giovedì 13 febbraio 2014

Ecco come i politici si fanno le canne

IL TEMPO, 13 febbraio 2014
di Lanfranco Palazzolo

Tutta la politica canna per canna. Il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legge Fini-Giovanardi ha dato alla testa a qualche politico che ha deciso di fare outing proprio nel giorno in cui cade l'uniformazione della legislazione italiana tra droghe leggere e droghe pesanti. Il primo a farsi avanti è stato l'onnipresente sindaco di Roma Ignazio Marino: "Le canne? Fanno bene, tolgono i dolori". Durante la trasmissione "Un giorno da pecora", il sindaco di Roma ha confidato un suo particolare rapporto con la cannabis. "Senatore, lei si è mai fatto una canna?" La risposta è stata secca quanto chiara "Sì". A cui ha anche aggiunto una sua personale convinzione: "E sono anche per la liberalizzazione delle droghe leggere". Ma quando si tratta di dichiarare quando si è fatto l'ultima canna, Marino si trincera dietro il solito "molto tempo fa".
Ignazio Marino è in buona compagnia. Anche la leader della Cgil Susanna Camusso, in passato, si è fatta una canna. Anche lei, come Marino, è andata a "Un giorno da pecora" (2 aprile 2012) per fare outing: "Sì, al liceo mi sono fatta qualche canna, ma poi ho smesso subito perché la cosa non mi divertiva poi tanto. E poi ho cominciato a lavorare presto". Ma poi, da buona "democratica", avverte i giovani e dice: "Non fatelo".
Ma l'esercito della canna è molto nutrito. Tra gli amanti del cannone, ma non tra i praticanti, c'è l'ex ministro della Salute Umberto Veronesi che, nel 2006, al settimanale "Panorama" confida: "Mah, io la canna non la vedo come un grandissimo guaio. Non voglio essere frainteso, ma dal punto di vista medico non è un grande disastro. Certo è meglio non farsela". I primi ad uscire allo scoperto, confessando di essersi fatti una canna, sono i politici di sinistra negli anni '80. I primi a dichiararsi sono stati il futuro ministro dell'Ambiente Edo Ronchi, Chicco Testa, il futuro ministro delle Politiche comunitarie Gianni Mattioli. L'outing non ha fatto certo bene a Chicco Testa, quando lui si dichiarò, un giornale bergamasco titolò immediatamente: "Un deputato bergamasco confessa: sono drogato". Quel giorno Testa ricevette la solidarietà e le telefonate dei parenti più stretti: "Chicco, se hai dei problemi noi siamo qui per aiutarti!". Si sono fatti una canna da giovani anche l'ex ministro della sanità Francesco De Lorenzo e il filosofo politico Lucio Colletti, ma da giovani e tutti e due negli Stati Uniti intorno al '68.
L'ex Presidente della Camera Gianfranco Fini ha scelto invece la Giamaica per farsi un bel cannone prima di mettere la firma sulla legge che porta il suo nome. Lo confessa a Fabio Fazio: "Sono rimasto rimbecillito per due giorni", confessa nel gennaio 2006. A sedici anni una canna è passata per le mani anche a Pier Ferdinando Casini a Bologna, ma "senza aspirare", aveva confessato il politico alle Iene di Italia 1. Il suo ex collega di partito Cosimo Mele invece ci ha dato giù con la cocaina, ma di battaglie antiproibizioniste non ne ha fatte. Mentre le ha fatte l'ex forzista Gianfranco Miccichè che non ha mai fatto mistero di avere simpatie antiproibizioniste.
Francesco Rutelli, che è stato segretario e deputato radicale, nega di aver fumato in vita sua. Ma il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, anche lui in passato radicale, ammette su "Libero: "Non è che compro il fumo e mi faccio le canne da solo in casa. Me le faccio nelle occasioni speciali".

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