martedì 14 gennaio 2014

Sua santità, è arrivato il Presidente libertino



IL TEMPO
14 gennaio 2014
di Lanfranco Palazzolo

Sua Santità, è arrivato il Presidente birichino che non denuncia le violenze sessuali. Se permettete parliamo delle donne di Francois Hollande. Il Presidente della Repubblica francese passa da un disastro all'altro. Dato in costante caduta libera nei sondaggi, prima della bufera sulla sua vita privata, il Capo dell'Eliseo ha pensato di risollevare la sua situazione incontrando Papa Francesco in Vaticano il prossimo 24 gennaio. Hollande è stato nel nostro paese ben 4 volte dal maggio 2012, data della sua elezione, ma mai aveva messo piede a Città del Vaticano. L'incontro che Hollande ha organizzato per beneficiare dell'onda mediatica a favore del Papa della tenerezza si trasformerà in una visita che darà molto da scrivere alla stampa cattolica ultramontana, ma anche quella italiana. Hollande non ci sa proprio fare con le donne. In questo campo passa da un guaio all'altro. Eppure ha fatto tutto quello che prevede il conformismo di sinistra per ottenere il consenso del gentil sesso: ha riempito il governo Ayrault di donne, ben 17; si è messo con una giornalista di sinistra e ha annunciato che vuole riempire il Pantheon francese di donne e ha permesso il matrimonio lesbo. Di fronte ad un Presidente del genere nessuno ha il coraggio di esclamare “Se non ora quando?”. Ma tutto ciò non è bastato. La consigliera regionale socialista Anne Mansouret non ha un bel ricordo dell'impegno politico di Hollande in tema di pari opportunità. Sua figlia Tristane Banon ha subito un tentativo di violenza dall'ex leader socialista  Dominique Strauss Kahn. Mamma Anne è andata a denunciare il fattaccio a rue Solferino, sede del Ps: “Ho comunque avvertito il Partito socialista di quello che era accaduto...Come sempre accade quando denunci una molestia, molti hanno pensato che dovessi vendicarmi per qualcosa. Il segretario di allora, Francois Hollande, ha fatto finta di niente. C'è un'omertà maschile molto potente tra i socialisti” (“la Repubblica”, 17 maggio 2011). Questo significa che Hollande evita sistematicamente i problemi con la giustizia? Neanche per sogno. Nel dicembre 2012 il Presidente della Repubblica francese scrive una lettera ai giudici del tribunale di Parigi impegnati nella causa di diffamazione internata dalla sua compagna Valerie Trierweiler contro gli autori della sua biografia non autorizzata: “La Frondeuse”. Si tratta di una testimonianza scritta a sostegno di Valerie. Poche ore dopo i giudici si vedono recapitare anche la lettera di “testimonianza” del ministro dell'Interno Valls. Ma le opposizioni insorgono. E parlano di pressioni sui giudici. Se lo avesse fatto Berlusconi con la complicità di Roberto Maroni in Italia ci sarebbe stato un colpo di Stato comunista. E pensare che qualche mese prima, per evitare altri problemi con la compagna, Hollande aveva fatto oscurare la pagina della premier dame dal sito dell'Eliseo senza dire nulla alla diretta interessata. Hollande non si è comportato diversamente nei confronti dell'ex ministro dell'Ambiente Delphine Batho, licenziata dall'Eliseo senza troppi complimenti via twitter il 2 luglio 2012 solo perché aveva osato criticare la Finanziaria europeista varata dal Governo Ayrault. E cosa fa Hollande per salvare la faccia e le quote rosa? Al ministero ci mette un uomo, il socialista Philippe Martin. Ma la figuraccia che i francesi non gli perdoneranno mai è quella di aver fatto scegliere, lo scorso luglio, una ragazza di Femen come il volto per rappresentare la Marianna francese. Si tratta dell'attivista ucraina Inna Schevchenko. E pensare che poche settimane prima, il 21 giugno 2013, un gruppo di ragazze di “Femen” aveva tentato di aggredire Hollande. Forse l'immagine scelta per la Marianne era un riconoscimento indiretto per quella protesta che, con molta probabilità, è destinata ad estendersi. Già, se non ora quando?!

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