sabato 11 gennaio 2014

Elezioni annullate. Ecco quando è successo



IL TEMPO, 
11 gennaio 2014
Di Lanfranco Palazzolo
  
Benvenuti in Piemonte, provincia de Il Cairo. L’annullamento da parte del Tribunale amministrativo del Piemonte delle elezioni regionali del 2010 non ha sorpreso nessuno. Per la semplice ragione che in passato si è arrivati ad epiloghi del genere ricorrendo alla magistratura. E non solo in Italia. Per trovare un precedente internazionale non è necessario andare troppo lontano. Il 6 marzo scorso il Tribunale amministrativo de Il Cairo aveva annullato le elezioni politiche prima del loro svolgimento previsto per il successivo 22 aprile con questa motivazione: la Corte costituzionale deve valutare la compatibilità della nuova legge elettorale prima che gli elettori si rechino alle urne. Da noi succede esattamente il contrario. Questo annullamento “piemontese” è l’esordio degli annullamenti delle consultazioni elettorali al Nord. Prima di questa circostanza erano rimasti coinvolti nella black-list degli annullamenti la Regione Molise, il Comune di Messina e la Regione Abruzzo.
Il primo precedente in questo genere di pronunciamenti è stato quello del Tar del Molise che il 1° marzo 2001 annuncia la cassazione delle elezioni dell’anno prima, vinte dal centrosinistra per poche decine di voti, a causa delle numerose irregolarità presentare da Rifondazione comunista e dai Verdi sulle liste. La decisione manda in tilt tutto l’apparato amministrativo della Regione perché nessuno è in grado di dire chi avrebbe dovuto sostituire la giunta di centrosinistra guidata da Giovanni Di Stasi. Il Presidente della Regione chiama Palazzo Chigi e riceve l’assicurazione che la Giunta può restare in carica per il disbrigo degli affari correnti. Il 18 giugno 2001 il Consiglio di Stato conferma l’annullamento delle elezioni. L’anno dopo, il 9 gennaio del 2002, entra in scena il Tar dell’Abruzzo che annulla le elezioni regionali del 2000 perché si scopre che l’assessore alla Sanità Rocco Salini è stato eletto con una condanna passata in giudicato. Salini viene eletto con 12mila preferenze, mentre il centrodestra vince la partita delle regionali per appena 3000 voti. Ma il Consiglio di Stato annulla il precedente pronunciamento il 19 febbraio 2002. Il Consiglio regionale di Pescara viene reintegrato fino al giudizio di merito che dà ragione alla Giunta in carica. Il centrodestra abruzzese si salva in calcio d'angolo. Ma non è finita qui. Il 3 ottobre 2007 ci pensa il Consiglio di giustizia amministrativa siciliano ad annullare il voto per il Comune di Messina. Stavolta la sventura tocca alla giunta di sinistra guidata da Francantonio Genovese. A far cadere la giunta comunale è il Nuovo Psi di Gianni De Michelis. E’ Bobo Craxi a presentare il ricorso per far riammettere la sua lista alla competizione elettorale dopo l’esclusione delle elezioni comunali del 2005, quando il Tar della Regione Sicilia aveva respinto il suo ricorso. La sequenza degli annullamenti torna a colpire nuovamente il Molise nel 2012. Stavolta è prima il Tar del Molise, il 17 maggio 2012, e poi il Consiglio di Stato, il 29 ottobre dello stesso anno, ad annullare il voto delle elezioni regionali del 2011, vinte dal candidato del centrodestra Michele Iorio. Ma il caso più incredibile è accaduto a Catanzaro tra il 2012 e il 2013. In questa circostanza, il 22 novembre 2012, il Tar della Calabria annulla il risultato di 8 sezioni per le elezioni amministrative svoltesi nel giugno 2012. Il pronunciamento rimette in discussione la giunta di centrodestra guidata da Sergio Abramo. Anche in questo caso lo scarto tra il vincitore e lo sconfitto, il candidato del centrosinistra Salvatore Scalzo, è di appena 130 voti. Si torna a votare il 21 gennaio 2013. Alle elezioni comunali vengono chiamati a presiedere queste 8 sezioni altrettanti magistrati. Al termine delle operazioni di scrutinio di queste otto sezioni, computando i voti validi delle elezioni del precedente giugno, Sergio Abramo risulta il vincitore al primo turno ottenendo in totale 28.833 voti pari al 50.6% contro i 24.219 pari al 42,5% dello sfidante di centrosinistra. Adesso, con l’annullamento delle elezioni al Nord, in Piemonte, l’Italia è unita davvero. 

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