il riconoscimento dello Stato della Palestina. Se la risoluzione fosse approvata, non si farebbe altro che radicalizzare la posizione di Israele. Philippe Vigier ha illustrato la posizione del gruppo dell’unione dei democratici indipendenti (UDI), per il quale la natura del dibattito avrebbe richiesto la redazione di una proposta di risoluzione bipartisan, non focalizzata sul riconoscimento di uno Stato, ma sul principio dell’esistenza di due Stati che convivano in pace. Nell’esprimere il timore che l’approvazione della risoluzione possa ravvivare le tensioni, Vigier ha preannunciato che i deputati dell’UDI voteranno secondo la propria coscienza. Per il gruppo ecologista è intervenuto François de Rugy, che ha preannunciato il voto favorevole sulla proposta di risoluzione, in quanto essa è un invito al dialogo, è fedele ai valori che la Francia da sempre difende e avrà evidentemente un’eco particolare in Europa e nel resto del mondo. A nome del gruppo radicale, repubblicano, democratico e progressista (RRDP), Roger-Gérard Schwartzenberg ha dichiarato che il suo gruppo prenderà una decisione, alla luce del dibattito in corso, nella sua prossima riunione. Ha comunque precisato che la proposta  avrebbe dovuto essere considerata irricevibile, in quanto la determinazione della politica estera è una prerogativa del Governo, mentre il testo in discussione contiene termini imperativi che contrastano con il dettato costituzionale. François Asensi ha espresso la posizione del gruppo della sinistra democratica e repubblicana (GDR), del tutto favorevole alla proposta in esame, in quanto lo Stato di Palestina non può più attendere il suo riconoscimento: il voto dell’Assemblea nazionale sarà un voto per la pace, la giustizia e la sicurezza dello Stato d’Israele e di tutto il Medio Oriente. Per il gruppo dei non iscritti è intervenuto Gilbert Collard, secondo il quale riconoscere lo Stato di Palestina equivarrebbe a riconoscere il movimento terrorista di Hamas. Alla chiusura della discussione, ha svolto il suo intervento il Ministro per gli affari esteri e dello sviluppo internazionale, Laurent Fabius, che ha esordito riconoscendo l’eccezionalità che un tale dibattito sia seguito da un voto, dal momento che il riconoscimento di uno Stato è prerogativa dell’Esecutivo. Ma la situazione è di per se’ eccezionale.

lunedì 1 dicembre 2014

"Giallorossi", il piacere di stare insieme

Oggi ho trovato alcune copie di "Giallorossi", il mensile dei tifosi della Roma degli anni '70. Io non sono mai stato un patito della Roma e dei giallorossi. Ma quando ho visto questo periodico del 1973 e le foto dei club, dei tifosi della Roma e del giovanissimo Di Bartolomei ho provato una grande commozione. Ho pensato ai tifosi di oggi e al nostro modo di stare insieme. Un modo di vivere con gli altri precario, triste, penoso e anche monotono. Detto questo, provate a guardare le immagini di queste persone e dei protagonisti del tito e del calcio di allora. Oggi quel modo di vivere non esiste più e non tornerà mai.



lunedì 24 novembre 2014

Amerigo Petrucci, il miglior sindaco da ricordare


Qualche giorno fa stavo discutendo con un collega degli errori commessi dall'attuale sindaco di Roma Ignazio Marino. Il discorso è caduto su chi fosse stato il miglior primo cittadino della Capitale negli ultimi 70 anni. In quel momento mi è venuto in mente Amerigo Petrucci. Forse sono in pochi a ricordarlo, ma Petrucci è stato un grande sindaco. E' a lui che dobbiamo una sistemazione viaria importante dell'asse est che si collega con la parte nord di Roma grazie a Corso Italia. Petrucci era una persona onesta e per nulla arrogante. La sua storia merita di essere ricordata: Petrucci è stato sindaco per due volte, ma nel 1968, dopo aver lasciato il Campidoglio, finisce in carcere sulla base di accuse del tutto fantasiose su un suo incarico commissariale precedente all'assunzione dell'incarico di sindaco. Petrucci esce indenne da tutte le accuse e ritorna a pieno titolo in Parlamento. Grazie alla sua amministrazione viene approvato un piano regolatore importante, ostacolato dalla burocrazia. Petrucci fa di tutto per evitare i contrattempi all'esecuzione del piano regolatore, ma non sempre ci riesce. Al punto che è costretto a varare una "variante generale al piano regolatore". Petrucci è il primo sindaco che sprovincializza Roma e la trasforma in una città al centro di importanti relazioni istituzionali internazionali. Anche se siamo negli anni '60, forse i romani erano più informati di quanto non lo siano oggi da questa amministrazione. All'epoca di Petrucci il Comune di Roma era dotato di un importante periodico: CAPITOLIUM, nato diversi decenni prima. Grazie a questa rivista i romani potevano essere informati su tutto quello che progettava e decideva il Comune di Roma, statistiche comprese. Dati che oggi sono occultati nel sito internet istituzionale del Comune. Ecco perchè oggi è bene ricordare Petrucci con una certa nostalgia.
 

I GRANDI ERRORI DI SKYTG24: IL DEPUTATO ANTONIO MISIANI "DIVENTA" SENATORE


venerdì 21 novembre 2014

Dopo il caso ETERNIT: cosa prevede il ddl sui delitti ambientali fermo al Senato dallo scorso aprile?




La proposta di legge si compone di 7 articoli attraverso i quali si perseguono essenzialmente due obiettivi:
  • inasprire il quadro sanzionatorio per le condotte che danneggiano l'ambiente (attualmente punite prevalentemente a titolo di contravvenzione), inserendo nuovi delitti nel codice penale e nuove ipotesi di responsabilità derivante da reato per le persone giuridiche;
  • novellare la disciplina della legittimazione ad agire per danno ambientale, consentendo l'azione oltre che allo Stato anche agli enti territoriali e prevedendo, in caso di inerzia, un potere sostitutivo per il PM.
In particolare, l'articolo 1 della proposta di legge novella il codice penale introducendovi nuovi delitti. Si tratta:
  • del delitto di associazione ecomafiosa (art. 416-bis.1 c.p.), aumentando le pene già previste per l'associazione mafiosa quando la stessa sia finalizzata ad alcune condotte specifiche, riconducibili ai delitti contro l'ambiente;
  • dell'introduzione nel codice del  Titolo VI-bis, Dei delitti contro l'ambiente, composto da 15 nuovi articoli (da 452-bis a 452-sexiesdecies);
  • del delitto di inquinamento ambientale (art. 452-bis), che prevede la reclusione da uno a cinque anni e la multa da 5.000 a 150.000 euro per chiunque illegittimamente immette nell'ambiente sostanze o energie cagionando o contribuendo a cagionare il pericolo di una compromissione o di un deterioramento: 1) delle qualità del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell'aria; 2) dell'ecosistema, della biodiversità, della flora o della fauna selvatica;
  • del delitto di danno ambientale (art. 452-ter), che si realizza quando la compromissione o il deterioramento previsti dall'articolo precedente si verificano (reclusione da due a sette anni e multa da 20.000 a 250.000 euro). La fattispecie è aggravata (reclusione da 3 a 8 anni e multa da 50.000 a un milione di euro), se dall'illegittima immissione deriva una compromissione rilevante, un pericolo per la vita o per l'incolumità delle persone o una compromissione la cui eliminazione risulta di particolare complessità dal punto di vista tecnico o economico. Una ulteriore aggravante (reclusione da tre a venti anni e multa da 10.000 a un milione di euro) è prevista se dall'illecita immissione deriva una lesione personale grave o la morte di una persona. Nel computo delle circostanze, il giudice non dovrà tener conto di eventuali attenuanti concorrenti con le suesposte aggravanti;
  • del delitto di disastro ambientale (art. 452-quater), che punisce con la reclusione da 4 a 20 anni e con la multa da 250.000 euro a 2 milioni di euro chiunque illegittimamente immette nell'ambiente sostanze o energie cagionando o contribuendo a cagionare un disastro ambientale. Stessa pena se tale immissione offende la pubblica incolumità o cagiona un'alterazione irreversibile dell'equilibrio dell'ecosistema;
  • del delitto di alterazione del patrimonio naturale, della flora o della fauna selvatica o delle bellezze naturali protette (art. 452-quinquies), che punisce (reclusione da uno a tre anni e multa da 2.000 a 20.000 euro) chiunque illegittimamente: 1) sottrae o danneggia minerali o vegetali cagionando o contribuendo a cagionare il pericolo concreto di una compromissione durevole o di un rilevante deterioramento della flora o per il patrimonio naturale; 2) sottrae animali ovvero li sottopone a condizioni o a trattamenti tali da cagionare il pericolo concreto di una compromissione durevole o di un rilevante deterioramento della fauna selvatica. Se dal pericolo si passa all'evento – ovvero se si realizza il rilevante deterioramento della flora (n. 1) o si pregiudica la sopravvivenza di una specie animale protetta (n. 2) - le pene sono aumentate fino alla metà (terzo comma). Ulteriori aggravanti sono previste se «l'uccisione di fauna selvatica avviene con l'uso di sostanze venefiche o con altro mezzo insidioso» ovvero se si alterano o distruggono bellezze naturali protette;
  • delle due ulteriori aggravanti previste dall'articolo 452-sexies, in forza del quale nei casi previsti dagli articoli 452-bis, 452-ter, 452-quater e 452-quinquies la pena è aumentata di un terzo se il pericolo o il danno: 1) ha per oggetto aree naturali protette o beni sottoposti a vincolo paesaggistico, idrogeologico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico; 2) deriva dall'immissione di radiazioni ionizzanti;
  • del delitto di traffico illecito di rifiuti (art. 452-septies), che punisce con la reclusione da uno a 6 anni e con la multa da 20.000 a 250.000 euro chiunque illegittimamente cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, tratta, detiene, spedisce, abbandona o smaltisce «quantitativi di rifiuti» (primo comma). Fa fattispecie è aggravata quando la condotta ha per oggetto rifiuti pericolosi o radioattivi nonché se dal fatto deriva il pericolo concreto di una compromissione durevole o di un rilevante deterioramento della qualità del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell'aria, della flora o della fauna selvatica o un pericolo per la vita o l'incolumità delle persone;
  • del delitto di traffico o abbandono di sorgenti radioattive e di materiale nucleare (art. 452-octies), che punisce con la reclusione da 3 a 12 anni e con la multa da 50.000 a 750.000 euro chiunque illegittimamente cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, abbandona o trasferisce sorgenti radioattive o materiale nucleare. La pena è aggravata se dal fatto deriva il pericolo di rilevante deterioramento dell'ambiente ovvero un pericolo per la vita o l'incolumità delle persone;
  • del delitto di frode in materia ambientale (art. 452-novies), che punisce con la reclusione da 2 a 4 anni e con la multa da 10.000 a 75.000 euro chiunque, al fine di commettere taluno dei delitti previsti nel nuovo titolo, ovvero di conseguirne l'impunità, falsifica in tutto o in parte, materialmente o nel contenuto, la documentazione prescritta ovvero fa uso di documentazione falsa o illecitamente ottenuta;
  • del delitto di impedimento al controllo (art. 452-decies), che punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni il titolare o il gestore di un impianto che, negando l'accesso, predisponendo ostacoli o mutando artificiosamente lo stati dei luoghi, impedisce o intralcia l'attività di controllo degli insediamenti o di parte di essi ai soggetti legittimati. La disposizione pare idonea ad essere applicata a fronte di qualsiasi ostacolo ai pubblici controlli (e dunque non esclusivamente nella tutela dell'ambiente).
  • del delitto di danneggiamento delle risorse economiche ambientali (art. 498-bis), che punisce con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da 20.000 a 250.000 euro chi danneggia le risorse ambientali così da pregiudicarne l'utilizzo da parte della collettività, degli enti pubblici o di imprese di rilevante interesse.
Tutti i delitti introdotti sono aggravati se i fatti sono commessi da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio (art. 452-undecies); sono perseguibili a titolo di colpa i fatti di cui agli articoli 452-bis, 452-quinquies, 452-septies e 452-octies (art. 452-duodecies), con pene diminuite di un terzo ed è disciplinata l'applicazione di pene accessorie (art. 452-terdecies); è equiparata – ai fini dei delitti contro l'ambiente disciplinati dal codice penale – l'autorizzazione in materia ambientale acquisita illecitamente alla mancata autorizzazione (art. 452-quinquiesdecies).
La proposta disciplina inoltre una forma di ravvedimento operoso (art. 452-sexiesdecies), prevedendo una diminuzione di pena nei confronti di chi si adopera per evitare che l'attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, anche aiutando concretamente l'autorità di polizia o l'autorità giudiziaria nella ricostruzione dei fatti, nell'individuazione dei colpevoli e nel consentire la sottrazione di risorse rilevanti per la commissione di delitti ovvero di chi - prima del dibattimento - provvede alla messa in sicurezza e alla bonifica. Quest'ultima è oggetto dell'art. 452-quaterdecies, in base al quale, in caso di condanna per uno dei delitti contro l'ambiente previsti dal codice, il giudice deve ordinare la bonifica, il recupero e, ove tecnicamente possibile, il ripristino dello stato dei luoghi, ponendone l'esecuzione a carico del condannato ovvero dell'ente del quale il condannato abbia la rappresentanza o del quale sia amministratore.  L'adempimento degli obblighi di bonifica e ripristino è condizione necessaria per accedere all'eventuale concessione della sospensione condizionale della pena.
L' articolo 2 della proposta novella il decreto legislativo n. 231 del 2001 in tema di responsabilità delle persone giuridiche per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, al fine di introdurvi il nuovo articolo 25-undecies.1 dedicato ai delitti ambientali disciplinati dal codice penale e il nuovo articolo 26-bis, volto ad attenuare la responsabilità per l'ente che collabori con le autorità.
L'articolo 3 novella l'art. 12-sexies del DL n. 306 del 1992 per prevedere anche in caso di commissione di uno dei delitti contro l'ambiente introdotti nel codice penale la c.d. confisca di valori ingiustificati.
L' articolo 4 del progetto di legge contiene una delega al Governo per l'adozione, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di un decreto legislativo volto a individuare le fattispecie penali attualmente vigenti abrogate, anche parzialmente, dalle disposizioni di riforma, con particolare riferimento al Codice dell'ambiente (d.lgs. n. 152 del 2006) e alle disposizioni sull'inquinamento provocato dalle navi (d.lgs. n. 202 del 2007); coordinare con la riforma le disposizioni sulla responsabilità amministrativa degli enti (d.lgs. n. 231 del 2001); coordinare con la riforma la normativa oggi vigente apportandovi le modifiche strettamente necessarie «al solo fine di evitare duplicazioni, lacune e attenuazioni del regime sanzionatorio» (comma 4); aggiornare la normativa alla luce dei provvedimenti approvati in sede di Unione europea nelle more dell'emanazione del decreto legislativo.
L' articolo 5 della proposta di legge disciplina la legittimazione all'azione di risarcimento del danno ambientale con particolare riguardo agli enti territoriali e al ruolo delle associazioni di protezione ambientale di cui all'art. 13 della L. 349/1986, introducendo nel Codice dell'ambiente l'articolo 310-bis. La nuova disposizione:
  • riproduce il testo, ancora vigente, del comma 5 dell'art. 18 della L. 349/1986, che viene conseguentemente abrogato;
  • reintroduce nell'ordinamento nazionale le disposizioni dettate dai commi 3 e 4 dell'art. 18 della L. 349/1986, che sono stati abrogati dall'articolo 318 del Codice dell'ambiente;
  • prevede che l'azione di risarcimento del danno ambientale, in caso di inerzia dei soggetti legittimati (ovvero Stato ed enti territoriali), sia promossa dal pubblico ministero.
L'articolo 6 novella il codice di procedura penale, e le relative norme di attuazione, coordinandone la disciplina con le modifiche introdotte in materia di reati ambientali mentre l'articolo 7 dispone sull'entrata in vigore della riforma, prevista il giorno successivo alla pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale.