venerdì 9 maggio 2014

Quante risate nella tribuna d'onore. L'altra finale di Coppa Italia vista dai sorrisi di Rosi Bindi e di Matteo Renzi

IL TEMPO, 5 maggio 2014
   di Lanfranco Palazzolo
Non c’è niente da ridere. Lo spettacolo che ha offerto il nostro Paese durante la finale di Coppa Italia tra la Fiorentina e il Napoli allo stadio Olimpico non è stato certo edificante. Uno dei capitoli più amari ha riguardato l’atteggiamento del presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha osservato stupito e per nulla preoccupato di quello che stava accadendo all’interno dello stadio anche a causa delle notizie confuse che arrivavano per i gravissimi fatti accaduti a Tor di Quinto. Detto questo, dalla tribuna autorità sembrava quasi che non fosse accaduto nulla. Il presidente del Consiglio è stato sorpreso più volte con il viso disteso e sorridente mentre salutava qualche amico o conoscente allo stadio. Il capo del governo si è seduto alla sinistra del presidente del Coni Giovanni Malagò e alla destra dell’ex sottosegretario ai Beni Culturali Mario Pescante. Qui è stato sorpreso dalle telecamere mentre sorrideva per una battuta di qualcuno. La risatina è durata pochi secondi, fino a quando l’ex sindaco di Firenze non si è fatto di nuovo serio. Una risata può certamente scappare a tutti. E sorridere non è certo reato. Ma in quel contesto la risatina e un’evidente movimento delle sopracciglie forse era fuori luogo nella confusione che ha preceduto il match. Poco dopo, i telecronisti della Rai ipotizzavano l’abbandono dello stadio da parte di Renzi. Andrea Fusco raccontava: «…Vediamo il presidente del Consiglio Renzi che abbandona la tribuna d’onore probabilmente pago di questo spettacolo». Ma neanche per sogno. Renzi resta allo stadio con la famiglia. E assiste al dibattito tra i funzionari di polizia e il capo-tifoso con del Napoli con la scritta "Speziale libero", poi individuato come "Gennaro ’a carogna", che dà il suo assenso all’inizio della partita. Ma Renzi, che non ha battuto ciglio, sulla trattativa Stato-tifosi napoletani, non è l’unico politico in tribuna. Allo spettacolo assiste anche la presidente della commissione Antimafia Rosi Bindi per nulla preoccupata di quello che sta accadendo. Il suo posto in tribuna è di tutto prestigio. Si trova una fila sotto il commissario tecnico Cesare Prandelli. Anzi, quando le telecamere cercano di inquadrare il mister azzurro trovano sempre lei. La Bindi riesce anche a farsi riprendere tra Prandelli e il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis che le passa accanto ignorandola. Per nulla preoccupato anche il vicepresidente della Federcalcio Demetrio Albertini. Ma al peggio della diretta non c’è fine. Il presidente del Consiglio assiste all’esecuzione dell’inno d’Italia cantato dalla bravissima Alessandra Amoroso. L’esecuzione della canzone di Goffredo Mameli è offuscata dai fischi di molti tifosi sugli spalti. Ma per il presidente del Consiglio è tutto a posto. Durante l’esecuzione del brano il sindaco canta l’inno nazionale. E alla fine, incurante dei fischi, sorride per la gioia delle telecamere. I fischi avranno fatto impressione al presidente del Consiglio. Nel corso dell’intervallo il giornalista della Rai Bruno Gentili intervista il presidente del Senato Pietro Grasso. La seconda carica dello Stato dichiara: «Devo dire che sono stato più volte in procinto di abbandonare il campo (era in tribuna d’onore, nda) proprio perché ritenevo che queste occasioni di sport non potevano assolutamente trascinare in una violenza che non ha nessun senso. Però dobbiamo prima stabilire se i fatti che noi conosciamo sono collegati direttamente con la partita e la tifoseria. In ogni caso, è in occasione di questo evento che si sono verificati. E l’inno nazionale non c’entra nulla con tutto questo».




















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