martedì 30 settembre 2014

Corte Costituzionale: il risarcimento alle vittime del nazismo. I cosiddetti "Schiavi di Hitler".

Ecco come il Parlamento vuole cambiare il codice della strada


Il progetto di legge all'esame dell'Assemblea costituisce il testo unificato di una proposta di legge di iniziativa parlamentare (C. 731) e di un disegno di legge di iniziativa governativa (C. 1588). L'esame in Commissione è iniziato il 27 giugno 2013, la IX Commissione ha conferito il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea nella seduta del 24 settembre 2014.
Delega: termine di dodici mesiL'articolo 1 prevede una delega al governo per l'adozione entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, di decreti legislativi di modifica e riordino del codice della strada (decreto legislativo n. 285/1992).
Per l'attuazione della delega sono previsti i seguenti Doppio parerepassaggi: 1) adozione entro sette mesi dall'entrata in vigore della legge degli schemi dei decreti legislativi; 2) esame da parte delle competenti commissioni parlamentari che si deve concludere con l'espressione del parere entro sessanta giorni; 3) nel parere le Commissioni devono indicare specificamente eventuali disposizioni ritenute non conformi ai principi e criteri direttivi della delega; 4) il Governo entro i successivi trenta giorni deve ritrasmettere alle Camere il testo per il parere definitivo; il parere definitivo deve essere espresso entro i successivi trenta giorni.
L'articolo 2 reca, al comma 1, i seguenti principi e criteri direttivi della delega:
  • riorganizzazione delle disposizioni del codice secondo criteri di coerenza e di armonizzazione delle stesse con le altre norme di settore, con quelle dell'Unione europea e quelle derivanti da accordi internazionali, nonché con le norme sulla competenza delle regioni e degli enti locali (lettera a);
  • delegificazione della disciplina riguardante l'attuazione della normativa europea armonizzata, salva diversa previsione della legge di delegazione europea (lettera b);
  • semplificazione del testo del codice della strada, circoscrivendone il contenuto a: I) disciplina comportamenti utenti della strada; II) conseguenti previsioni sanzionatorie; III) regolazione dello spazio stradale (lettera c);
  • revisione e rafforzamento delle misure finalizzate allo sviluppo della mobilità sostenibile e al miglioramento della sicurezza stradale, con particolare riferimento all'utenza vulnerabile, attraverso: I) misure di tutela dell'utenza vulnerabile, soprattutto nelle aree urbane, con prescrizioni comportamentali e relative sanzioni, regole di progettazione stradale e riduzione dei limiti di velocità; II) obbligo di revisione da parte degli enti proprietari dei limiti di velocità delle strade extraurbane, finalizzati alle esigenze di sicurezza della circolazione; III) pianificazione della viabilità per incentivare la mobilità ciclistica e pedonale; IV) incentivazione del trasporto pubblico e della sua interconnessione con altre modalità di trasporto; V) promozione della sicurezza della circolazione di biciclette, ciclomotori e motoveicoli, con particolare attenzione ai ciclisti di età inferiore a 14 anni; VI) incentivazione della sicurezza dell'utenza vulnerabile attraverso la coesistenza delle funzioni residenziali e commerciali con quelle di mobilità e favorendo l'accesso delle biciclette dei ciclomotori e dei motocicli alle corsie riservate ai mezzi pubblici; VII) introduzione nella classificazione dei veicoli delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone; VIII) individuazione di criteri e modalità per l'identificazione delle biciclette, attraverso l'apposizione facoltativa di un numero identificativo di telaio e annotazione dello stesso nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti del Ministero; IX) introduzione di disposizioni per la classificazione delle motoslitte anche attraverso la previsione di un apposito contrassegno e disciplina della loro circolazione su strada; X) aggiornamento delle disposizioni sulla circolazione su autostrade e strade extraurbane principali consentendo l'accesso ai motocicli di cilindrata non inferiore a 120 cc, se guidati da maggiorenni (lettera d);
  • aggiornamento delle disposizioni sulla progettazione dello spazio stradale e della segnaletica attraverso: I) riassetto della disciplina sulla classificazione delle strade; II) limitazione della presenza a bordo carreggiata di ostacoli fissi artificiali (supporti della segnaletica commerciale e delle barriere di sicurezza); III) linee di indirizzo per la progettazione e la costruzione di infrastrutture stradali e arredi urbani; IV) riduzione dell'uso della segnaletica stradale e aggiornamento della stessa secondo principi di semplificazione e organicità (lettera e);
  • previsione di un unico strumento, per ciascun ente territoriale, di pianificazione della mobilità e coordinamento tra gli strumenti di pianificazione dei diversi livelli (lettera f)
  • riordino dei compiti della polizia stradale, anche attraverso la specializzazione delle funzioni delle diverse forze, e potenziamento del ricorso ai servizi ausiliari di polizia stradale, tenendo conto degli assi viari, compresi quelli autostradali; creazione di una banca dati unica relativa alle infrazioni stradali (lettera g);
  • rafforzamento dei controlli sulle attività di revisione dei veicoli e di consulenza automobilistica nonché introduzione di disposizioni per rafforzare l'efficacia dei controlli nelle aree aperte ad uso pubblico (porti, aeroporti, università, ospedali, cimiteri, mercati) (lettere e i)
  • promozione della diffusione di sistemi telematici per la rilevazione dell'inosservanza delle norme di circolazione, anche attraverso il collegamento automatico con l'archivio nazionale dei veicoli (lettera l) e introduzione di disposizioni per favorire ampia accessibilità e fruibilità attraverso strumenti telematici, in formato di tipo aperto dei dati relativi ai veicoli, ai titoli abilitativi alla guida, alle infrazioni stradali, all'incidentalità, fermo restando il rispetto della disciplina sulla riservatezza dei dati personali;
  • revisione dell'apparato sanzionatorio, anche modificando l'entità delle sanzioni secondo principi di ragionevolezza, proporzionalità, effettività e non discriminazione, con particolare riferimento: I) alla graduazione delle sanzioni in funzione della gravità, della reiterazione e dell'effettiva pericolosità del comportamento (anche con meccanismi premiali per i comportamenti virtuosi e misure riduttive delle sanzioni per i pagamenti in tempi brevi); II) la semplificazione e la riduzione del numero delle classi sanzionatorie; III) nei casi di omicidio colposo con violazione delle norme sulla circolazione stradale, definizione, anche in coerenza con eventuali modifiche del codice penale che introducano il reato di "omicidio stradale", del grado di colpevolezza e delle tipologie di violazioni per le quali prevedere la revoca perpetua della patente e l'inibizione perpetua alla guida sul territorio nazionale; revoca e inibizione perpetue dovranno essere comunque disposte in caso di omicidio colposo commesso da soggetto alla guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l ovvero sotto l'effetto di sostanze psicotrope o stupefacenti (di cui all'articolo 589, terzo comma, codice penale) ovvero in caso di omicidio colposo che provochi la morte di più persone ovvero la morte di una persona e la lesione di due o più persone (articolo 589, quarto comma); si richiede inoltre che l'alterazione psicofisica dovuta all'assunzione di sostanze stupefacenti sia determinata con precisione e certezza, anche ai fini dell'accertamento del reato di omicidio colposo da parte di soggetto alla guida sotto l'effetto di tali sostanze (di cui al citato articolo 589, terzo comma) IV) inasprimento delle sanzioni per comportamenti direttamente o indirettamente lesivi dell'incolumità e della sicurezza degli utenti della strada; V) la qualificazione giuridica della decurtazione dei punti dalla patente di guida come sanzione amministrativa accessoria, prevedendo inoltre che la decurtazione costituisca atto amministrativo definitivo e limitando i casi in cui la decurtazione dei punti può essere sostituita dal pagamento di una sanzione; VI) misure per rafforzare l'efficacia delle sanzioni per violazioni dell'obbligo di RC auto; VII) revisione sistema accertamento illeciti amministrativi, anche con riferimento ai nuovi strumenti di controllo a distanza; VIII) coordinamento della durata delle misure cautelari amministrative con pendenza procedimenti penali su medesime fattispecie; IX) previsione, per le sanzioni accertate da funzionari, ufficiali e agenti dello Stato, della destinazione dei relativi proventi, in misura non inferiore al 15 per cento a un fondo istituito presso il Ministero dell'interno per l'intensificazione dei controlli su strada e, in misura non inferiore al 20 per cento, a un fondo istituito presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per finanziare il piano nazionale sicurezza stradale; X) introduzione dell'obbligo di rendicontazione da parte degli enti titolari di funzioni di polizia stradale e/o proprietari delle strade e sanzioni per enti inadempienti (lettera n);
Si ricorda in che presenza di omicidio colposo con violazione del codice della strada, l'art. 222 del codice attualmente prevede la sospensione della patente fino a quattro anni; se però l'omicidio colposo è stato commesso in presenza di un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope è disposta la revoca della patente. In base all'art. 219, la durata della revoca è, per la guida in stato di ebbrezza o con assunzione di stupefacenti, di tre anni dall'accertamento del reato (il termine ordinario di durata della revoca è due anni).
  • revisione del sistema dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali, anche individuando ambiti di competenza diversi tra autorità amministrativa e autorità giudiziaria (lettera o) e semplificazione delle procedure per il ricorso al prefetto (lettera p);
    Nell'ambito della semplificazione delle procedure per il ricorso al prefetto si dovranno prevedere: I) la presentazione del ricorso esclusivamente all'organo accertatore con successiva trasmissione del ricorso, previa istruttoria, al prefetto per la decisione; II) l'eliminazione dell'obbligo di audire l'interessato; III) l'allineamento del termine per il ricorso al prefetto a quello previsto per il ricorso al giudice di pace; IV) la competenza della prefettura limitrofa per la trattazione dei ricorsi presentati dai dipendenti delle prefetture e dai loro parenti fino al terzo grado.
In proposito si ricorda che attualmente gli articoli 203 e 204 del Codice della strada prevedono: a) la presentazione da parte dell'interessato, entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione, del ricorso all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore ovvero direttamente al prefetto che lo invia all'ufficio o comando cui appartiene l'organo accertatore; b) l'obbligo per il responsabile dell'ufficio o del comando di trasmettere gli atti al prefetto nel termine di sessanta giorni dal deposito; c) l'obbligo per il prefetto di audire gli interessati che ne abbiano fatto richiesta; d) l'obbligo per il prefetto di adottare entro centoventi giorni dal ricevimento degli atti, una decisione. L'articolo 204-bis del codice consente in alternativa a quello al prefetto il ricorso al giudice di pace, che deve essere esperito, in forza di quanto previsto dall'articolo 7 del decreto legislativo n. 150/2011, entro trenta giorni.
  • espressa previsione dell'applicabilità degli istituti della decurtazione di punteggio, del ritiro, della sospensione e della revoca della patente di guida nei confronti dei conducenti minorenni, in deroga alla disciplina generale prevista dalla legge n. 689/1981 che contempla l'irrogazione di sanzioni amministrative solo nei confronti dei soggetti maggiorenni (lettera q);
  • revisione della disciplina per il conseguimento della patente di guida al fine di verificare puntualmente sia le cognizioni teoriche sia le capacità pratiche (lettera r)
  • predisposizione, da parte del Ministero della salute, di linee guida per garantire uniformità nell'operato delle commissioni mediche locali e dei medici monocratici per il conseguimento o il rinnovo della patente di guida e previsione che il rinnovo della patente per gli ultraottantenni abbia la durata di un anno; in alternativa gli ultraottantenni possono rinnovare la loro patente ogni due anni, con trasformazione però della stessa in patente AM per la guida dei ciclomotori a tre ruote e ai quadricicli leggeri(lettera s);
  • adeguamento della terminologia utilizzata dal codice della strada sostituendo la locuzione "mutilati e minorati fisici" con quella "soggetti con invalidità" (lettera t)
  • revisione dei soggetti abilitati all'accertamento dei requisiti psicofisici per il conseguimento della patente, prevedendo l'esclusione dei medici in pensione (lettera u);
  • modifica dell'ambito di applicazione della disposizione che esclude dalla guida dei veicoli superiori a determinati limiti di potenza (55 kw/t per gli autoveicoli) i soggetti neopatentati (art.117, co. 2-bis del codice) ; in particolare, la disposizione non si dovrebbe applicare quando il neopatentato guidi con a fianco una persona di età non superiore a 65 anni con patente conseguita da almeno dieci anni e, in ogni caso, quando, trascorso un periodo di sei mesi, il neopatentato non abbia commesso infrazioni passibili di decurtazione di punteggio; la disposizione si dovrebbe invece sempre applicare ai conducenti di età superiore a ottanta anni, fatta salva la possibilità di un rinnovo specifico dei requisiti di idoneità psicofisica (lettera v);
  • definizione delle norme di circolazione per i veicoli atipici, compresi i veicoli di interesse storico e collezionistico (lettera z);
  • disciplina generale e specificazione delle modalità di sosta e di transito dei veicoli adibiti al servizio di invalidi (lettera aa);
  • regolazione delle condizioni di circolazione dei veicoli adibiti al soccorso stradale (lettera bb);
  • coordinamento delle prescrizioni adottate dagli enti proprietari delle strade per la circolazione dei veicoli sulla rete stradale e autostradale nel periodo invernale, in presenza di fenomeni atmosferici di particolare intensità (lettera CC).
Il comma 2 dell'articolo 2 prevede l'adozione di regolamenti di delegificazione (ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge n. 400/1988) nelle seguenti materie:

  • Caratteristiche veicoli eccezionaliveicoli eccezionali e dei trasporti in condizioni di eccezionalità (art. 10 del codice; lettera a);
  • disciplina della massa limite e della sagoma limite dei veicoli adibiti all'autotrasporto di carichi sporgenti (artt. 61 e 62 del codice; lettera b);
  • caratteristiche specifiche della segnaletica stradale, con particolare attenzione a specifiche esigenze (riconoscibilità passaggi a livello; sicurezza gallerie; parità di genere nella segnaletica) (oggetto di delegificazione risultano in particolare l'art. 38, comma 6, che prescrive l'uniformità della segnaletica stradale sul territorio nazionale; i comma da 1 a 3 dell'articolo 44, in materia di passaggi a livello e il comma 6 dell'art. 45 in materia di omologazione della segnaletica; lettera c);
  • disciplina della manutenzione delle segnalazioni stradali luminose, con particolare riguardo all'esigenza di ridurre i consumi energetici (art. 41, co. 19 del codice; lettera d);
  • classificazione, destinazione, caratteristiche costruttive, di equipaggiamento e di identificazione dei veicoli, al fine di adeguarli alle nuove tipologie conseguenti ai processi di innovazione tecnica del settore (oggetto di delegificazione risultano gli articoli da 47 a 55 in materia di classificazione dei veicoli; da 71 a 74 in materia di caratteristiche dei rimorchi e da 79 a 92 in materia di revisione e di destinazione ed uso dei veicoli; lettera e);
  • semplificazione delle procedure di modifica delle caratteristiche costruttive dei veicoli in circolazione, fermo restando il rispetto dei requisiti di sicurezza stradale (oggetto di delegificazione sono gli articoli da 75 a 78 in materia di accertamento dei requisiti di idoneità, controlli di conformità e modifiche delle caratteristiche costruttive dei veicoli; lettera f);
  • classificazione e utilizzazione dei veicoli in relazione all'uso cui sono adibiti, con particolare riferimento alle macchine agricole ed operatrici, anche in relazione alla disciplina UE in materia di limiti di massa (oggetto di delegificazione sono gli articoli 57 sulle macchine agricole e 58 sulle macchine operatrici, nonché gli articoli da 104 a 114 del codice in materia di circolazione delle macchine agricole e operatrici; lettera g);
  • procedimenti di ammissione, immatricolazione e cessazione della circolazione dei veicoli a motore, anche atipici e revisione della disciplina delle associazioni di amatori dei veicoli di interesse storico (oggetto di delegificazione sono gli articoli 59, sui veicoli con caratteristiche atipiche; 60 sui motoveicoli e gli autoveicoli d'epoca e d'interesse storico e da 93 a 103 in materia di immatricolazione e circolazione dei veicoli; lettera h);
  • disciplina dell'uso di targhe sostitutive per motoveicoli in occasione di competizioni sportive (lettera i);
  • istruzioni tecniche per gli itinerari ciclabili (lettera l).
Il comma 3 dell'articolo 2 prevede l'abrogazione delle norme di legge che disciplinano le materie oggetto di delegificazione con effetto dalla data di entrata in vigore dei regolamenti di delegificazione.
Il comma 4 dell'articolo 2 prevede che il governo modifichi il regolamento di esecuzione del codice (D.P.R. n. 495/1992) al fine di adeguarlo al contenuto dei decreti legislativi di attuazione della delega.
Il comma 5 dell'articolo 2 prevede che con decreti dirigenziali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti siano stabilite istruzioni tecniche per i procedimenti amministrativi previsti dai regolamenti di delegificazione di cui al comma 2 e dal regolamento di esecuzione del codice. Le istruzioni dovranno essere finalizzate alla semplificazione e alla dematerializzazione delle procedure anche attraverso lo sviluppo delle procedure informatizzate. Sugli schemi di decreto è acquisito il parere della Conferenza unificata nel caso in cui abbiano per oggetto provvedimenti di competenza di regioni ed enti locali.
L'articolo 3 prevede la possibilità di adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge, disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi (comma 1) e reca la clausola di invarianza finanziaria (commi 2 e 3).

I grandi errori dell'Ansa: "Espermiento a Londra".


lunedì 29 settembre 2014

La situazione dei diritti umani in Eritrea


In occasione della 26a sessione (Ginevra, giugno 2014) del Consiglio per i diritti umani, Sheila Keetharuth (Mauritius), prima Special Rapporteur – nominata nell'ottobre 2012 - sulla situazione dei diritti umani in Eritrea, ha presentato il secondo rapporto (http://daccess-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G14/082/92/PDF/G1408292.pdf?OpenElement).
Nel documento, che rappresenta la più autorevole ed aggiornata ricognizione della situazione dei diritti umani nel Paese africano, il Consiglio prende atto con preoccupazione dell'uso continuo da parte del Governo di arresti e detenzioni arbitrarie in condizioni di pericolo per la vita di persone sospettate di voler fuggire dal paese - o i cui parenti siano fuggiti – per evadere la coscrizione nazionale, la cui ampiezza e vastità di applicazione, anche a soggetti minori di 18 anni d'età, viene definita alla stregua di un ricorso ai lavori forzati.
Il Consiglio, inoltre, rilevata la mancata implementazione dal parte dell'Eritrea delle raccomandazioni formulate in occasione della prima Revisione Periodica Universale (UPR) e che si riferivano ad un ampio catalogo di vioazioni, lamenta la non collaborazione delle autorità eritree con la Special Rapporteur, cui non è mai stato consentito l'accesso al Paese.
Il Consiglio dei diritti umani, pertanto, strongly condemns:
- la continua ampia e sistematica violazione dei diritti umani fondamentali e delle libertà, comprensiva, tra il resto, dell'uso della tortura;
- le gravi limitazioni della libertà di espressione ed opinione, con riferimento anche alla libertà di pensiero e religiosa;
- la coscrizione forzata "for indefinite periods of national service", comprensiva dell'obbligo di addestramento militare per gli alunni dell'ultimo anno del ciclo di istruzione, e sotto pena di incarcerazione. La coscrizione, estesa ai cittadini senza riguardo all'appartenenza di genere, contempla gravi violazioni dei diritti umani, con punizioni che hanno i connotati della tortura o dei trattamenti inumani e degradanti - e nel caso delle donne implicanti abuso sessuale - impunemente inflitte dai superiori;
- le gravi limitazioni alla libertà di movimento, inclusa la detenzione arbitraria dei soggetti sorpresi durante la fuga dal paese, o anche solo sospettati di voler fuggire;
- l'uso di luoghi di detenzione in nessun modo conformi agli standard internazionali, tra i quali "underground cells and metal shipping containers";
- l'uso di sparare ad altezza d'uomo (shoot-to-kill) per impedire l'uscita dal Paese.
Al Governo eritreo viene reiterata la richiesta di cessare immediatamente tali pratiche e di rilasciare i detenuti politici, i giornalisti e i militari autori del tentato golpe dello scorso 21 gennaio 2014 (quando un centinaio di membri dell'Esercito, guidati dal colonnello Osman Saleh, ha occupato il Ministero delle comunicazioni e la tv di Stato).
Nell'estendere il mandato della Rapporteur per un ulteriore anno, il Consiglio dei Diritti Umani ha istituito una Commissione d'inchiesta, presieduta dalla stessa Relatrice speciale, per investigare su tutte le violazioni dei diritti umani in Eritrea evidenziate dal rapporto.
Quanto alla comunità internazionale, nel report essa è sollecitata ad intensificare gli sforzi per garantire la protezione delle persone in fuga dall'Eritrea, con particolare riguardo ai minori non accompagnati che sono sempre più numerosi.
Il quadro che emerge dal report non si discosta da quelli delineati in precedenti interventi della Rapporteur, quale, ad esempio, quello alla 69a sessione dell'Assemblea Generale Onu (24 ottobre 2013); in quell'occasione la signora Keetharuth aveva richiamato con forza l'attenzione della Comunità internazionale sulla situazione dei diritti umani in Eritrea, definita "estremamente preoccupante" e "disperatamente desolante", caratterizzata dall'ininterrotta compresenza delle più gravi violazioni dei diritti umani che inducono ogni mese un numero tra 2.000 e 3.000 persone – tra cui molti minori non accompagnati – a fuggire dal paese.
Si tratta di un esodo che ha portato il totale della population of concern eritrea per UNHCR, l'Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, a quota 305.723 nel 2012 (ulteriormente saliti a circa 338 mila a gennaio 2014) un dato che fa dell'emigrazione eritrea una delle più elevate in rapporto alla popolazione totale del Paese.
All'avv. Keetharuth, come accennato, il Governo di Asmara ha sempre negato l'accesso al territorio nazionale. La posizione ufficiale delle autorità eritree è stata da ultimo ribadita in occasione della seconda Revisione Periodica Universale (3 febbraio 2014) quando, nel "non dare supporto" alla raccomandazione formulata da diversi Paesi – tra i quali l'Italia – volte a consentire l'ingresso in Eritrea alla varie agenzie delle Nazioni Unite dedicate alla tutela dei diritti umani, Asmara ha osservato che è necessario valutare caso per caso "but country specific mandates are not accepted" precisando che la collaborazione dell'Eritrea con la comunità internazionale "should not be linked to the Special Rapporteur on Human Rights in Eritrea".
La Relatrice speciale, allo scopo di raccogliere informazioni di prima mano sulla situazione dei diritti umani in Eritrea ha compiuto una serie di visite nei Paesi di destinazione o di transito dei rifugiati. In tale cornice si inquadra anche la visita in Italia del 22-26 settembre 2014.
In un intervento conclusivo della visita ufficiale in Germania e Svizzera (marzo 2014) la Rapporteur ha affermato che il "Servizio Nazionale a tempo indeterminato domina totalmente la vita in Eritrea" indicandolo, ancora una volta, come la ragione principale dell'esodo, insieme alla paura di essere accusati di ordire complotti finalizzati alla fuga.
Va segnalato che il crescente e pervasivo processo di militarizzazione della popolazione eritrea, strumento di controllo capillare delle popolazione da parte del regime di Isaias Afewerki, si fonda sull'art. 25 della Costituzione, ai sensi del quale il servizio militare è obbligatorio per tutti gli adulti di età compresa tra i 18 ed i 50 anni. Si tratta di una leva di 18 mesi, di cui 6 di addestramento e 12 di servizio militare effettivo, che tuttavia viene usualmente prolungato senza alcun termine di scadenza. I militari, sotto la minaccia di torture, detenzione o ritorsioni sui familiari, sono impiegati anche in attività di tipo non militare, quali i lavori pubblici, l'attività agricola e come mano d'opera a basso costo a vantaggio degli alti quadri del PFDJ, il partito dominante (e unico riconosciuto nel Paese) nonché costretti a forme di lavoro forzato (nel complesso minerario di Bisha, nel settore occidentale del paese).
Anche i giovani ben prima del compimento della maggiore età, sono costretti a prestare servizio militare. Secondo il programma governativo Mahtot, gli studenti della scuola secondaria sono costretti a completare l'ultimo anno del ciclo di studi al campo militare di Sawa, situato nel deserto, al confine con il Sudan.
A seguito delle politiche fortemente restrittive in materia di emigrazione da parte del governo di Asmara, che conduce controlli strettissimi sulle procedure e limita il rilascio di passaporti e visti in uscita, gli eritrei devono emigrare clandestinamente, e ciò costituisce un business vantaggioso per esponenti dell'establishment eritreo. Secondo i rapporti 2012 e 2013 delle Nazioni Unite su Somalia ed Eritrea il controllo del traffico di esseri umani è gestito dal generale Teklai Kifle "Manjus", dal colonnello Fitsum Yishak e da Kassate Ta'ame Akolom, membro di spicco dei servizi segreti.
I clandestini, dapprima concentrati in piccoli villaggi lungo il confine con il Sudan, vengono trasferiti a Wadi Sharifay o Sitau Ashrin, due ex campi profughi in Sudan, dove sono consegnati ai trafficanti Rashaida, un'etnia nomade stanziata lungo il confine eritreo-sudanese (sul loro ruolo si veda il report http://www.unhcr.org/51407fc69.htm). Caricati su camion attraverso le rotte desertiche, i clandestini giungono in Libia o in Egitto. Il viaggio costa circa 3000 dollari a persona, una cifra elevatissima a fronte di un PIL pro capite di circa 700 dollari. Inoltre, in molti casi, i Rashaida, con la complicità della polizia sudanese, rapiscono i clandestini chiedendo riscatti assai elevati, il mancato pagamento dei quali comporta l'uccisione, lo sfruttamento per il traffico di organi, la costrizione alla prostituzione.
La responsabilità del governo di Asmara è richiamata anche nel rapporto annuale 2013 di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani in Eritrea: nel documento si sottolinea che nel rapporto del Gruppo di monitoraggio delle Nazioni Unite sulla Somalia ed Eritrea del luglio 2013 si afferma che funzionari eritrei, compresi alti ufficiali militari, coordinavano il contrabbando di armi e la tratta di esseri umani, tramite i canali della criminalità in Sudan e nel Sinai, con un'attività la cui portata consente di sospettare la complicità da parte del governo eritreo.
Sheila B. Keetharuth, avvocato di Mauritius con vasta esperienza nella promozione e nella salvaguardia dei diritti umani, è stata nominata Special Rapporteur sulla situazione dei diritti umani in Eritrea nel corso della 21° sessione del Consiglio per i diritti umani (settembre 2012) ed ha assunto le funzioni il 1° novembre successivo. In qualità di relatore speciale è indipendente da qualsiasi governo o organizzazione e si avvale per il mandato della propria competenza personale.

sabato 27 settembre 2014

La deputata Ileana Argentin resta chiusa alla Camera dei deputati


Modificare gli orari di apertura degli ingressi della Camera ed aumentare la presenza dei commessi: lo ha chiesto nell'Aula di Montecitorio la deputata del Pd Ileana Argentin lamentando di essere rimasta chiusa ieri sera per oltre un'ora nel Palazzo in quanto gli ingressi principali erano chiusi. "Dopo una riunione serale ho vagato per il palazzo al buio in carrozzina con il mio assistente e solo dopo un'ora qualcuno mi ha detto che c'erano dei commessi a presidiare un ingresso, l'unico aperto". Il vicepresidente Simone Baldrelli si e' detto "dispiaciuto", ma ha anche chiarito che "la chiusura degli ingressi e la presenza dei commessi e' regolata da una disciplina che e' stata modificata recentemente per esigenze di riduzione della spesa". Con un comunicato, la Presidenza della Camera ha espresso oggi "rammarico" per quanto accaduto ieri all'onorevole Ileana Argentin (Pd), rimasta chiusa ieri sera a Montecitorio. Un fatto denunciato stamane, con un intervento in Aula, dalla stessa Argentin. "Con riguardo all'intervento svolto questa mattina in Aula dalla deputata Ileana Argentin, che ha riferito di essere rimasta ieri sera per piu' di un'ora, al termine di una riunione di Gruppo, nel Palazzo di Montecitorio senza  trovare un ingresso aperto e senza incontrare un assistente per avere indicazioni, la Presidenza della Camera esprime il proprio rammarico per l'accaduto, come gia' fatto in seduta  da parte del vicepresidente Baldelli", si legge nella nota, "Come e' stato precisato in quella sede, gli orari e le modalita' di chiusura degli ingressi del Palazzo, cosi' come la presenza degli assistenti nelle ore notturne, sono regolati da discipline che di recente sono state oggetto di modifica nell'ambito di un processo generale di revisione e razionalizzazione delle spese e in relazione alla forte riduzione dell'organico".

martedì 16 settembre 2014

Ricordo di Patrizia Giugno

Qualche giorno fa mi è tornata in mente una valletta di Corrado che aveva presentato Domenica In  all'inizio della seconda stagione di questa trasmissione (1977-78). Si tratta di Patrizia Giugno. Riguardando questa trasmissione e pensando alle vallette che circolano oggi mi rendo conto che il tempo è passato. E che oggi una ragazza splendida e semplice come questa forse non arriverebbe più a condurre una trasmissione del genere. Ed è un peccato che Patrizia Giugno non sia più con noi. Oggi sarebbe stata - almeno secondo il mio modesto parere - una delle migliori nel panorama televisivo. 

Antisemitismo, quando manca il cuore della notizia

 Oggi ero a casa. Mentre scorrevo le ultime notizie dai siti delle agenzie di stampa la mia attenzione è caduta su un'ultim'ora dell'Ansa sulla nascita di un numero verde per segnalare episodi di antisemitismo. Quando ho letto la notizia dell'Ansa sono rimasto perplesso perchè mancava "il cuore della notizia": il numero di telefono istituito dall'Unione delle Comunità ebraiche italiane. Infatti, il mio primo istinto è stato quello di prendere nota del numero di telefono. Non si sa mai. Quando ho visto che il numero di telefono non c'era ci sono rimasto male. Allora la mia prima curiosità è stata quella di andare a vedere se altre agenzie di stampa avevano omesso il numero di telefono di "Antenna antisemitismo", questo è il titolo dell'iniziativa. E ho scoperto che - ad esempio - l'Adn-Kronos, agenzia di stampa che aveva diffuso la notizia molto prima, aveva dato il numero di telefono. Secondo me la cattiva informazione si costruisce anche con queste distrazioni. Ritengo che non ha senso dare certe notizie se viene ignorato "il cuore della notizia". Sarebbe come titolare su otto colonne in prima pagina che è saltata in aria la metropolitana senza specificare dove si è verificato il fatto.

domenica 14 settembre 2014

Cara Marianna Madia, non facciamo "marcire" quel poliziotto.

In questi giorni Sky ha riproposto un avvincente film con LUC MERENDA: "Il poliziotto è marcio". E visto che si parla tanto di forze dell'ordine e del loro impegno rispetto ai magri guadagni di un contratto difficile da rinnovare, ritengo che sia giusto parlare di questo capolavoro. Il film è molto interessante perchè fa vedere un poliziotto che guadagna 400mila lire alle prese con la criminalità organiizzata. E visto che anche nel 1974 i contratti si rinnovano con grande lentezza, il commissario DOMENICO MALACARNE, "il più temuto dalla mala milanese", l'uomo più in gamba della questura di Milano finisce nella merda quando si sta per scoprire che è uno dei complici della mala meneghina. Un film da rivedere per impedire che la storia si ripeta per colpa di Marianna Madia. Notate la cruenta scena iniziale nella quale un uomo viene freddato con i manifesti di CANZONISSIMA 1973 in divieto d'affissione. Da questo punto di vista nemmeno il commissario DOMENICO MALACARNE, con i suoi limiti, poteva impedire simili sconci.
 

venerdì 12 settembre 2014

I grandi errori di Skytg24: "L'inivato" a Pinzolo.



SEPARATI ALLA NASCITA: MICHELE MIRABELLA & PIER CARLO PADOAN



E "L'ultima Ferrari" arriva davvero

Se le ultime vicende della Ferrari vi hanno reso tristi, sappiate che ormai l'azienda di Maranello è arrivata all'anno zero. Qualche giorno fa, dopo aver ascoltato le ultime stronzate di Marchionne su quel cazzaro di Montezemolo ho dato un'occhiata a questo avvincente racconto della Urania. Si tratta de "L'ultima Ferrari". Il racconto è stato scritto nel 1965, ma è ambientato tra gli anni 80 e la prima metà degli anni '90. Nel 1982 le grandi case che gareggiano in Formula 1 decidono di piazzare dei piloti automatici alla guida delle auto da competizione. La cosa non piace all'ingegner Ferrari, che decide di bruciare tutte le Ferrari parcheggiate a Maranello. Sul cielo di Modena si alza una grande nube di fumo. Ma più di dieci anni dopo, anni dopo la morte dell'ing. Ferrari, due pazzi decidono di tirare fuori l'ultima Ferrari che avevano sotttratto al fiammifero dell'ingegnere. E decidono di farla correre con un pilota in carne ed ossa. La corsa finisce male per il pilota e per la Ferrari. Ecco, quello che abbiamo visto in questi giorni è peggio del dramma del "L'ultima Ferrari". E' il segno della decadenza della nostra capacità di imporci come marchio all'estero. Ad un uomo competente come Montezemolo, con tutti i limiti che conosciamo, ne arriverà un altro del tutto incapace ad affrontare la situazione. Peggio dello schianto de "L'ultima Ferrari".

30 secondi sul cielo di New York 30 anni prima (1970-2001)

Se ci pensiamo bene, i fatti che cambiano la storia sono stati previsti ampiamente dalla fantasia umana. Anche l'11 settembre non sfugge a questa regola. Al di la delle previsioni di alcuni cantanti e rapper, in un passato molto lontano stato previsto uno schianto simile a quello dell'11 settembre 2001. Grazie a Simone Berni e al suo avvincente "I nazi-fascisti e le scienze del terrore", anzi per la precisione a "Dischi volanti e mondi perduti", ho scoperto questo classico di Robert Buchard dal titolo "30 secondi sul cielo di New York". Buchard, che aveva previsto lo schianto di un aereo di linea su un grattacielo di New York alla fine degli anni '60, prima della costruzione delle torri gemelle, è stato un paracadutista francese che ha combattuto nel 1956 sui cieli dello stretto di Suez. Al centro di questa trama c'è un alto ufficiale cinese che, dopo aver terrorizzato i paesi del blocco comunista dell'Est europeo, si propone di distruggere New York con un volo di linea. La beffa di questo libro è che Buchard è diventato un ottimo giornalista che, dopo l'esperienza della guerra del 1956, si è specializzato nei conflitti in Medio Oriente e nel mondo arabo, seguendo in particolare le vicende dell'OAS. E visti i suoi impegni professionali legati al mondo arabo, magari per non avere problemi con le sue fonti, Buchard ha pensato bene di inventarsi questo cattivone cinese che "ordina" ad un volo di linea di schiatarsi sulla Grande mela. E chissà se qualcuno di quei folli che hanno dirottato i voli dell'11 settembre avrà letto questo racconto pensando che le indagini di quei geni dei servizi segreti americani avrebbero puntato proprio su quel cattivaccio allevato dalle parti di Pechino.


mercoledì 10 settembre 2014

I volontari italiani durante la guerra in Vietnam: intervista al saggista e attore Diego Verdegiglio

In questi giorni si è parlato molto della presenza di volontari italiani in Siria e in Iraq a fianco dei terroristi dell'ISIS. Questo caso, ampiamente discusso dai quotidiani, ha un precedente poco conosciuto. Nel 1965 il Partito comunista italiano, da una parte, e i servizi segreti italiani, dall'altra, si mobilitano per inviare uomini e mezzi in quell'area calda. Il segretario del Pci Luigi Longo, nel corso di una Tribuna Politica del 29 aprile 1965, dopo il viaggio di Achille Occhetto e Giancarlo Pajetta in Nord Vietnam, annuncia che il partito è pronto a mandare volontari per sostenere la lotta di Hanoi. Ne scaturisce un violento dibattito parlamentare che si svolge il 14 maggio 1965 alla Camera dei deputati. Radio Radicale vi racconta questa storia che ha segnato la vita di tanti giovani del Pci, del Msi, e anche dei "Servizi", grazie alle ricerche fatte dal saggista e attore Diego Verdegiglio, che nel 2008 ha interpretato Francesco Cossiga in "Aldo Moro, il Presidente" (2008). Buon ascolto con la mia intervista.

Camera dei Comuni: indipendenza scozzese, le interrogazioni al Primo Ministro David Cameron



Un clochard aggredisce e ferisce alcuni carabinieri in Piazza della Libertà a Roma


ANGELINO ALFANO TEME ATTENTATI TERRORISTICI IN ITALIA


QUANTO CI COSTERANNO LE MISSIONI ITALIANE ALL'ESTERO IN BASE AL DECRETO DA VOTARE IN PARLAMENTO?


NORMA
OGGETTO
MAGGIORI SPESE CORRENTI 2014
Missioni internazionali in Europa
47.435.322
Art. 2
Missioni internazionali in Asia
272.314.926
Art. 3
Missioni internazionali in Africa
53.091.804
Art. 4
Assicurazioni, trasporti e infrastrutture, AISE, cooperazione civile-militare e cessioni, operazioni di scorta marittima e assetti nazionali
15.277.394
Art. 8
Iniziative di cooperazione allo sviluppo
35.800.000
Art. 9
Sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione
21.865.370
Art. 10, commi 3 e 4
Rinnovo dei Comitati degli italiani all’estero
6.946.878
TOTALE

452.731.694

Missioni
Spesa autorizzata
(euro)
ART. 1 (Europa)
Balcani: Multinational Specialized Unit (MSU); EULEX Kosovo; Security Force Training Plan in Kosovo; Joint Enterprise
(comma 1)
36.002.777
Bosnia Erzegovina: ALTHEA
(comma 2)
138.933
Albania e area balcanica
(comma 3)
2.742.940
Kosovo: EULEX
(comma 4)
652.610
Kosovo: UNMIK
(comma 4)
31.830
Cipro: UNFICYP
(comma 5)
133.921
Mediterraneo: Active Endeavour
(comma 6)
7.732.311
TOT. ART. 1

47.435.322
ART. 2 (Asia)
Afghanistan: ISAF e EUPOL (comma 1)
185.082.639
Emirati Arabi Uniti, Baharain, Quatar, Tampa (Florida)
(comma 2)
9.124.600
Impiego personale Croce Rossa in Afghanistan ed Emirati Arabi Uniti
(comma 3)
333.009
Libano: UNIFIL
(comma 4)
76.223.973
Palestina: TIPH2 e addestramento forze di sicurezza palestinesi
(comma 5)
1.236.817
Gaza: EUBAM RAFAH
(comma 6)
61.100
Palestina: EUPOL COPPS
(comma 7)
64.230
Georgia: EUMM
(comma 8)
188.558
TOT. ART. 2

272.314.926
ART.3 (Africa)
Libia: EUBAM (Personale militare)
(comma 1)
5.182.970
Libia: EUBAM (Polizia di Stato)
(comma 2)
45.370
Libia: EUBAM (Guardia di finanza)
(comma 3)
1.672.971
Atalanta, Ocean Shield
(comma 4)
23.958.858
Corno d’Africa: EUTM Somalia e EUCAP Nestor, Regional maritime capacity building, funzionamento base militare nazionale a Gibuti e addestramento forze di polizia somale
(comma 5)
17.836.535
Mali: MINUSMA, EUCAP Sahel Niger, EUTM Mali e EUCAP Sahel Mali
(comma 6)
1.408.035

Repubblica Centrafricana: EUFOR RCA
(comma 7)
2.987.065
TOT. ART. 3

53.091.804


(euro)
Intervento
Spesa autorizzata
618.044
Sostegno dei processi di pace e di rafforzamento della sicurezza in Africa sub-sahariana e in America centrale (comma 2)
1.300.000
Partecipazione ai Fondi fiduciari ONU e NATO e contributo allo UN Staff college di Torino (comma 3)
1.250.000
Iniziative PESC-PSDC, OSCE e di altre organizzazioni internazionali, fondo fiduciario InCE istituito presso la BERS nonché partecipazione allo European Institute of Peace (comma 4)
2.896.200
Interventi operativi di emergenza e di sicurezza e per la tutela dei cittadini e degli interessi italiani all’estero (comma 5)
8.845.090
Finanziamento del fondo per assicurare al personale degli Esteri in servizio in aree di crisi la sistemazione, per ragioni di sicurezza in alloggi provvisori (comma 6).
6.000.000
Invio in missione o in viaggio di servizio di personale degli Esteri in aree di crisi, partecipazione dello stesso alle operazioni internazionali di gestione delle crisi, nonché spese di funzionamento e per il reclutamento di personale locale, a supporto del personale degli Esteri inviato in località non coperte da rappresentanza diplomatico-consolare (comma 7)
906.036
Contributo straordinario al Comitato atlantico italiano, per l'anno 2014 (comma 9)
50.000
TOTALE
21.865.370


(euro)
1.000.000
Attività di gestione dispositivo di ricerca
2.000.000
Apparati intelligence
1.000.000
Equipaggiamenti e materiali speciali
400.000
Spese telefoniche satellitari
462.000
Totale
4.862.000