martedì 3 giugno 2014

Ecco cosa hanno in comune Angela Merkel & Matteo Renzi

GLUCKSRAD 1991


LA RUOTA DELLA FORTUNA 1994


Come funziona la prescrizione dei reati negli altri paesi europei



In Francia i termini di prescrizione del reato variano in base alla qualificazione giuridica dell’illecito. Il codice di procedura penale[8] stabilisce un termine di 10 anni per i crimini (articolo 7), 3 anni per i delitti (articolo 8) e 1 anno per le contravvenzioni (articolo 9). Occorre precisare che nell’ordinamento francese i crimini corrispondono alle infrazioni più gravi di competenza della Corte d’assise, i delitti alle infrazioni di media gravità di competenza del tribunale correzionale (tribunal correctionnel) e le contravvenzioni alle infrazioni minori la cui competenza è attribuita al giudice di prossimità o al tribunale di polizia (tribunal de police).

Molte sono le eccezioni al diritto comune, alcuni reati per la loro estrema gravità sono considerati imprescrittibili, così i crimini contro l’umanità (articolo 213-5 del codice penale) e, tradizionalmente, alcune delle infrazioni militari più gravi (es.: diserzione o insubordinazione in tempo di guerra).

In materia di traffico di stupefacenti e di terrorismo, la legge n.95-125 dell’8 febbraio 1995, ha portato la prescrizione dell’azione penale a 30 anni per i crimini e 20 per i delitti (articolo 706-25-1 c.p.p.). Anche per i crimini contro la specie umana (eugenismo o clonazione a scopo riproduttivo, articoli 214-1 – 215-4 c.p.) è previsto lo stesso termine. In materia di reati sessuali su minori la legge n. 2004-204 portant adaptation de la justice aux évolutions de la criminalité ha innalzato il termine a 20 anni per i crimini ed alcuni delitti aggravati e a 10 anni per gli altri delitti.

Esistono anche termini più brevi rispetto a quelli di diritto comune, così i reati commessi a mezzo stampa, come la diffamazione, si prescrivono in tre mesi ad eccezione dei delitti di provocazione alla discriminazione e all’odio razziale, di diffamazione e ingiuria razziale e di contestazione di un crimine contro l’umanità per cui è previsto il termine di 1 anno. Sei mesi sono poi previsti per alcuni illeciti elettorali, quali, ad esempio, la sottrazione o alterazione di schede e la frode nello scrutinio.

In linea generale la prescrizione decorre dal giorno del compimento del reato per le infrazioni caratterizzate dall’istantaneità e dal giorno in cui è cessato il comportamento delittuoso per le infrazioni che si prolungano nel tempo. Il legislatore ha stabilito che, per i reati contro i minori, la prescrizione decorre dal giorno in cui la vittima abbia raggiunto la maggiore età.

I termini della prescrizione possono essere interrotti da qualsiasi atto di istruzione o di azione giudiziaria (articoli 7, 8 e 9 c.p.p.), il legislatore non ha determinato la lista di tali atti. La sospensione deriva dal principio generale secondo il quale la prescrizione non decorre nel periodo in cui vi siano ostacoli, di diritto o di fatto, all’esercizio dell’azione.

La prescrizione della pena interviene dopo 20 anni per i crimini, 5 anni per i delitti e 2 anni per le contravvenzioni.



In Germania la prescrizione è regolata dal codice penale (Strafgesetzbuch), che distingue tra prescrizione della perseguibilità (Verfolgungsvrjährung, artt. 78-78c) e prescrizione dell’esecuzione (Vollstreckungsverjährung, artt. 79-79b).

I termini di prescrizione della perseguibilità, esclusa nei casi di genocidio e di assassinio, sono di 30 anni per i reati puniti con l’ergastolo, 20 anni per i reati puniti con una pena detentiva massima superiore a 10 anni, 10 anni per i reati puniti con una pena detentiva tra i 5 e i 10 anni, 5 anni per i reati con pene detentive tra 1 e 5 anni, 3 anni per gli altri reati (art. 78).

La prescrizione viene sospesa fino al compimento del diciottesimo anno di vita della vittima nel caso di abusi sessuali nei confronti di minorenni. Nel caso di reati compiuti da membri del parlamento federale o di un organo legislativo di un Land, la prescrizione viene computata a partire dal momento in cui viene avviato (per denuncia o d’ufficio) un procedimento a carico del parlamentare (art. 78b).

La prescrizione viene interrotta nei casi elencati dall’articolo 78c, corrispondenti agli atti tipici dell’autorita giudiziaria: interrogatori, incarichi a periti, sequestri e perquisizioni, ordini di arresto, fissazione di udienza ecc. Dopo ciascuna interruzione, la prescizione ricomincia a decorrere dall’inizio; la perseguibilità è però al più tardi prescritta quando sia trascorso il doppio del termine legale di prescrizione.

I termini di prescrizione dell’esecuzione della pena, esclusa nei casi di pene per il reato di genocidio e dell’ergastolo sono di 25 anni nel caso di pene detentive superiori a 10 anni, 20 anni per pene tra 5 e 10 anni, 10 anni per pene tra 1 e 5 anni, 5 anni per pene inferiori a 1 anno e pene pecuniarie superiori a 30 tassi giornalieri (Tagessätzen, calcolati in base al guadagno netto che l’autore del reato realizza mediamente in un giorno e variabili tra 1 e 5000 euro, art. 40), 3 anni per le pene pecuniarie inferiori a 30 tassi giornalieri (art. 79).

La prescrizione della perseguibilità per atti che comportano sanzioni amministrative viene regolata in linea generale dall’articolo 31 della Legge sulle infrazioni (Gesetz über OrdnungswidrigkeitenGWiG). I termini di prescrizione della perseguibilità sono di 3 anni per le infrazioni che comportano sanzioni superiori a 50.000 euro, 2 anni per sanzioni tra 2500 e 50.000 euro, 1 anno per sanzioni tra 1000 e 2500 euro, 6 mesi per sanzioni inferiori. I termini per la prescrizione dell’esecuzione sono di 5 anni per sanzioni superiori a 1000 euro e 3 anni per tutte le altre (art.34).

Per le sanzioni previste dal Codice della strada (Straßenverkehrsgesetz- StVG), il termine di prescrizione è di tre mesi, tranne nei casi in cui sia stata emanata una notifica di sanzione amministrativa o sia stata intrapresa una azione pubblica, per i quali il termine è di sei mesi (art.26).



L’ordinamento del Regno Unito, com’è tipico della tradizione giuridica di common law, non contempla l’istituto della prescrizione nella forma nota ai Paesi di diritto continentale, ma un limite temporale riferito all’estinzione dell’azione, e non del reato.

I time limits posti dalla legislazione penale per il perseguimento dei reati si applicano, infatti, all’esercizio del potere di proporre l’azione in giudizio; essi rispondono all’esigenza processuale di assicurare, entro un termine ragionevole, l’acquisizione di prove genuine e di gararantire all’accusato un “giusto processo” (due process of law) a non eccessiva distanza di tempo rispetto ai fatti contestati.

I limiti temporali, così intesi, si articolano diversamente a seconda della categoria di reato e dei correlati criteri di competenza processuale (dettati dal Magistrates’ Court Act del 1980). La qualificazione legislativa di un determinato reato come summary offence o, rispettivamente, come indictable offence comporta, infatti, la cognizione della Magistrate’s Courts oppure della Crown Court (integrate dal jury). Scriminanti tra i due tipi di reato sono, per un verso, la minore entità del primo e la previsione, per il secondo, di pene detentive non inferiori a tre mesi; per altro verso, la competenza di un giudice monocratico oppure, per il reato più grave, di una corte integrata dal jury.

Nel caso della summary offence, l’azione penale deve essere avviata entro sei mesi dalla perpetrazione del reato, a meno che la legge non stabilisca termini diversi per specifici reati (un esempio recente è costituito dall’estensione dei limiti per il perseguimento di determinati reati urbanistici dal Climate Change and Sustainable Energy Act del 2006, art. 13).

Nel caso della indictable offence (giudicato dalla Crown Court oppure, ove il reato sia “triable either way”, alternativamente dall’una o dall’altra corte), non sussistono limiti temporali alla prosecution. Inoltre, il tempo trascorso senza che il reato sia stato perseguito (staleness) è soltanto uno dei criteri sulla cui base viene valutata la sussistenza dell’interesse pubblico all’esercizio dell’azione penale, anche a distanza di tempo e specie in relazione ai reati più gravi (public interest criteria).



In Spagna la prescrizione del reato può essere vista come un diritto all’applicazione della legge penale in relazione con l’atto illecito commesso da un soggetto. Questo principio comporta un limite temporale al carattere effettivo dello ius puniendi statale, che non può essere esercitato in maniera integrale ed illimitata per tutti i delitti commessi in tempi anche molto remoti.

La prescrizione dei reati è segnatamente disciplinata dall’art. 131 del codice penale, che si trova all’interno del capitolo I del titolo VII del libro I del codice, comprendente gli articoli da 130 a 135 (De las causas que extinguen la responsabilidad criminal)[9].

In particolare, l’art. 131, comma 1, come modificato dalla legge organica n. 15/2003, prevede che i delitti si prescrivono in:

·         20 anni, quando la pena massima prevista dalla legge è di 15 o più anni;

·         15 anni, quando la pena massima prevista dalla legge è l’inabilitazione per più di 10 anni o la reclusione per più di 10 anni e meno di 15;

·         10 anni, quando la pena massima prevista dalla legge è la reclusione o l’inabilitazione per più di 5 anni e fino a 10;

·         5 anni, quando la pena massima prevista dalla legge è la reclusione o l’inabilitazione per più di 3 anni ma meno di 5;

·         3 anni negli altri casi.

I delitti di calunnia e ingiuria si prescrivono in 1 anno.

I delitti contro l’umanità e di genocidio nonché i delitti contro le persone e i beni protetti in caso di conflitto armato sono imprescrittibili (art. 131, comma 4, come modificato dalla legge organica n. 15/2003). Si ricorda che i delitti contro l’umanità sono disciplinati dall’art. 607-bis del codice penale, mentre le persone protette in caso di conflitto sono indicate agli articoli 608 e seguenti del codice penale, mentre i beni protetti sono disciplinati dall’art. 613 del medesimo codice (http://noticias.juridicas.com/base_datos/Penal/lo10-1995.l2t24.html#c2b).

Le contravvenzioni, invece, si prescrivono nel periodo di sei mesi (art. 131, comma 2).

Ai sensi dell’art. 132 del codice penale, i termini previsti per la prescrizione di computano a partire dal giorno in cui è stata commessa l’infrazione punibile. In caso di delitto continuato, delitto permanente, infrazioni abituali, tali termini si computano rispettivamente, a partire dal giorno in cui è stata commessa l’ultima infrazione, dal giorno in cui è venuta meno la situazione illecita o dal giorno in cui è cessata la condotta. Nei casi di alcuni delitti commessi contro un minore (ad esempio, omicidio, lesioni, aborto senza consenso) i termini si computano a partire dal giorno in cui la vittima compie la maggiore età, o in caso di morte, da tale giorno.

Le prossime scadenze europee dopo il voto del 25 maggio


Tra il 22 e il 25 maggio 2014 si sono svolte le elezioni per rinnovo del Parlamento europeo (PE) che sarà composto, come stabilito dal Trattato di Lisbona, da 751 deputati, di cui 73 assegnati all’Italia.
Nella precedente legislatura europea (2009-2014) il PE era composto da 766 deputati. La riduzione del numero degli europarlamentari discende dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona. A differenza di altri paesi, la riduzione del numero complessivo non ha comportato conseguenze per il numero di europarlamentari eletti in Italia.
La sessione costitutiva del Parlamento europeo si svolgerà a Strasburgo dall’1° al 3 luglio 2014.
Nel corso di questa sessione, indicativamente il 2 luglio, la Presidenza italiana dovrebbe presentare alla plenaria del Parlamento europeo il programma della Presidenza del Consiglio dell’UE per il periodo 1° luglio – 31 dicembre 2014.
La successiva riunione plenaria del Parlamento europeo è prevista dal 14 al 17 luglio 2014.

Costituzione dei gruppi

L’articolo 30 del regolamento del PE prevede che i deputati possano organizzarsi in gruppi secondo le affinità politiche. Un deputato può appartenere a un solo gruppo politico. Ogni gruppo politico deve essere composto da un numero minimo di 25 deputati, eletti in almeno un quarto degli Stati membri (7 stati membri).
Se la consistenza numerica di un gruppo scende al di sotto della soglia richiesta, il Presidente, previo accordo della Conferenza dei presidenti, può autorizzare il gruppo ad esistere fino alla successiva seduta costitutiva del Parlamento, a condizione che:  i suoi membri continuino a rappresentare almeno un quinto degli Stati membri; il gruppo esista da più di un anno.

Elezione del Presidente del PE

In occasione della riunione costitutiva, l’Assemblea provvederà all’elezione del Presidente del PE, dei 14 vicepresidenti e dei 5 questori. Tali cariche hanno una durata di due anni e mezzo.
Per l’elezione del Presidente, l’articolo 16 del regolamento del PE prevede che se, dopo tre scrutini, nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi, possono essere candidati al quarto scrutinio soltanto i due deputati che, al terzo scrutinio, abbiano ottenuto il maggior numero di voti; in caso di parità di voti, è proclamato eletto il candidato più anziano.
Per i vicepresidenti, l’articolo 17 del regolamento del PE prevede siano eletti al primo scrutinio, con una unica scheda e nell'ordine numerico dei voti riportati eletti i vicepresidenti,  i candidati che hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi. Se il numero dei candidati eletti è inferiore al numero dei seggi da assegnare, si procede a un secondo scrutinio, con le stesse modalità, per l'assegnazione dei seggi restanti. Qualora un terzo scrutinio si renda necessario, l'elezione ha luogo a maggioranza relativa per i seggi che rimangono da attribuire; in caso di parità di voti, sono proclamati eletti i candidati più anziani.
Per i questori si segue la stessa procedura di elezione dei vicepresidenti.

Costituzione delle Commissioni parlamentari

Le riunioni costitutive delle Commissioni parlamentari, nel corso delle quali si procederà alla nomina dei rispettivi Presidenti ed uffici di Presidenza, dovrebbero svolgersi a Bruxelles dal 7 al 10 luglio 2014. Le commissioni parlamentati del PE sono 20.
Ogni Commissione elegge tra i suoi membri un presidente e, in scrutini separati, i vicepresidenti, che insieme costituiscono l'ufficio di presidenza della commissione. Il numero di vicepresidenti da eleggere è determinato dal Parlamento su proposta della Conferenza dei presidenti.
L’articolo 204 del regolamento del PE stabilisce che quando il numero dei candidati corrisponde al numero dei seggi da assegnare, l'elezione può avvenire per acclamazione. In caso contrario o su richiesta di almeno un sesto dei membri della commissione, l'elezione si svolge a scrutinio segreto. In caso di candidatura unica l'elezione ha luogo a maggioranza assoluta dei suffragi espressi, compresi i voti favorevoli e contrari. In caso di più candidature al primo turno, l'elezione ha luogo a maggioranza assoluta dei suffragi espressi; al secondo turno, è eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità, è eletto il candidato più anziano. In via di prassi, le Presidenze delle Commissioni parlamentari sono distribuite in modo proporzionale tra i diversi gruppi politici con l’applicazione del metodo d’Hondt. All’interno di ciascun gruppo politico le Presidenze sono poi assegnate tenendo conto della consistenza delle rispettive delegazioni nazionali.

elezione del Presidente della Commissione europea e nomina  della Commissione europea

Elezione del Presidente

L’articolo 17, paragrafo 7, del Trattato sull’Unione europea (TUE) prevede che il Consiglio europeo, - tenuto conto delle elezioni del Parlamento europeo e dopo aver effettuato le consultazioni appropriate - deliberando a maggioranza qualificata, proponga al Parlamento europeo un candidato alla carica di presidente della Commissione, che è eletto dal Parlamento europeo a maggioranza dei membri che lo compongono (376 voti). L’articolo 117 del regolamento del PE prevede che il voto avvenga a scrutinio segreto.
Il medesimo articolo del regolamento del PE prevede che, dopo che il Consiglio europeo ha proposto un candidato a Presidente della Commissione, esso sia invitato a presentare i suoi orientamenti politici al Parlamento europeo.
Si ricorda che fino al 31 ottobre 2014 per il calcolo della maggioranza qualificata in seno al Consiglio si utilizzerà il sistema di voto ponderato introdotto dal Trattato di Nizza, che su un totale di 352 voti prevede che la maggioranza qualificata sia raggiunta con 260 voti favorevoli, di almeno 15 Stati membri (a Germania, Francia, Italia e Regno Unito sono attribuiti 29 voti ciascuno). Inoltre, fino al 31 ottobre 2014, uno Stato membro può chiedere la conferma che i voti favorevoli rappresentano almeno il 62% della popolazione totale dell'UE. Se così non dovesse essere, la decisione non è adottata.
A partire dal 1° novembre 2014 entrerà in vigore un sistema che si fonda sul principio della doppia maggioranza di Stati e di popolazione, in base alla quale la maggioranza qualificata è definita come il 55% degli Stati membri dell’Unione (72% se il Consiglio delibera non su proposta della Commissione europea), con un minimo di 15 Stati membri, che rappresentino almeno il 65% della popolazione. La minoranza di blocco deve comprendere almeno 4 membri del Consiglio, in caso contrario la maggioranza qualificata si considera raggiunta. Fino al 31 marzo 2017 un membro del Consiglio può comunque chiedere che le deliberazioni a maggioranza qualificata del Consiglio si svolgano secondo il sistema di voto ponderato in vigore fino al 31 ottobre 2014.
Se il candidato non ottiene la maggioranza, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone entro un mese un nuovo candidato, che è eletto dal Parlamento europeo secondo la stessa procedura.
Si ricorda che i partiti politici europei – dando seguito alla risoluzione approvata dal PE il 4 luglio 2013 - in  vista del rinnovo del Parlamento europeo hanno designato i candidati alla carica di Presidente della Commissione europea; si tratta di: Jean Claude Junker per il gruppo PPE, Martin Schulz per il gruppo S&D, Alexis Tsipras per il gruppo GUE/NGL, Guy Verhofstadt per il gruppo ALDE, José Bové e Ska Keller per il gruppo VERDI/ALE.

Designazione dei commissari

Il Consiglio dell’UE, di comune accordo con il Presidente eletto, adotta l'elenco delle altre personalità che propone di nominare membri della Commissione europea, sulla base delle proposte presentate dagli Stati membri.
L’articolo 118 del regolamento del PE prevede che i candidati siano invitatati a comparire dinanzi alle varie Commissioni parlamentari secondo le loro competenze. Le audizioni sono pubbliche.

Nomina della Commissione europea

Il collegio della Commissione europea nel suo complesso è soggetto, ai sensi dell’articolo 17 del TUE, ad un voto di approvazione del Parlamento europeo. L’articolo 118 del regolamento del PE prevede che tale voto avvenga a maggioranza dei voti espressi e per appello nominale.
Il medesimo articolo del Regolamento del PE prevede, inoltre, che i candidati alla carica di commissario europeo siano sottoposti ad audizioni pubbliche presso le Commissioni parlamentari del PE, secondo la competenza del portafoglio loro assegnato e che debbano formulare una dichiarazione e rispondere a domande.
A seguito di tale approvazione la Commissione è nominata dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata.

Prossime scadenze

Il mandato dell’attuale Commissione europea scade il 31 ottobre 2014.
La sera del 27 maggio si è svolta una riunione informale del Consiglio europeo per valutare i risultati delle elezioni del PE. il Consiglio europeo ha dato mandato al Presidente del Consiglio europeo, Van Rompuy, di condurre consultazioni con il Parlamento europeo per l’elezione del Presidente della Commissione europea e consultazioni bilaterali con i Capi di Stato e di Governo sulle future priorità dell’UE e sulla agenda strategica.
Peraltro, la mattina del 27 maggio la Conferenza dei Presidenti dei gruppi politici del Parlamento europeo si è riunita ed a maggioranza ed ha dato mandato al candidato del PPE alla Presidenza della Commissione europea, Jean Claude Junker, di verificare l’esistenza di una maggioranza a suo favore all’interno del PE. Si sono espressi a favore tutti gli attuali gruppi politici del PE, ad eccezione del Gruppo europeo dei conservatori e riformisti (ECR) e del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia (EFD).
Il Consiglio europeo dovrebbe continuare la discussione sulla designazione del Presidente della Commissione europea in occasione della riunione del 26  e 27 giugno 2014.
Secondo notizie riportate dalla stampa, nel caso in cui il Consiglio europeo del 26 e 27 giugno non arrivi ad un accordo sulla designazione del candidato alla Presidenza della Commissione europea potrebbe essere convocato nel mese di luglio un Consiglio europeo straordinario (che si svolgerebbe dunque nell’ambito della Presidenza italiana del Consiglio dell’UE).
Le ipotesi che allo stato attuale appaiono più plausibili prevedono che:
·   il voto del Parlamento europeo sull’elezione del Presidente della Commissione europea potrebbe svolgersi in occasione di una delle sessioni plenarie del Parlamento europeo di luglio (1-3 luglio o 14 – 17 luglio);
·   le audizioni dei Commissari designati presso le competenti commissioni parlamentari del PE si svolgeranno nel corso del mese di settembre;
·   il voto per l’approvazione della Commissione europea nel suo complesso da parte del Parlamento dovrebbe aver luogo in una delle sessioni plenarie previste nel mese di ottobre (8 e 9 ottobre e 20-23 ottobre).

Nomina dell’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la sicurezza

Ai sensi dell’articolo 18 del TUE, l’Alto rappresentante è nominato dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata e con l’accordo del Presidente della Commissione europea, con un mandato di 5 anni.
L’Alto Rappresentante guida la politica estera e di sicurezza dell’Unione, è di diritto uno dei vicepresidenti della Commissione europea.
L’attuale Alto Rappresentante è Catherine Ashton (Regno unito), il suo mandato scade il 31 ottobre 2014.

Nomina del Presidente della Consiglio europeo

Il Presidente del Consiglio europeo è eletto dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata per un mandato di due anni e mezzo rinnovabile una volta.
Il mandato del’attuale Presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy (Belgio), scade il 30 novembre 2014.

Nomina del Presidente dell’Eurogruppo

In base alle disposizioni introdotte dal Protocollo (n. 14) sull’Eurogruppo - che riunisce i ministri degli Stati membri che aderiscono all’Euro - allegato ai Trattati, i Ministri delle finanze dei Paesi dell’Eurozona, riuniti nell’Eurogruppo, eleggono a maggioranza semplice un Presidente per un periodo di due anni e mezzo.
L’attuale Presidente dell’Eurogruppo è Jeroen Dijsselbloem, Ministro delle finanze olandese,  che è stato nominato il 21 gennaio 2013 e il cui mandato scade il 20 luglio 2015.

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