domenica 10 ottobre 2021

"Le vie d'Italia" e quell'abbonamento del 1948 dimenticato

Ogni volta che compro un libro o una rivista usata la prima cosa che faccio è andare a guardare se nel libro o nel settimanale o nel periodico c'è una dedica o un documento dimenticato. E spesso le sorprese non mancano. Le sorprese riguardano anche atti dimenticati del precedente proprietario. In questo caso mi sono trovato di fronte a un bollettino scritto per fare l'abbonamento a "Le vie d'Italia" datato aprile 1948, ma mai spedito o staccato. Mi rivolgo ovviamente al signor Guido che se ci vuole ripensare il suo abbonamento è da me. Sarebbe interessante scoprire se poi alla fine il signor Guido ha fatto quell'abbonamento oppure se ha aspettato un mese per farlo con un altro bollettino. Oppure se non lo ha fatto mai. 



lunedì 27 settembre 2021

Slovacchia: il sacerdote cattolico agli ordini di Hitler, intervista a Marco Fraquelli

Quando il Papa va in un altro Paese i nostri vaticanisti dovrebbero ricordare che cosa è stato o ha rappresentato la Chiesa in quel paese. Nel caso del viaggio di Papa Francesco in Slovacchia non lo hanno fatto. A questo punto ho fatto una breve ricerca perchè ero molto curioso di capire cosa era successo in Slovacchia nell'ultima guerra. E alla fine ho trovato la figura di un sacerdote cattolico premier voluto da Adolf Hitler e favorevole alle persecuzioni contro gli ebrei. Una figura molto controversa e discutibile sulla quale non è stato scritto nulla nei giorni del viaggio papale. Ho fatto una breve ricerca e ho trovato un saggista che aveva scritto qualcosa su Jozef Tiso. Ecco cosa mi ha detto Marco Fraquelli, autore di "Altri duci", edito da Mursia nel 2018.  

 

1964. E Dino Grandi disse: "Alle consultazioni vengo anche io". Intervista a Giampiero Buonomo


Nessuno lo sa. E non esistono fonti documentarie consultabili. Ma nel 1964 l'ex Presidente della Camera dei Fasci e delle Corporazioni Dino Grandi era quasi riuscito ad ottenere un clamoroso rientro tra i vip della politica italiana. Dopo il suo ritorno in patria, Grandi aveva avuto una grande intuizione: farsi ricevere dal Presidente della Repubblica Gronchi o Antonio Segni al Quirinale per le consultazioni per la formazione del Governo. Grandi aveva osservato che durante le consultazioni per le formazioni dei Governi repubblicani, negli anni '40 e '50, al Quirinale erano stati ricevuti i Presidenti della Consulta Nazionale e dell'Assemblea Costituente, che avevano presieduto assemblee elettive prima della Costituzione del 1947. E per questa ragione Dino Grandi prova a convincere il Capo dello Stato, che non gli risponde mai. E alla fine riesce ad avere udienza dal Presidente della Camera Brunetto Bucciarelli Ducci. Vediamo con quale esito in questa intervista che ho realizzato con il responsabile dell'Archivio storico del Senato Giampiero Buonomo che ha pubblicato un articolo su "Consulta Online" dello scorso maggio. L'articolo è stato poi ripubblicato sul periodico trimestrale dell'Archivio storico del Senato della Repubblica. Buona visione.  

giovedì 26 agosto 2021

"I bambini del soldato Martin" (Corvisiero), conversazione con Matteo Incerti

Perdonami blog se da mesi ti ho dimenticato. L'intervista con Matteo Incerti la ricorderò per diverso tempo. Abbiamo dovuto ripeterla perché da ILLY caffè non avevano gradito la nostra presenza seduti al tavolo per fare un'intervista. Al diciannovesimo minuto, pochi secondi prima della fine dell'intervista, arriva una dipendente del bar che ci dice: "Avete un'autorizzazione scritta per fare l'intervista?"....Tutto da rifare. Siamo andati pochi metri più avanti da Giolitti e abbiamo ringraziato la gelateria per la disponibilità.......Buona visione. 
Il libro è bellissimo.
 

giovedì 26 novembre 2020

La villa dei sogni dei dirigenti PCI

Dal sito "Il cacciatore di libri" di Simone Berni ho scoperto questo divertente opuscolo di propaganda anticomunista che oggi sarebbe impensabile con la legge sulla privacy dal titolo "La villa dei vostri sogni". In apparenza sembre un depliant di una società immobiliare, invece si tratta di una mappatura delle ville dei dirigenti del PCI degli anni '60. La sede dell'immobiliare si trova in via delle Botteghe oscure. Il documento, anzi l'opuscolo viene venduto su ebay alla modica cifra di 121 euro. Il link è questo. Io ci rinuncio, ma questo è un pezzo di storia, anzi di propaganda, molto curioso. Per risalire a questo documento si dovrebbe fare una ricerca su una rivista degli anni '60 dal titolo "Documenti sul comunismo". E questo depliant dovrebbe essere il supplemento del numero 102. Il depliant è collocabile tra il 1965 o il 1966 visto che Togliatti non viene citato.







sabato 21 novembre 2020

La legge di Bilancio, il Recovery Plan e il Superbonus: intervista a Stefano Fassina


MES: FASSINA (LEU), 'PASDARAN VOGLIONO VINCOLO ESTERNO PIU' FORTE' =

ADN1162 7 POL 0 ADN POL NAZ MES: FASSINA (LEU), 'PASDARAN VOGLIONO VINCOLO ESTERNO PIU' FORTE' = Roma, 20 nov. (Adnkronos) - "È surreale che si continui a motivare sul piano economico e del contrasto al Covid 19 l'accesso al Mes. Dopo che 17 Stati europei hanno chiesto il Sure ma, pur avendone la medesima convenienza, non hanno mai preso neanche in considerazione il Mes sanitario; dopo che anche europeisti doc come Sassoli e Letta hanno riconosciuto i dati di realtà e, quindi, lo hanno giudicato 'anacronistico', sarebbe utile che i pasdaran del Mes giocassero a carte scoperte". Così Stefano Fassina in una intervista a Radio Radicale. "Dovrebbero, prosegue Fassina, esplicitare la loro rassegnata lettura storico-politica della vicenda nazionale e dire che considerano un sempre più stringente vincolo esterno di segno liberista condizione necessaria per la 'modernizzazione' e per il governo di un'Italia storicamente indisciplinata e carente di cultura liberale. Chi rappresenta gli interessi più forti e ha nell'osservanza passiva del vincolo esterno la propria principale fonte di legittimazione politica dovrebbe parlare chiaro ed evitare di arrampicarsi sugli specchi delle ragioni di merito. Sarebbe una bella discussione da fare. Non finisce di stupire, invece, trovare dalla parte dei pasdaran chi dovrebbe rappresentare le fasce sociali più in difficoltà", conclude Fassina. (Vmr/Adnkronos) ISSN 2465 - 1222 20-NOV-20 15:27 NNNN

Mes: Fassina (Leu), i pasdaran giochino a carte scoperte

ZCZC4435/SXA XPP20325011135_SXA_QBXB R POL S0A QBXB Mes: Fassina (Leu), i pasdaran giochino a carte scoperte (ANSA) - ROMA, 20 NOV - "E' surreale che si continui a motivare sul piano economico e del contrasto al Covid 19 l'accesso al Mes. Dopo che 17 Stati europei hanno chiesto il Sure ma, pur avendone la medesima convenienza, non hanno mai preso neanche in considerazione il Mes sanitario; dopo che anche europeisti doc come Sassoli e Letta hanno riconosciuto i dati di realta' e, quindi, lo hanno giudicato 'anacronistico', sarebbe utile che i pasdaran del Mes giocassero a carte scoperte". Lo dichiara Stefano Fassina in una intervista a Radio Radicale. "Dovrebbero esplicitare la loro rassegnata lettura storico-politica della vicenda nazionale - aggiunge - e dire che considerano un sempre piu' stringente vincolo esterno di segno liberista condizione necessaria per la 'modernizzazione' e per il governo di un'Italia storicamente indisciplinata e carente di cultura liberale. Chi rappresenta gli interessi piu' forti e ha nell'osservanza passiva del vincolo esterno la propria principale fonte di legittimazione politica dovrebbe parlare chiaro ed evitare di arrampicarsi sugli specchi delle ragioni di merito. Sarebbe una bella discussione da fare. Non finisce di stupire, invece, trovare dalla parte dei pasdaran chi dovrebbe rappresentare le fasce sociali piu' in difficolta'". (ANSA). COM-GRS 20-NOV-20 15:32 NNNN

UE. FASSINA (LEU): SUL MES PASDARAN VOGLIONO VINCOLO ESTERNO PIÙ FORTE

DIR2220 3 POL 0 RR1 N/POL / DIR /TXT UE. FASSINA (LEU): SUL MES PASDARAN VOGLIONO VINCOLO ESTERNO PIÙ FORTE (DIRE) Roma, 20 nov. - "È surreale che si continui a motivare sul piano economico e del contrasto al Covid 19 l'accesso al Mes. Dopo che 17 Stati europei hanno chiesto il Sure ma, pur avendone la medesima convenienza, non hanno mai preso neanche in considerazione il Mes sanitario; dopo che anche europeisti doc come Sassoli e Letta hanno riconosciuto i dati di realta' e, quindi, lo hanno giudicato 'anacronistico', sarebbe utile che i pasdaran del Mes giocassero a carte scoperte". Cosi' Stefano Fassina (Leu) in una intervista a Radio Radicale. "Dovrebbero- prosegue Fassina- esplicitare la loro rassegnata lettura storico-politica della vicenda nazionale e dire che considerano un sempre piu' stringente vincolo esterno di segno liberista condizione necessaria per la 'modernizzazione' e per il governo di un'Italia storicamente indisciplinata e carente di cultura liberale. Chi rappresenta gli interessi piu' forti e ha nell'osservanza passiva del vincolo esterno la propria principale fonte di legittimazione politica dovrebbe parlare chiaro ed evitare di arrampicarsi sugli specchi delle ragioni di merito. Sarebbe una bella discussione da fare. Non finisce di stupire, invece, trovare dalla parte dei pasdaran chi dovrebbe rappresentare le fasce sociali piu' in difficolta'". (Mar/ Dire) 15:39 20-11-20 NNNN

Mes: Fassina (Leu), pasdaran vogliono vincolo esterno piu' forte =

AGI0573 3 POL 0 R01 / Mes: Fassina (Leu), pasdaran vogliono vincolo esterno piu' forte = (AGI) - Roma, 20 nov. - "E' surreale che si continui a motivare sul piano economico e del contrasto al Covid 19 l'accesso al Mes. Dopo che 17 Stati europei hanno chiesto il Sure ma, pur avendone la medesima convenienza, non hanno mai preso neanche in considerazione il Mes sanitario; dopo che anche europeisti doc come Sassoli e Letta hanno riconosciuto i dati di realta' e, quindi, lo hanno giudicato "anacronistico", sarebbe utile che i pasdaran del Mes giocassero a carte scoperte". Cosi' Stefano Fassina in una intervista a Radio Radicale. "Dovrebbero, prosegue Fassina, esplicitare la loro rassegnata lettura storico-politica della vicenda nazionale e dire che considerano un sempre piu' stringente vincolo esterno di segno liberista condizione necessaria per la 'modernizzazione' e per il governo di un'Italia storicamente indisciplinata e carente di cultura liberale. Chi rappresenta gli interessi piu' forti e ha nell'osservanza passiva del vincolo esterno la propria principale fonte di legittimazione politica dovrebbe parlare chiaro ed evitare di arrampicarsi sugli specchi delle ragioni di merito. Sarebbe una bella discussione da fare. Non finisce di stupire, invece, trovare dalla parte dei pasdaran chi dovrebbe rappresentare le fasce sociali piu' in difficolta'", conclude Fassina. (AGI)Ted 201506 NOV 20 NNNN

"Il Partito della nazione. Cosa ci manca e cosa no del comunismo italiano" (Paesi Edizioni). Intervista ad Andrea Romano

venerdì 6 novembre 2020

Stalin & Facebook

GIOVEDÌ 05 NOVEMBRE 2020 14.13.27

INTERNET. FACEBOOK RIABILITA STALIN: NON E' VIETATO /FOTO

DRS0200 3 LAV 0 DRS / WLF INTERNET. FACEBOOK RIABILITA STALIN: NON E' VIETATO /FOTO (DIRE) Roma, 5 nov. - Dire a qualcuno "sei cattivo come Stalin" non e' messaggio d'odio. Almeno secondo gli standard di Facebook. Largo a 'baffone' anche sul social network di Mark Zuckerberg. Facebook aveva inserito l'immagine di Iosif Stalin tra quelle politicamente vietate, come ha potuto appurare Lanfranco Palazzolo, cronista parlamentare di Radio radicale. Per uno scherzo, Palazzolo aveva postato sul gruppo di amici del calcetto una maxi foto del leader sovietico, su sfondo rosso e con tanto di falce e martello. "L'avevo fatto nel 2014 in un gruppo di amici del calcetto. Mi avevano negato un rigore, e gli avevo scritto in calce alla foto di Stalin: 'Siete cattivi come lui'. Dopo sei anni mi e' arrivata la censura di facebook nella quale si diceva che facebook avrebbe esaminato il mio post perche' non rientrava negli standard, ed anzi configurava un potenziale messaggio d'odio". Palazzolo si e' opposto con un reclamo formale. Dal successivo controllo e' arrivato il passo indietro di Facebook. Stalin puo' tornare su facebook. "E' stato riabilitato, non viene piu' considerato un elemento d'odio", conclude il giornalista. Ecco le scuse di facebook: "Il tuo post e' nuovamente visibile. Siamo spiacenti per la confusione. Abbiamo controllato nuovamente il tuo post e stabilito che rispetta i nostri standard della community. Ti ringraziamo. Il tuo feedback ci aiutera' a migliorare". (Rai/ Dire) 14:12 05-11-20 NNNN

domenica 5 luglio 2020

Il mio ricordo di Mauro Mellini

Oggi ho appreso la notizia della scomparsa di Mauro Mellini. La morte di Mauro lascia un vuoto incolmabile nella storia radicale e del Partito Radicale. Ho avuto poche occasioni di intervistarlo. Anche se i rapporti tra lui e Pannella non erano buoni negli ultimi anni di vita, abbiamo sempre continuato a sentirlo perché sapevamo che da lui potevamo ascoltare un giudizio e una valutazione mai banale. Nel 2006 aveva partecipato alla presentazione del mio libro su Enzo Tortora. Ho ritrovato le foto di quella presentazione per pubblicarle per la prima volta.