sabato 7 giugno 2014

Grazie S&P. Finalmente qualcuno si è accorto del finto risanamento di Renzi


Italia rimandata. Standard&Poor's, come nelle attese, conferma la 'tripla B' per il nostro Paese. Ma l'outlook - e qui forse qualcosa in piu' si sperava - resta 'negativo'. Il perche' lo spiegano gli analisti dell'agenzia statunitense: "Le intenzioni del governo Renzi sono incoraggianti"  ma e' ancora "troppo presto" per valutare la sua azione. Non una bocciatura, dunque, ma neanche una promozione come quella dell'Irlanda, il cui rating balza da 'BBB+' ad 'A-', due gradini sopra l'Italia. Il giudizio appare piuttosto sospeso. Si aspetta di vedere in che misura l'ambizioso programma del nuovo esecutivo insediatosi a Palazzo Chigi potra' essere realizato, e in che tempi. Per il resto, a pesare sulla pagella di Standar&Poor's ci sono le considerazioni di sempre: un debito sempre troppo elevato, delle riforme strutturali ancora insufficienti e una crescita economica che resta impalpabile. Oltre alle banche che continuano a prestare troppo poco a famiglie ed imprese. Ecco quindi che la conferma del rating 'BBB' viene motivata con un'economia  "ricca e diversificata" dell'Italia e con "la relativa forza della sua posizione internazionale nel settore degli investimenti", frutto questo "del tradizionalmente elevato tasso di risparmio nel settore privato". Inoltre, ci sono le attese per un governo che dovrebbe fare "alcuni progressi" sulle piu' importanti riforme strutturali e sul fronte del bilancio. Nonostante cio' - sottolineano gli analisti di Standar&Poor's - l'outlook rimane negativo perche' "le prospettive di crescita economica rimangono deboli in termini nominali e reali". Perche' finora si vede solo "una modesta crescita che riflette solo i primi progressi compiuti dai tre precedenti governi di riformare il mercato del lavoro e quello della produzione dei beni". Mercati che restano pero' "meno flessibili rispetto agli altri partner dell'Italia". Ci sono poi un debito pubblico che non cala come dovrebbe e che continua a pesare come un macigno e "un meccanismo di trasmissione monetaria danneggiato' che continua a causare una stretta del credito ai danni del settore privato. Insomma, le solite zavorre che impediscono al nostro Paese di spiccare il volo. Ma ora tutti gli occhi, anche quelli di Standard&Poor's, sono puntati sul governo Renzi. "Sta proseguendo sulla strada delle riforme fiscale, elettorale, giudiziaria, politica, del lavoro e dell'economia in generale": uno sforzo enorme. "Ma sebbene le intenzioni, come specificato nel programma di stabilita' del 2014, siano incoraggianti - aggiungono gli analisti dell'agenzia finanziaria - e' troppo presto per valutare quanto di questo programma sara' attuato e in che tempi". Ed e' troppo presto per capire quale effetto reale avranno sull'economia misure come quella della riduzione fiscale sui redditi piu' bassi o il congelamento dei salari pubblici per contenere il deficit. In questo contesto si inserisce anche la missione programmata dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan negli Usa. Il ministro sara' a Washington lunedi' 9 giugno e a New York il 10 e l'11 giugno. Scopo della tre giorni in terra americana e' appunto quella di informare e aggiornare la comunita' istituzionale e finanziaria sul lavoro che sta svolgendo il governo Renzi, in particolare sull'attivita' per rafforzare la crescita in Italia e rendere piu' moderno e competitivo il nostro Paese.

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