venerdì 23 maggio 2014

Il cielo sopra Piazza del Popolo (15 maggio, ore 17.30)






Finalmente l'oggetto che aspettavamo tutti: la panchina della Cassa depositi e prestiti....



Hague e la crisi ucraina

Il 28 aprile il Ministro degli esteri William Hague ha reso una dichiarazione alla Camera dei Comuni sulla crisi ucraina. Il ministro ha esordito, condividendo la dichiarazione del Comandante supremo delle forze NATO in Europa, secondo cui gli avvenimenti in corso di svolgimento nell’est del paese costituiscono un’operazione militare ben pianificata e organizzata condotta sotto direzione della Russia.
Hague ha quindi riferito dell’incontro tra i ministri degli esteri UE svoltosi a Lussemburgo il 14 aprile: le ulteriori sanzioni decise dall’UE sono state temporaneamente congelate in attesa degli esiti del Summit svoltosi a Ginevra il 17 aprile tra UE, USA, Ucraina e Russia. L’accordo raggiunto impegna entrambe le parti ad astenersi da azioni violente o provocatorie nel sud e nell’est dell’Ucraina. Il ministro ha quindi osservato che, mentre l’Ucraina sta dando corso in buona fede all’accordo impegnandosi a favorire una svolta democratica e pacifista, la Russia non ha finora attuato nessuna parte dell’accordo. Hague si è lamentato con Lavrov della desistenza dimostrata nella gestione dei separatisti filo-russi, oltre che dell’annuncio fatto dalla Russia di ulteriori manovre militari ai confini con l’Ucraina. Ha chiesto, inoltre, una collaborazione della Russia con gli osservatori dell’OSCE, minacciando in caso contrario ulteriori sanzioni sia da parte UE sia di altre parti. Il ministro ha sottolineato con forza che l’interesse nazionale britannico richiede un’Ucraina in grado di prendere le proprie decisioni e un sistema internazionale basato sul rispetto delle regole.
Hague ha quindi reso noto che anche i Capi di Stato del G7 sono pronti a imporre ulteriori sanzioni. Nel frattempo è stato sospeso l’accesso della Russia all’Agenzia internazionale per l’energia, nonché all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo. Da parte sua, il Consiglio d’Europa ha adottato una risoluzione che sospende il diritto di voto dei membri russi.
C’è generale accordo sul piano internazionale che sanzioni addizionali nei confronti della Russia debbano essere adottate tenendo conto dell’azione svolta dalla Russia stessa, e che la loro entità debba essere commisurata alle eventuali, ulteriori iniziative di destabilizzazione intraprese da parte russa. Ciò significa che si deve perseguire con convinzione la linea diplomatica e negoziale, e che non si può quindi prevedere allo stato quando e se tali sanzioni saranno applicate: qualora lo fossero, da parte dell’UE saranno sanzioni di natura energetica, militare ed economica, tali da colpire significativamente l’economia russa, che già mostra segni di crisi.
Hague ha inoltre informato che il Regno Unito, oltre ad aiutare economicamente l’Ucraina, sta preparando l’invio di esperti che sostengano il Governo ucraino anche in vista delle elezioni presidenziali del 25 maggio; ha annunciato inoltre incontri a breve con i governi estone, georgiano e moldavo, che temono recrudescenze separatiste filo-russe nei loro territori.
Le dichiarazioni del Ministro degli esteri sono state pienamente appoggiate dall’opposizione labourista, con l’intervento di Douglas Alexander, ministro degli esteri ombra.

Dove sta andando la politica estera francese?

Il 15 aprile il Ministro degli esteri, Laurent Fabius, è intervenuto in audizione presso la Commissione esteri dell’Assemblea nazionale sull’attualità internazionale.
Riguardo all’Ucraina Fabius ha dichiarato che la Russia, benché lo neghi, sta orchestrando insieme alle frange russofone gli eventi separatisti in corso. La Francia è intenzionata a reagire, ma soprattutto a mantenere il filo del dialogo per trovare una soluzione politica. La reazione dell’Unione europea, in accordo con gli Stati Uniti, si è già tradotta nell’imposizione alla Russia di sanzioni di primo e secondo livello. L’Unione europea sta già lavorando a sanzioni di 3° livello, che potrebbero riguardare i settori energetico, militare ed economico. Poichè, tuttavia, tali sanzioni dovrebbero essere adottate all’unanimità, la dialettica tra gli Stati dell’Unione europea è assai complessa, perché le sanzioni alla Russia comporterebbero – in considerazione di probabili ritorsioni da parte russa - considerevoli difficoltà, soprattutto economiche, per molti Stati dell’UE.
La Francia, dunque, sostiene la necessità di un costante dialogo con tutte le parti coinvolte, e in stretto raccordo soprattutto con la Germania, il Regno Unito e gli Stati Uniti, è in costante contatto con la Russia, compreso il Presidente Putin: è importante, infatti, che la Russia accetti come pienamente legittime le elezioni presidenziali che che dovrebbero svolgersi in Ucraina il prossimo 25 maggio.
Fabius ha quindi annunciato che, insieme a Frank-Walter Steinmeier, suo omologo tedesco, sarà a fine aprile in Moldavia e Georgia per interrogarsi sul futuro delle repubbliche contese della Transnistria, dell’Ossezia del sud e dell’Abcasia: se c’è forte intesa tra Germania e Francia, c’è una buona speranza di poter arrivare ad una posizione condivisa con gli altri Stati dell’UE. La speranza francese è quella di arrivare alla firma di un accordo di associazione con la Moldavia.
Quanto alla Repubblica centrafricana: Fabius ha ricordato che, su impulso e sollecitazione della Francia, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha adottato il 10 aprile, all'unanimità, una nuova risoluzione che autorizza il mandato di una missione di caschi blu. La nuova missione, denominata MINUSCA, assumerà le responsabilità di MISCA, l’attuale missione internazionale di supporto guidata da paesi africani, la quale continuerà ad attuare il suo mandato fino al 15 settembre, a fianco delle forze francesi dell’operazione “Sangaris” e della missione EUROFOR inviata dall’UE. Fabius ha espresso, tra l’altro, la sua speranza che il ritiro dell'esercito ciadiano dal contingente africano impegnato a Bangui non sia definitivo, visto che la vicinanaza del Ciad con la RCA contribuisce a garantire la sicurezza.
Il ministro ha espresso forte preoccupazione sulla situazione in Libia, informando che la Francia, insieme all’Italia, agli USA ed agli altri partner mediterranei ed europei, sta lavorando per la stabilizzazione democratica del paese.
Sulla Siria Fabius si è detto favorevole alla ricerca di una soluzione politica piuttosto che ad un intervento militare, e ha sottolineato che la Francia si sta battendo per la corretta applicazione della risoluzione del Consiglio di sicurezza sulla libera circolazione degli aiuti umanitari.
Per quanto riguarda l’Iran, la Francia è favorevole all’attuale linea negoziale, che dovrebbe portare ad un accordo che consenta lo sviluppo dell’energia nucleare civile, ma non dell’arma atomica. Tuttavia, poiché non si possono avere garanzie sul rispetto degli accordi da parte iraniana, la Francia sostiene la necessità di aggiungere all’accordo una clausola che consenta, nel caso, un tempo sufficiente per reagire. La Francia chiede inoltre ulteriori controlli da parte degli ispettori dell’AIEA, per verificare che alcuni elementi non siano sfuggiti alle verifiche precedenti.

mercoledì 21 maggio 2014

Matteo Renzi sta per esplodere. Ecco come si è "allargato" il premier "democratico"





In Questo post ho voluto pubblicare tre foto che ritraggono Matteo Renzi negli ultimi 18 mesi. Nella foto sopra potete ammirare il futuro premier, all'epoca ancora sindaco di Firenze, all'inizio della prima campagna elettorale per le primarie del Pd (Autunno 2012). 
Come potete vedere, nella foto sopra scattata all'indomani della conquista della segreteria del Pd (dicembre 2013), la situazione è già sostanzialmente cambiata. Il futuro premier ha appena celebrato la vittoria alle primarie. Eccolo qui leggermente paffuto, ma pur sempre un bel ragazzetto, felice per il traguardo appena raggiunto. Ma il peggio deve ancora arrivare.
 Ecco il premier, ormai stabilizzato a Palazzo Chigi, che ha assunto le sembianze di un generone romano. L'aria della capitale,  le pastasciuttate serali e il merendone delle 17.00 hanno ridotto così il Premier. E dopo le prossime elezioni europee cosa dobbiamo aspettarci da Renzi......?

Un nuovo tipo di mandato di arresto (Il TEMPO, 21 maggio 2014).


giovedì 15 maggio 2014

Taxi Giallo (1978)


MEGLIO STARE INSIEME MEGLIO STARE UNITI

LA TUA VOCE TREMA L'INTENZIONE E' BUONA

GIORNO DOPO GIORNO TUTTI I GIORNI UGUALI

ESCO POI RITORNO TUTTI E DUE FEDELI

E CORRE MI MANCHI SAI

MI MANCA IL VENTO FRESCO

DI UNA NOTTE IN PIENO AGOSTO

MANCA UN GESTO DI FOLLIA

UN'IMMAGINE... IMPREVEDIBILE

ANCHE RUVIDA MA DI POESIA

AVENDO UN TAXI GIALLO

FINGI DI ANDAR VIA

BUTTAMI LE BRACCIA AL COLLO

MA NON DIVENTARE MIA

DANZA PER LA STANZA

SCORDAMI RICORDAMI CHE IO

NON POSSO STARE SENZA TE

ANCHE SE PURTROPPO

COME GIA' ACCADUTO L'HO DIMENDICATO

MEGLIO STARE INSIEME

MEGLIO STARE UNITI

ANCHE IO CI CREDO

TROVEREMO IL MODO




ANCHE SE DA TEMPO NON TI HO PIU' CERCATO

CAMBIATI VESTITO FATTI ANCOR PIU' BELLA

QUESTA SERA USCIAMO

FORSE NON TORNIAMO ... PRESTO

PRESTO CHE CI ASPETTA

UN TAXI CHE HA FRETTA

C'E' QUALCUNO CHE CI ASPETTA

IL NOSTRO TAXI GIALLO

FRETTA PRESTO

Vado verso la vita ovvero Gabriele D'annunzio come non lo avete mai visto in Parlamento..

 

mercoledì 14 maggio 2014

Il "colpo di Stato" visto dall'ANSA e dal Corriere. Senza offesa per il GILA

 Ieri sera ero molto curioso di vedere come i principali siti di informazione avevano trattato le rivelazioni di Gheitner sul colpo di stato in Italia nel 2011. Sono andato sul sito del "Corriere"  (vedi sopra) e ho trovato questo titolo molto corretto. Poi sono andato sul sito dell'Ansa e ho visto che erano molto preoccupati per la mancata convocazione di Gilardino per i mondiali (vedi sotto).
Ho fatto lo stesso lavoro il giorno successivo. Dopo aver letto le dichiarazioni di Napolitano ero giunto alla conclusione che l'Ansa avrebbe concesso il titolo di testa all'evento. E così è stato. E lo ha fatto anche il "Corriere". Con la differenza che il sito del quotidiano di via Solferino è stato globalmente più obiettivo (Vedi le due foto sotto). Senza offesa per il Gila......


 

Il Compagno G visto dal sottoscritto

IL TEMPO, 14 maggio 2014
di Lanfranco Palazzolo

Il primo «rottamatore» finito in carcere. Per chi vota Primo Greganti? L’interrogativo è rimbalzato su qualche quotidiano italiano. Ma sono stati in pochi a dare una risposta convincente. Molti giornali, per non sbagliare, si sono limitati a scrivere che si tratta del «Compagno G», legando l’appartenenza politica di Greganti al vecchio Pci. Ma non è così.
Domenica scorsa, con un certo pudore, il quotidiano economico Il Sole 24 Ore ha pubblicato (pagina 6, in basso a sinistra) un trafiletto microscopico che riguarda il «Voto del compagno G».
Ecco cosa scrive il quotidiano di Confindustria: «Il 29 gennaio di quest’anno, il direttore generale di Expo 2015, Angelo Paris, gli domanda: "Il voto... Il voto a Renzi?" E Greganti gli risponde: "Dunque voto Renzi"».
Ma che rapporti aveva e ha Greganti con il Partito Democratico? Per capire come Greganti si è approcciato al Pd basterebbe leggere i numerosi attacchi di Greganti, in perfetto stile da rottamatore, contro i dirigenti dei Democratici di Sinistra ripresi puntualmente dal quotidiano l'Unità durante la fase costituente del Pd. Il 2 marzo 2007 (pagina 6, taglio basso) è il giornale dei Ds a riprendere uno sfogo di Greganti su Panorama , in edicola quel giorno, contro i dirigenti del partito: «Andatevene tutti a casa! I compagni non ne possono più di giochini e giochetti di cinquantenni che sembrano ragazzini di 15 anni intenti a trastullarsi. Basta!». E poi aggiunge: «Se non lo capiscono da soli che non si può ostacolare un rinnovamento ormai necessario, glielo faranno capire gli elettori - spiega ancora Greganti - I partiti, di centrosinistra e di centrodestra, non riescono a intercettare le esigenze del Paese». Quanto, in particolare, ai Ds, Greganti aggiunge che «c’è bisogno di un esteso e rapido ricambio generazionale; chi lo ostacola deve essere messo da parte».
Ma il rapporto tra quel particolare militante piemontese di sinistra e il suo partito di proivenienza sembra un legame che non si interrompe.
Qualche giorno dopo Greganti si fa risentire sulla pagina delle lettere de l’Unità per dare il suo «via libera» alla nascita del Pd. Lo fa il 24 marzo 2007 con una missiva pubblicata in grande evidenza (pagina 28, taglio alto) nella ribrica «Cara Unità». In questa lettera, Greganti spiega: «L’attuale fase di dibattito sul Partito Democratico deve saper cogliere il contributo di tutti. E non parlo solo di coloro che dentro i Ds e dentro la Margherita sono stati finora protagonisti politici di primo piano, consentendoci di tornare a crescere e di sconfiggere l’antipolitica e la prepolitica berlusconiana. La nuova domanda di politica che sale dal paese è articolata e coinvolge tutte le categorie, il mondo della cultura, quello del lavoro, i movimenti... Quindi vi è tutto lo spazio per un dibattito ricco e in grado di cogliere i più ampi contributi che vengono dalla cultura socialista, dal mondo cattolico e anche da coloro che non si riconoscono né negli uni né negli altri».
Greganti invita i Ds ad essere meno timidi sul Pd: «In sostanza - aggiunge - i problemi sul tappeto del Pd sono molti e molto concreti: problemi etnici, culturali, economici, ambientali ed energetici hanno raggiunto d imensioni che se non governati attentamente ci porteranno prima di quanto si creda a conflitti e drammi inimmaginabili, di cui già avvertiamo i primi segnali. E noi - conclude Greganti riferendosi ai Ds - che cosa facciamo? Un dibattito autolesionista».
Alla fine arriva il fendente contro la stampa vicina al centrodestra: «L’antidoto che fa la differenza a mio avviso sarà ancora una volta la capacità di interpretare e dare risposte ai problemi del Paese e l’etica morale e serietà che ci distingue dal pattume nel quale sguazzano e vorrebbero portarci i giornali della famiglia Berlusconi».
Ironia della sorte, sopra la lettera di Greganti appare la pubblicità di un libro di Chiara Valentini su Enrico Berlinguer dal titolo «L’eredità difficile».
Alla fine di aprile 2007 Greganti torna a rivendicare, di diritto, la sua appartenenza al Pd. Lo fa nel corso della trasmissione «Markette» di Piero Chiambretti. Il 25 aprile è ancora l’Unità a riprendere il suo intervento con un certo rilievo (pagina 7, taglio alto): «Ho sempre fatto attività per il partito e mi auguro di poterlo fare ancora per il Pd. La verità è che sono stato condannato ingiustamente. Ma non per questo attacco i giudici che mi hanno condannato, sono per lo Stato di diritto e lo Stato di diritto può anche sbagliare». E poi l’immancabile attacco contro il leader di Forza Italia: «Berlusconi cavalcò la situazione, per dire che la politica era screditata e presentarsi come il nuovo, cavalcando così l’antipolitica. Ancora oggi dobbiamo fare i conti con quel messaggio politico di Berlusconi».
Dopo questo fuoco di fila, il «Compagno G» sparisce dalle cronache dell’ Unità per riemergere da quelle nazionali in questi giorni.

martedì 13 maggio 2014

"Lo scudo crociato. Un simbolo medievale nella comunicazione politica del novecento" (Armando Editore) - Intervista al professor Girolamo Rossi

Ho sempre amato il simbolo della Democrazia Cristiana. Per questo, quando ho potuto, ho reso omaggio allo scudocrociato. In questa intervista ho voluto approfondire le origini dello scudocrociato, simbolo vincente della Prima Repubblica. Viva la Dc.




Grazie dell'invito, ma non ne sapevo niente

Non so se vi è mai capitato di essere invitati e di vedere annunciata la vostra presenza ad un festival dedicato all'inclusione. Io condivido gli obiettivi di questo convegno annunciato qui sotto, ma non ho mai ricevuto alcun invito a questo evento. E non conosco nessuno degli organizzatori di questo appuntamento. Comunque grazie dell'invito. Sabato prossimo ho altri impegni......

Insieme contro tutte le forme di discriminazioni: è questo il messaggio che emerge dai primi due giorni di "Tuttimondi", il festival a favore dell'inclusione sociale organizzato dalla Uisp (Unione italiana sport per tutti) - Comitato territoriale di Parma in collaborazione con 14 associazioni e realtà del territorio. Un'inaugurazione caratterizzata dall'ottimo afflusso di pubblico che ha partecipato alle iniziative organizzate presso la Fattoria di Vigheffio e alla Festa Shakerata svoltasi domenica 11 maggio all'interno della Palestra "Oltretorrente".

Sarà una settimana ricca di eventi quella in programma fino a domenica 18 maggio, con due importanti impegni istituzionali a cominciare dalla presentazione, giovedì 15 maggio, dei dati comunali dell'inchiesta annuale sulla prostituzione a Parma, a cura dell'associazione P. I. M. Parma (ore 15.00 - Fattoria di Vigheffio). Le discriminazioni nello sport saranno invece il tema portante del convegno in programma sabato 17 maggio presso il Palazzo del Governatore (Piazza Garibaldi), cui parteciperanno il sociologo e psicoterapeuta Mauro Valeri; il giornalista Lanfranco Palazzolo; il responsabile nazionale Uisp per le Politiche Internazionali, Cooperazione e Interculturalità Carlo Balestri. È inoltre in attesa di conferma la presenza di Norberto De Angelis, atleta paralimpico di pesistica e primatista handbyker, e di altre figure sportive.

Domenica 18 maggio a farla da protagonista sarà lo "sport per tutti" con la "Mondo Piccolo - Handbike Marathon", la manifestazione organizzata dalla Polisportiva Gioco Parma con la collaborazione della Federazione ciclistica italiana e del Comitato italiano paralimpico, per promuovere un messaggio d'integrazione che si spinge appunto al di là dello sport.  L'iniziativa, realizzata con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Parma, dei Comuni di Polesine P. se, Zibello, Roccabianca, Sissa, Colorno, è valida come prova di Campionato Regionale Emilia Romagna ai fini della gara nazionale. La partenza è prevista da Polesine Parmense alle ore 10.30. Per informazioni: bruno@giocopolisportiva.it

Qui sotto l'istantanea di Repubblica.it di Parma.


La "volomtà" di Kakà. Dal sito dell'ANSA


Progressiti del Nord: Gustavo Thoeni contro il divorzio.


venerdì 9 maggio 2014

Quante risate nella tribuna d'onore. L'altra finale di Coppa Italia vista dai sorrisi di Rosi Bindi e di Matteo Renzi

IL TEMPO, 5 maggio 2014
   di Lanfranco Palazzolo
Non c’è niente da ridere. Lo spettacolo che ha offerto il nostro Paese durante la finale di Coppa Italia tra la Fiorentina e il Napoli allo stadio Olimpico non è stato certo edificante. Uno dei capitoli più amari ha riguardato l’atteggiamento del presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha osservato stupito e per nulla preoccupato di quello che stava accadendo all’interno dello stadio anche a causa delle notizie confuse che arrivavano per i gravissimi fatti accaduti a Tor di Quinto. Detto questo, dalla tribuna autorità sembrava quasi che non fosse accaduto nulla. Il presidente del Consiglio è stato sorpreso più volte con il viso disteso e sorridente mentre salutava qualche amico o conoscente allo stadio. Il capo del governo si è seduto alla sinistra del presidente del Coni Giovanni Malagò e alla destra dell’ex sottosegretario ai Beni Culturali Mario Pescante. Qui è stato sorpreso dalle telecamere mentre sorrideva per una battuta di qualcuno. La risatina è durata pochi secondi, fino a quando l’ex sindaco di Firenze non si è fatto di nuovo serio. Una risata può certamente scappare a tutti. E sorridere non è certo reato. Ma in quel contesto la risatina e un’evidente movimento delle sopracciglie forse era fuori luogo nella confusione che ha preceduto il match. Poco dopo, i telecronisti della Rai ipotizzavano l’abbandono dello stadio da parte di Renzi. Andrea Fusco raccontava: «…Vediamo il presidente del Consiglio Renzi che abbandona la tribuna d’onore probabilmente pago di questo spettacolo». Ma neanche per sogno. Renzi resta allo stadio con la famiglia. E assiste al dibattito tra i funzionari di polizia e il capo-tifoso con del Napoli con la scritta "Speziale libero", poi individuato come "Gennaro ’a carogna", che dà il suo assenso all’inizio della partita. Ma Renzi, che non ha battuto ciglio, sulla trattativa Stato-tifosi napoletani, non è l’unico politico in tribuna. Allo spettacolo assiste anche la presidente della commissione Antimafia Rosi Bindi per nulla preoccupata di quello che sta accadendo. Il suo posto in tribuna è di tutto prestigio. Si trova una fila sotto il commissario tecnico Cesare Prandelli. Anzi, quando le telecamere cercano di inquadrare il mister azzurro trovano sempre lei. La Bindi riesce anche a farsi riprendere tra Prandelli e il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis che le passa accanto ignorandola. Per nulla preoccupato anche il vicepresidente della Federcalcio Demetrio Albertini. Ma al peggio della diretta non c’è fine. Il presidente del Consiglio assiste all’esecuzione dell’inno d’Italia cantato dalla bravissima Alessandra Amoroso. L’esecuzione della canzone di Goffredo Mameli è offuscata dai fischi di molti tifosi sugli spalti. Ma per il presidente del Consiglio è tutto a posto. Durante l’esecuzione del brano il sindaco canta l’inno nazionale. E alla fine, incurante dei fischi, sorride per la gioia delle telecamere. I fischi avranno fatto impressione al presidente del Consiglio. Nel corso dell’intervallo il giornalista della Rai Bruno Gentili intervista il presidente del Senato Pietro Grasso. La seconda carica dello Stato dichiara: «Devo dire che sono stato più volte in procinto di abbandonare il campo (era in tribuna d’onore, nda) proprio perché ritenevo che queste occasioni di sport non potevano assolutamente trascinare in una violenza che non ha nessun senso. Però dobbiamo prima stabilire se i fatti che noi conosciamo sono collegati direttamente con la partita e la tifoseria. In ogni caso, è in occasione di questo evento che si sono verificati. E l’inno nazionale non c’entra nulla con tutto questo».