venerdì 12 settembre 2014

I grandi errori di Skytg24: "L'inivato" a Pinzolo.



SEPARATI ALLA NASCITA: MICHELE MIRABELLA & PIER CARLO PADOAN



E "L'ultima Ferrari" arriva davvero

Se le ultime vicende della Ferrari vi hanno reso tristi, sappiate che ormai l'azienda di Maranello è arrivata all'anno zero. Qualche giorno fa, dopo aver ascoltato le ultime stronzate di Marchionne su quel cazzaro di Montezemolo ho dato un'occhiata a questo avvincente racconto della Urania. Si tratta de "L'ultima Ferrari". Il racconto è stato scritto nel 1965, ma è ambientato tra gli anni 80 e la prima metà degli anni '90. Nel 1982 le grandi case che gareggiano in Formula 1 decidono di piazzare dei piloti automatici alla guida delle auto da competizione. La cosa non piace all'ingegner Ferrari, che decide di bruciare tutte le Ferrari parcheggiate a Maranello. Sul cielo di Modena si alza una grande nube di fumo. Ma più di dieci anni dopo, anni dopo la morte dell'ing. Ferrari, due pazzi decidono di tirare fuori l'ultima Ferrari che avevano sotttratto al fiammifero dell'ingegnere. E decidono di farla correre con un pilota in carne ed ossa. La corsa finisce male per il pilota e per la Ferrari. Ecco, quello che abbiamo visto in questi giorni è peggio del dramma del "L'ultima Ferrari". E' il segno della decadenza della nostra capacità di imporci come marchio all'estero. Ad un uomo competente come Montezemolo, con tutti i limiti che conosciamo, ne arriverà un altro del tutto incapace ad affrontare la situazione. Peggio dello schianto de "L'ultima Ferrari".

30 secondi sul cielo di New York 30 anni prima (1970-2001)

Se ci pensiamo bene, i fatti che cambiano la storia sono stati previsti ampiamente dalla fantasia umana. Anche l'11 settembre non sfugge a questa regola. Al di la delle previsioni di alcuni cantanti e rapper, in un passato molto lontano stato previsto uno schianto simile a quello dell'11 settembre 2001. Grazie a Simone Berni e al suo avvincente "I nazi-fascisti e le scienze del terrore", anzi per la precisione a "Dischi volanti e mondi perduti", ho scoperto questo classico di Robert Buchard dal titolo "30 secondi sul cielo di New York". Buchard, che aveva previsto lo schianto di un aereo di linea su un grattacielo di New York alla fine degli anni '60, prima della costruzione delle torri gemelle, è stato un paracadutista francese che ha combattuto nel 1956 sui cieli dello stretto di Suez. Al centro di questa trama c'è un alto ufficiale cinese che, dopo aver terrorizzato i paesi del blocco comunista dell'Est europeo, si propone di distruggere New York con un volo di linea. La beffa di questo libro è che Buchard è diventato un ottimo giornalista che, dopo l'esperienza della guerra del 1956, si è specializzato nei conflitti in Medio Oriente e nel mondo arabo, seguendo in particolare le vicende dell'OAS. E visti i suoi impegni professionali legati al mondo arabo, magari per non avere problemi con le sue fonti, Buchard ha pensato bene di inventarsi questo cattivone cinese che "ordina" ad un volo di linea di schiatarsi sulla Grande mela. E chissà se qualcuno di quei folli che hanno dirottato i voli dell'11 settembre avrà letto questo racconto pensando che le indagini di quei geni dei servizi segreti americani avrebbero puntato proprio su quel cattivaccio allevato dalle parti di Pechino.