giovedì 10 agosto 2017

Che fine ha fatto quel passeggero sulla linea FS ANCONA-ROMA?

Ferrovie dello Stato addio. La tratta Roma-Ancona, a dispetto dell'età della linea, nata nel 1866 nel periodo dello Stato pontificio per una precisa disposizione di PIO IX, era e resta una delle più disastrate d'Italia. Nel mio blog ho deciso di postare un articolo pubblicato dal "Corriere Adriatico", che rende bene l'idea di come le nostre ferrovie si comportano nei confronti dei passeggeri e di due regioni importanti per l'economia del Lazio: l'Umbria e le Marche. Per decenni nessun politico o gruppo di pressione ha mai pensato di rendere questa linea ferroviaria più moderna e porre fine allo "scartamento ridotto" (un binario) della linea tra Fabriano e Terni. Questo è un grosso handicap che i pendolari e l'economia del paese si portano dietro. Per questo mi auguro, come è scritto in questo articolo del "CORRIERE ADRIATICO" del 10 agosto, che l'onorevole Lodolini (Pd) vada fino in fondo e affronti la questione con il Governo, superando i disservizi nei confronti dei passeggeri e rendendo quella linea più efficiente. Questo è importante per il rispetto che dobbiamo alle Marche e al l'Umbria e agli stessi interessi del Lazio.

LA STAZIONE DI ANCONA NELL'OTTOCENTO

Il deputato del Partito democratico EMANUELE LODOLINI

ARTICOLO DEL CORRIERE ADRIATICO DEL 10 agosto 2017
ANCONA - "Dal paradiso all’inferno il passo è breve. Basta passare da un binario all’altro, sconfinare dalla rete ferroviaria marchigiana a quella interregionale che la musica cambia. E di parecchio. Se infatti Trenitalia sbandiera un indice di affidabilità del 99,1% per la tratta regionale, quando si parla dei collogamenti da Roma e per Roma c’è da mettersi le mani nei capelli. Ogni viaggio può trasformarsi in un’odissea e arrivare in ritardo ormai è un’opzione che i pendolari hanno messo in conto. L’ultimo drammatico viaggio si è consumato martedì, ma sembra che dall’inizio del mese il treno Frecciabianca Roma - Ravenna che parte dalla capitale allunga la percorrenza per lavori sulla strada ferrata passando dagli auspicati 40 minuti di ritardo all’ora e mezza. Un viaggio infinito di oltre 5 ore. Una situazione talmente snervante che ha fatto saltare sulla sedia anche l’onorevole Emanuele Lodolini, deciso a incontrare il ministro e a firmare un’interrogazione ad hoc per cercare di accendere l’ennesimo faro su una delle tratte più a rischio d’Italia. Trecento passeggeri martedì hanno dovuto subire un viaggio infinito sul Frecciabianca delle 16.55 e non sono nemmeno riusciti a ristorarsi un po’ nel vagone bar, privo di cibo ma anche di acqua e di caffè «nonostante - spiega Lodolini - la continua pubblicità rilanciata dagli altoparlanti». Insomma un incubo nell’incubo che ormai rasenta la quotidianità. Se volete dare un’occhiata a quello che accade sulla strada ferrata che congiunge le Marche a Roma, potete collegarvi con il blog “Disservizio pubblico” e verificare quanto ormai sia all’ordine del giorno viaggiare in treno assieme ai disagi. L’Intercity Ancona-Roma della mattina, ieri è arrivato nella Capitale con 66 minuti di ritardo".