sabato 20 dicembre 2014

Ecco come la Francia ha riconosciuto lo Stato di Palestina. Discussione generale e voto del rinoscimento della Palestina (28 novembre - 2 dicembre 2014).


Il 28 novembre si è svolta all’Assemblea Nazionale la discussione sulla proposta di risoluzione per il riconoscimento dello Stato della Palestina, presentata dal gruppo socialista (SRC). La risoluzione è stata approvata nella seduta del 2 dicembre, con 339 voti favorevoli, 151 contrari e 16 astenuti. Hanno votato a favore i deputati dei gruppi socialista (SRC), ecologista e della sinistra democratica e repubblicana (GDR), nonché parte dei deputati del gruppo radicale, repubblicano, democratico e progressista (RRDP); hanno votato contro i deputati del gruppo dell’unione per un movimento popolare (UMP) e gran parte dei deputati del gruppo dei democratici indipendenti (UDI). A nome del gruppo socialista (SRC), il deputato Bruno Le Roux ha sottolineato che la proposta di risoluzione  ha lo scopo di contribuire allo sforzo internazionale per la pace in Medio Oriente, e s’iscrive in una dinamica europea di riconoscimento dello Stato palestinese come risposta a uno status quo del processo di pace. La ratio del documento è che il riconoscimento dello Stato di Palestina è una condizione indispensabile per la pace, per altro inconcepibile senza un reciproco riconoscimento tra lo Stato d’Israele e quello della Palestina. Con la proposta di risoluzione si invita il Governo francese a impegnarsi rapidamente, nei tempi ritenuti opportuni, per il riconoscimento dello Stato della Palestina, nell’auspicio che molti altri parlamenti e governi europei – sull’esempio dei Parlamenti di Spagna, Regno Unito, Svezia e Irlanda - si impegnino su questa strada. Per il gruppo dell’unione per un movimento popolare (UMP) è intervenuto Pierre Lellouche, che ha preannunciato il voto contrario su un documento che costituisce un cambiamento radicale della linea diplomatica francese sul conflitto israelo-palestinese: la Francia è da sempre favorevole che i due Stati pervengano ad un reciproco ricoscimento, e che da tale accordo derivi il riconoscimento dello Stato della Palestina. Se la risoluzione fosse approvata, non si farebbe altro che radicalizzare la posizione di Israele. Philippe Vigier ha illustrato la posizione del gruppo dell’unione dei democratici indipendenti (UDI), per il quale la natura del dibattito avrebbe richiesto la redazione di una proposta di risoluzione bipartisan, non focalizzata sul riconoscimento di uno Stato, ma sul principio dell’esistenza di due Stati che convivano in pace. Nell’esprimere il timore che l’approvazione della risoluzione possa ravvivare le tensioni, Vigier ha preannunciato che i deputati dell’UDI voteranno secondo la propria coscienza. Per il gruppo ecologista è intervenuto François de Rugy, che ha preannunciato il voto favorevole sulla proposta di risoluzione, in quanto essa è un invito al dialogo, è fedele ai valori che la Francia da sempre difende e avrà evidentemente un’eco particolare in Europa e nel resto del mondo. A nome del gruppo radicale, repubblicano, democratico e progressista (RRDP), Roger-Gérard Schwartzenberg ha dichiarato che il suo gruppo prenderà una decisione, alla luce del dibattito in corso, nella sua prossima riunione. Ha comunque precisato che la proposta  avrebbe dovuto essere considerata irricevibile, in quanto la determinazione della politica estera è una prerogativa del Governo, mentre il testo in discussione contiene termini imperativi che contrastano con il dettato costituzionale. François Asensi ha espresso la posizione del gruppo della sinistra democratica e repubblicana (GDR), del tutto favorevole alla proposta in esame, in quanto lo Stato di Palestina non può più attendere il suo riconoscimento: il voto dell’Assemblea nazionale sarà un voto per la pace, la giustizia e la sicurezza dello Stato d’Israele e di tutto il Medio Oriente. Per il gruppo dei non iscritti è intervenuto Gilbert Collard, secondo il quale riconoscere lo Stato di Palestina equivarrebbe a riconoscere il movimento terrorista di Hamas. Alla chiusura della discussione, ha svolto il suo intervento il Ministro per gli affari esteri e dello sviluppo internazionale, Laurent Fabius, che ha esordito riconoscendo l’eccezionalità che un tale dibattito sia seguito da un voto, dal momento che il riconoscimento di uno Stato è prerogativa dell’Esecutivo. Ma la situazione è di per se’ eccezionale.

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