venerdì 10 gennaio 2014

Matteo Renzi contro la legalizzazione delle droghe leggere

Il TEMPO
10 gennaio 2014
di Lanfranco Palazzolo

Matteo Renzi e la tolleranza zero contro gli spacciatori. Il segretario del Partito democratico è sempre stato avverso alla possibilità di attuare politiche a favore della legalizzazione della cannabis e delle droghe leggere. In queste ore, il sindaco di Firenze ha cercato di prendere tempo di fronte alle proposte fatte da alcuni esponenti politici del suo partito come il senatore Luigi Manconi e la filorenziana Pina Picierno.

Matteo Renzi si è salvato in calcio d'angolo mettendola così: «Iniziamo a rimettere la distinzione tra droghe leggere e pesanti» cambiando la Fini-Giovanardi. Ma «è schizofrenico passare, come ha fatto la Lega, dal proibizionismo totale alla legalizzazione». La tesi di Renzi sulla schizofrenia della Lega può essere applicata anche nei confronti del suo partito. Sono almeno 20 anni che Luigi Manconi, da esponente del centrosinistra e del Pd, presenta proposte di legge su questo tema. Ma l'iniziativa del sociologo sulla legalizzazione delle droghe leggere si ferma ai pareri delle commissioni parlamentari competenti.

Ma come la pensa davvero Renzi sulla legalizzazione delle droghe leggere? Si può dire, senza timore di essere smentiti, che l'approccio renziano è proibizionista. Il segretario del Partito Democratico ha sempre sostenuto tutte le iniziative legislative a favore dell'introduzione del reato di omicidio stradale che non prevede certo il principio della liberalizzazione delle droghe leggere.

Ma c'è anche un articolo di Renzi, pubblicato sul quotidiano «La Nazione» il 19 maggio 2007 che mette i puntini sulle «I» in merito alla questione. L'intervento del sindaco di Firenze prende spunto dalla morte di un quindicenne residente nella provincia di Milano a causa di uno spinello. Questo caso di cronaca induce Renzi, allora Presidente della Provincia a dire la sua su come si affronta la lotta contro le tossicodipendenze. Nell'articolo citato, Renzi si dichiara contrario ai test antidroga perché «non è con un test, a mio avviso - afferma - si possono convincere i ragazzi a non fare uso di droghe». E aggiunge che la migliore ricetta contro lo spaccio delle sostanze stupefacenti non è la legalizzazione, ma «la tolleranza zero», che «va usata sugli spacciatori intorno alle scuole e nei luoghi di ritrovo dei giovani».

Secondo il segretario del Pd la strada da tentare è quella di «uno sforzo di tipo educativo e preventivo, a cominciare da casa e dalle famiglie che, sono sicuro, potrebbe avere successo sui giovani, i quali, a quell'età, sono tentati dalla legge del branco, dal mito di una pericolosa trasgressione, dal confronto spesso aspro con l'autorità, parentale o meno». Nell'articolo sulla «Nazione» Renzi mette sul banco degli imputati le famiglie e la scuola: «Il problema, infatti, sta sempre nella più frequente difficoltà dei genitori, in primo luogo, e degli insegnanti, a instaurare un vero rapporto con i ragazzi». Renzi ricorda che questo è dovuto alla «precarietà del lavoro», suggerendo come risorsa, «per guarire alcuni degli aspetti più inquietanti del disagio giovanile», la nascita di «associazioni, istituzioni, spazi e luoghi». La ricetta andrebbe bene per tanti partiti, ma non certo per il Pd visto che esponenti della segreteria dello stesso Renzi hanno dichiarato di essere favorevoli alla legalizzazione delle droghe leggere.

Ma perché Renzi non ha stoppato queste iniziative? Non lo ha fatto per la semplice ragione che contraddire queste idee per ricordare quello che pensa il segretario del Pd significa sconfessare una linea politica che il centrosinistra ha sempre perseguito a parole. In fondo, ai tempi in cui era Presidente della Provincia, le lezioni sulla «tolleranza zero» potevano essere approvate, con la differenza che poi Renzi non doveva confrontarsi con l'ex radicale Roberto Giachetti, con Pina Picierno e con Luigi Manconi. Il peso del potere è anche questo. E forse Renzi sta dimostrando di non essere in grado di reggerlo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Le mafie hanno gia' scelto su chi puntare e ringraziano...